Le mie radici si saldano in quei valori cristiani e quindi umani con i
quali sono cresciuto in famiglia e nell'ambiente ecclesiale della scuola
salesiana, e che poi ho trasmesso ai miei figli. Valori preziosi che
non sono per me negoziabili. Figuriamoci, dunque, se posso permettere
che in casa mia si compiano atti blasfemi
chi l'ha detto? Il papa? un santo? Gesù in persona?
BERLUSCONI! Quello bidivorziato, con i figli conviventi (le famiglie di fatto che tanto fanno schifo al suo fido cane da riporto Scilipoti).
Quello con nipoti nati fuori dal matrimonio e altre amenità cristianissime.
Quello con decine di adolescenti (o poco più) che frequentano casa sua per cene eleganti, che sono pur sempre comportamenti di dubbia sobrietà cristiana per un 75 enne.
Quello che augurava a Eluana Englaro una procreazione ante mortem (e se non è blasfemo questo!).
Quello che offriva le chiavi, con le ragazzotte al seguito, dello stato ad un islamico, tiranno e comunista (gheddafi per capirci), tutto cristianamente ovviamente.
Quello che vorrebbe vedere ributtate in mare le persone che cercano di arrivare in Italia, sempre con spirito cristiano.
Quello che offre ai ladri i condoni, nel pieno rispetto del comandamento non rubare.
Quello che racconta storielle piene di volgarità e condite di bestemmie, sempre non negoziando i sacri valori cattolici.
Quello che consigliava ad una prostituta la masturbazione (e mi pare che anche l'autoerotismo sia blasfemo?).
E tutto questo senza andare a toccare le inchieste, quindi legalmente...
Un governo fondato sull'ipocrisia.
chi cerca trova
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domenica 23 ottobre 2011
domenica 5 giugno 2011
Il vero cattolico apostolico romano
Devo dire grazie ancora una volta a Rat-zinger il vero papa cattolico e apostolico e romano che da un po' ci mancava.
La chiesa cattolica è quella del papa, della sua infallibilità della sua etica e morale. Tutto il resto è protestantesimo.
Il papa, che io stimo e ritengo la persona migliore al posto giusto, ha detto quello che gli ipocriti cattolici italiani stentano a confessare: la vera famiglia è quella fondata sul sacro vincolo del matrimonio in cristo. Il resto è apostasia, eresia, blasfemia. Sono d'accordo. Infatti è per questo, e tanti altri motivi, che non sono cattolico, apostolico romano.
Ora chiedo a tutti i miei amici, brave persone conviventi, divorziate, sposate in municipio di ammettere la verità: siete protestanti, eretici, apostati.
Benvenuti.
La chiesa vaticana è questa. Il resto non lo è. Cristo, per chi vi crede, ha tanti fedeli, cercate una fede che vi permetta di essere voi stessi. Nella cattolica, grazie a Ratzinger, questo è finalmente evidente dopo venti anni di ipocri
sia woitiliana.
PS Woytila era peggio di Benedetto XVI, più bigotto, più teocratico, più umorale, più ipocrita. Ma piaceva alla gente proprio perchè disonesto. Benedetto XVI è onesto: fa e dice quello che pensa, ed io lo apprezzo.
La chiesa cattolica è quella del papa, della sua infallibilità della sua etica e morale. Tutto il resto è protestantesimo.
Il papa, che io stimo e ritengo la persona migliore al posto giusto, ha detto quello che gli ipocriti cattolici italiani stentano a confessare: la vera famiglia è quella fondata sul sacro vincolo del matrimonio in cristo. Il resto è apostasia, eresia, blasfemia. Sono d'accordo. Infatti è per questo, e tanti altri motivi, che non sono cattolico, apostolico romano.
Ora chiedo a tutti i miei amici, brave persone conviventi, divorziate, sposate in municipio di ammettere la verità: siete protestanti, eretici, apostati.
Benvenuti.
La chiesa vaticana è questa. Il resto non lo è. Cristo, per chi vi crede, ha tanti fedeli, cercate una fede che vi permetta di essere voi stessi. Nella cattolica, grazie a Ratzinger, questo è finalmente evidente dopo venti anni di ipocri
sia woitiliana.PS Woytila era peggio di Benedetto XVI, più bigotto, più teocratico, più umorale, più ipocrita. Ma piaceva alla gente proprio perchè disonesto. Benedetto XVI è onesto: fa e dice quello che pensa, ed io lo apprezzo.
lunedì 6 agosto 2007
non ci si improvvisa santi...
Don Gelmini, come tutti noi è un peccatore e, come tale, può aspirare alla santità da morto, ben inteso. Nell'esemplare vita di questo evangelico salvatore di diseredati, il demonio ha spesso messo il suo zampino: nel 1969, nel 1971 e nel 1976.
L'annus orribilis fu il 1971 in cui, come novello cristo, fu per 4 anni esiliato nel deserto (si trattava di un carcere ma poco importa) combattendo contro i demoni che lo tentavano.
Le cronache raccontano di tentazioni malvagie e di cadute nel vortice del demonio a stento combattute. Solo chi cade può rialzarsi.
Il nostro beato riuscirà, dopo ben 4 anni, ad uscire a testa alta dalla prova a cui fu sottoposto. Lo ricordano con timore i propri compagni di cella, e non certo per la sollecitudine con cui predicava l'evangelio.
Il demonio era ancora in agguato e per un altra volta, nel 1976, fu accusato di mercimonio e altre immoralità. Questa volta si rifuggio nella sua umile dimora a studiare i testi e preparare la sua missione.
La vita di Don Gelmini più che a San Francesco, il poverello d'Assisi, sembra ricordare i fasti dei grandi papi Avignonesi. Perchè il buon pastore sia onorato la sua dimora necessitava di «Due piani, mattoni rossi, largo muro di cinta con ringhiera di ferro battuto, giardino, piscina e due cani: un pastore maremmano e un lupo. A servirlo sono in tre: un autista, una cuoca di colore e una cameriera».
Beati gli ultimi, loro è il regno dei cieli. E don Gelmini si pose anima e corpo a trovare una casa, a basso costo ma ricca di tutte le infinite possibilità, in cui si potesse rifugiare con la massa di drogati che andava allegramente raccogliendo attorno a se, sperando così in un passaggio, primo fra gli ultimi, per il regno dei cieli. Un cenobio simile al monte atos: tutto casa e preghiera per soli maschi.
La parola dev'essere detta, e dal chiuso del suo umile borgo delle colline umbre, spesso il buon monsignore, così amava proclamarsi a spregio delle gerarchie ecclesiastiche, pontificava il proprio verbo fatto di rinunce, fatiche, preghiere, clausure, ammonizioni e precetti tutte a carico delle povere pecorelle smarrite. Egli, il futuro santo, si riservava il momento più intenso.
Al chiuso della Stanza del silenzio, si ritrovava a parlare con i nuovi adepti (volonterosi o meno della chiamata), alla sola testimonianza di Cristo.
E nel silenzio assordante di questa stanzetta che il demonio ha fatto nuovamente capolino. Per ricattare, infamare, insozzare il buon nome, così abilmente costruito di Don Gelmini. Quattro disperati, ingrati tossici schifosi lo hanno accusato di chissà quali immonde pratiche sodomitiche!
Così come alcuni anni prima e così come si vociferava durante la traversata del deserto (4 anni di carcere).
I giudici in terra osano sfidare il supremo giudice sulla base di parole di poveri mentecatti!
Quanto è faticosa la strada per la santità!
Piccola agiografia
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=3356&ID_sezione=&sezione=
http://www.suzukimaruti.it/2007/08/05/truffatore-carcerato-promiscuo-la-verita-su-don-gelmini-in-un-articolo-de-la-stampa/
http://www.arcigaymilano.org/stampa/rs.asp?BeginFrom=0&ID=29086
http://qn.quotidiano.net/2007/08/05/29205-vera_storia_pierino.shtml
domenica 1 aprile 2007
Il gaio matrimonio
Se i cittadini si possono sposare, non vedo perché non dovrebbero poterlo fare tutti... o ci sono cittadini buoni e cittadini cattivi?
E pensate che sono anche contro il matrimonio eterosessuale...
Per me il matrimonio ognuno dovrebbe farselo da se, con chi vuole, dove vuole, e per quanto vuole... ma non so se padre Jeorge sarebbe d'accordo, almeno non prima di essersi consultato con il suo convivente...
MANIFESTO PER L'EGUAGLIANZA DEI DIRITTI
Insomma se uno sceglie la condanna del matrimonio è giusto che sia in buona compagnia, o meglio con la compagnia che sceglie.E pensate che sono anche contro il matrimonio eterosessuale...
Per me il matrimonio ognuno dovrebbe farselo da se, con chi vuole, dove vuole, e per quanto vuole... ma non so se padre Jeorge sarebbe d'accordo, almeno non prima di essersi consultato con il suo convivente...
lunedì 12 febbraio 2007
DICO l'ultima e poi basta...
son passati appena quattro giorni dalla pubblicazione del DDL sulle convivenze che già il peggio del bigottitismo, servilismo, clericalismo, intolleranza, grettezza, illiberalità, banalità, ipocrisia, incoerenza, idiozia, omofobia è venuto fuori.
In tutto questo il buon pastore tedesco (il nostro amato Benedetto XVI) ha umiliato ancora una volta il nostro Stato.
Ha detto tutto ciò che il capo spirituale di una chiesa, quella cattolica, tradizionalista e totalizzante doveva dire. Ha detto quello che ogni buon cattolico in cuor suo dovrebbe pensare: che i froci sono malati, che l'amore fuori del matrimonio è un peccato mortale, che la famiglia è sacra e inviolabile. Ha fatto quello che un vero papa della Chiesa Apostolica Romana doveva dire: la legge di Dio è superiore a qualsiasi legge umana.
Io sono completamente d'accordo con il Papa, i cattolici devono pensarla così, e per fortuna, aggiungo, non sono cattolico.
Il problema, lo ribadisco, non è che il papa faccia il papa, è che i politici facciano i suoi servitori, che i giornalisti il suo ufficio stampa, in poche parole che lo Stato non faccia lo Stato.
Bisognerebbe applaudire alla coerenza del papa, seguirne l'esempio e rispettare il senso profondo dello stato, fare come lui: comportarsi da Stato e non da servo della chiesa.
Che lo Stato faccia lo Stato e dia uguali diritti a tutti i cittadini, cattolici e non cattolici. Nel frattempo i cattolici siano cattolici...
A partire dal divorziato Berlusconi e dal divorziato Casini, dal divorziato Bossi e dal divorziato Calderoli, per iniziare.
In tutto questo il buon pastore tedesco (il nostro amato Benedetto XVI) ha umiliato ancora una volta il nostro Stato.
Ha detto tutto ciò che il capo spirituale di una chiesa, quella cattolica, tradizionalista e totalizzante doveva dire. Ha detto quello che ogni buon cattolico in cuor suo dovrebbe pensare: che i froci sono malati, che l'amore fuori del matrimonio è un peccato mortale, che la famiglia è sacra e inviolabile. Ha fatto quello che un vero papa della Chiesa Apostolica Romana doveva dire: la legge di Dio è superiore a qualsiasi legge umana.
Io sono completamente d'accordo con il Papa, i cattolici devono pensarla così, e per fortuna, aggiungo, non sono cattolico.
Il problema, lo ribadisco, non è che il papa faccia il papa, è che i politici facciano i suoi servitori, che i giornalisti il suo ufficio stampa, in poche parole che lo Stato non faccia lo Stato.
Bisognerebbe applaudire alla coerenza del papa, seguirne l'esempio e rispettare il senso profondo dello stato, fare come lui: comportarsi da Stato e non da servo della chiesa.
Che lo Stato faccia lo Stato e dia uguali diritti a tutti i cittadini, cattolici e non cattolici. Nel frattempo i cattolici siano cattolici...
A partire dal divorziato Berlusconi e dal divorziato Casini, dal divorziato Bossi e dal divorziato Calderoli, per iniziare.
sabato 10 febbraio 2007
ma DICO io...
Mi chiedo e mi domando come si faccia a chiamare una pratica burocratica DICO. Potevano chiamarla con un bel burocratico: Certificato di convivenza per cittadini italiani con diritti parziali non omologabili ai cittadini rispettosi dello religione di stato della Santa Romana Chiesa, che con un simpatico acronimo si potrebbe chiamare C.C.C.I.D.P.N.O.C.R.R.S.S.R.C. di molta più facile lettura e intellegibilità.
Mi chiedo: c'era bisogno di spendere mesi di lavoro per assicure alcuni diritti individuali già sanciti dalla constituzione del tipo: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Si perchè a sentire questo governo la costituzione è inviolabile, tranne poi dover costringere alcuni milioni di essi a mandarsi delle lettere, delle raccomandate con ricevuta di ritorno, con scritto che vivono nella stessa casa... contestualmente naturalmente, e siamo solo all'articolo 1.
La prima riga di questo prodotto di menti sopraffine recita la sua iniziale intolleranza:
Due persone maggiorenni e capaci, anche dello stesso sesso... Due persone? e perchè due persone dovrebbero essere diverse da tre, o mille o... una? Perchè i diritti individuali si assicurano solo a multipli e non a singoli? e poi dello stesso sesso? quindi cosa io faccia del mio pene è un discrimine per ottenere qualcosa? non mi pare che la costituzione dica questo.
Ma già li sento: la costituzione non si può usare a piacere! La costituzione dice che la famiglia è sacra! Gnurant!
Per non cadere in errore cito: La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare.
I chi li vuole negare i diritti alla famiglia, se uno sceglie questo status. Io no di certo. Ma se uno sceglie un'altro status perchè non ha gli stessi diritti?
E che i rapporti del matrimonio siano stabiliti dalla legge mi può anche andar bene se decido di sposarmi.
Ma se decido di non farlo questo perchè annulla l'articolo della costituzione che dice che siamo tutti uguali?
Sarò un po' tordo io ma mi sembra incomprensibile che la costituzione si contraddica in modo così palese.
Sembreranno bizantinismi ma i pericolosissimi diritti che il DICO si pregia di normare sono diritti che riguardano l'individuo, non la coppia. Si tratta di avere il diritto di scegliere a chi la mia pensione (la mia pensione non quella del mio vicino) vada in caso di morte, del diritto di farmi visitare dalla persone che ritengo parte della mia vita, se sono in ospedale, o del mio diritto di chiedere un permesso per aiutare chi mi stato vicino una vita, senza dover mentire, per ottenere ciò che il mio vicino di scrivania ottiene perchè sposato. Per non parlare del mio diritto a continuare a vivere a casa mia, o per avere una casa in due ci si deve solo sposare, di poter ereditare o lasciare ciò che ho costruito, non da solo, nella mia vita. Trovo persino ridicolo e ridondante che vengano assicurati i diritti di mobilità nel lavoro... Non c'era bisogno di questa legge per rendermi un lavoratore flessibile.
Per non parlare dei fantomatici 9 anni o 5. E se una persone è sfortunella? e se si mette a convivere e poi muore prima dei nove anni? Dirà il legislatore con un francesismo: Bella sfiga!
D'altronde se il matrimonio è eterno (anche se dura un minuto) il DICO è peggio di una condanna a morte: si spera sempre in un rinvio dell'ultimo momento.
Mi chiedo: c'era bisogno di spendere mesi di lavoro per assicure alcuni diritti individuali già sanciti dalla constituzione del tipo: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Si perchè a sentire questo governo la costituzione è inviolabile, tranne poi dover costringere alcuni milioni di essi a mandarsi delle lettere, delle raccomandate con ricevuta di ritorno, con scritto che vivono nella stessa casa... contestualmente naturalmente, e siamo solo all'articolo 1.
La prima riga di questo prodotto di menti sopraffine recita la sua iniziale intolleranza:
Due persone maggiorenni e capaci, anche dello stesso sesso... Due persone? e perchè due persone dovrebbero essere diverse da tre, o mille o... una? Perchè i diritti individuali si assicurano solo a multipli e non a singoli? e poi dello stesso sesso? quindi cosa io faccia del mio pene è un discrimine per ottenere qualcosa? non mi pare che la costituzione dica questo.
Ma già li sento: la costituzione non si può usare a piacere! La costituzione dice che la famiglia è sacra! Gnurant!
Per non cadere in errore cito: La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare.
I chi li vuole negare i diritti alla famiglia, se uno sceglie questo status. Io no di certo. Ma se uno sceglie un'altro status perchè non ha gli stessi diritti?
E che i rapporti del matrimonio siano stabiliti dalla legge mi può anche andar bene se decido di sposarmi.
Ma se decido di non farlo questo perchè annulla l'articolo della costituzione che dice che siamo tutti uguali?
Sarò un po' tordo io ma mi sembra incomprensibile che la costituzione si contraddica in modo così palese.
Sembreranno bizantinismi ma i pericolosissimi diritti che il DICO si pregia di normare sono diritti che riguardano l'individuo, non la coppia. Si tratta di avere il diritto di scegliere a chi la mia pensione (la mia pensione non quella del mio vicino) vada in caso di morte, del diritto di farmi visitare dalla persone che ritengo parte della mia vita, se sono in ospedale, o del mio diritto di chiedere un permesso per aiutare chi mi stato vicino una vita, senza dover mentire, per ottenere ciò che il mio vicino di scrivania ottiene perchè sposato. Per non parlare del mio diritto a continuare a vivere a casa mia, o per avere una casa in due ci si deve solo sposare, di poter ereditare o lasciare ciò che ho costruito, non da solo, nella mia vita. Trovo persino ridicolo e ridondante che vengano assicurati i diritti di mobilità nel lavoro... Non c'era bisogno di questa legge per rendermi un lavoratore flessibile.
Per non parlare dei fantomatici 9 anni o 5. E se una persone è sfortunella? e se si mette a convivere e poi muore prima dei nove anni? Dirà il legislatore con un francesismo: Bella sfiga!
D'altronde se il matrimonio è eterno (anche se dura un minuto) il DICO è peggio di una condanna a morte: si spera sempre in un rinvio dell'ultimo momento.
domenica 21 gennaio 2007
Il crocifisso dimenticato
(osservazione in coda alla sentenza sul crocifisso in classe- il Caso Smith)
La mia prima osservazione è lanomalia di uno stato illiberale (quindi incapace di dividere i propri poteri) e fondato sul diritto romano ed ecclesiastico (quindi con una bassissima incidenza della giurisprudenza rispetto alla legislazione) discuta e si preoccupi di un argomento tanto fondamentale in questo modo (ovvero ricorrendo alle sentenze).
La seconda osservazione è che la proposta venga dal capo di una delle organizzazioni islamiche più discutibili e provocatrici.
Terza che la discussione riguardi il simbolo del cattolicesimo e non i rapporti fra stato e chiesa.
Ora tralasciando i dubbi di "trasparenza" di tale iniziativa (perché ora che si parla finalmente di voto ai cittadini senza distinzioni di razza e religione, e si cerca di avviare trattative con lislam democratico?), non capisco perché si parli del crocifisso.
Che il signor smith sia un muslim è una scelta sua, che il crocifisso non debba essere presente nei locali pubblici è un diritto dei cittadini italiani, tutti.
Il problema è che i cattolici italiani (non i cinesi ad esempio) si accorgono che il crocifisso è il simbolo fondamentale della fede cristiana, solo quando un muslim si permette di dire (che altro dovrebbe dire) che il crocifisso non lo rappresenta.
Io non posso e non voglio discutere del grado di fede del signor smith o di chiunque altro in questo forum si dichiari cattolico, ma voglio discutere della sconfitta dello stato laico, della incongruenza di chi si dichiara "liberale" o peggio "laico" e si propone come crociato difensore della vera fede.
Che io o voi siate cristiani riguarda la vostra coscienza, ma non lo stato. La scuola (ma anche peggio sono i crocifissi nelle aule dei tribunali, che a me personalmente ricordano più linquisizione che la passio christi) sono locali pubblici senza fede, senza religione. Nessuno vuole abbattere le chiese (lo fecero i repubblicani della guerra di Spagna ed il loro eroismo è ancora rovinato da questa azione imbecille e totalitaria) ma dividere stato e chiesa (la cattolica maggioritaria per prima e tutte le altre poi) è necessario per far diventare lItalia uno stato civile e democratico.
Ciò che non vi dicono è che il vero sopruso per il cattolico è lo svilimento della propria fede a questione simbolica, a questione di tradizione (come se si trattasse del sagra della salsiccia e non della passione di Cristo), di ridurre il tutto a questione di iconoclastia.
La fede è una cosa intima, seria, potente ed è per chi ci crede più alta e importante di qualsiasi stato.
Ritorno ai cinesi (ai cattolici cinesi) che oggi sono perseguitati da uno stato totalitario e ciò che desiderano è lesatto contrario nostro: libera chiesa in libero stato.
Per concludere e tornare alla fonte del cristianesimo (e di conseguenza anche dellIslamismo) ricordo che la prima affermazione di laicità dello Stato la offre Gesù Cristo: Date a Cesare quel che è di Cesare.
La mia prima osservazione è lanomalia di uno stato illiberale (quindi incapace di dividere i propri poteri) e fondato sul diritto romano ed ecclesiastico (quindi con una bassissima incidenza della giurisprudenza rispetto alla legislazione) discuta e si preoccupi di un argomento tanto fondamentale in questo modo (ovvero ricorrendo alle sentenze).
La seconda osservazione è che la proposta venga dal capo di una delle organizzazioni islamiche più discutibili e provocatrici.
Terza che la discussione riguardi il simbolo del cattolicesimo e non i rapporti fra stato e chiesa.
Ora tralasciando i dubbi di "trasparenza" di tale iniziativa (perché ora che si parla finalmente di voto ai cittadini senza distinzioni di razza e religione, e si cerca di avviare trattative con lislam democratico?), non capisco perché si parli del crocifisso.
Che il signor smith sia un muslim è una scelta sua, che il crocifisso non debba essere presente nei locali pubblici è un diritto dei cittadini italiani, tutti.
Il problema è che i cattolici italiani (non i cinesi ad esempio) si accorgono che il crocifisso è il simbolo fondamentale della fede cristiana, solo quando un muslim si permette di dire (che altro dovrebbe dire) che il crocifisso non lo rappresenta.
Io non posso e non voglio discutere del grado di fede del signor smith o di chiunque altro in questo forum si dichiari cattolico, ma voglio discutere della sconfitta dello stato laico, della incongruenza di chi si dichiara "liberale" o peggio "laico" e si propone come crociato difensore della vera fede.
Che io o voi siate cristiani riguarda la vostra coscienza, ma non lo stato. La scuola (ma anche peggio sono i crocifissi nelle aule dei tribunali, che a me personalmente ricordano più linquisizione che la passio christi) sono locali pubblici senza fede, senza religione. Nessuno vuole abbattere le chiese (lo fecero i repubblicani della guerra di Spagna ed il loro eroismo è ancora rovinato da questa azione imbecille e totalitaria) ma dividere stato e chiesa (la cattolica maggioritaria per prima e tutte le altre poi) è necessario per far diventare lItalia uno stato civile e democratico.
Ciò che non vi dicono è che il vero sopruso per il cattolico è lo svilimento della propria fede a questione simbolica, a questione di tradizione (come se si trattasse del sagra della salsiccia e non della passione di Cristo), di ridurre il tutto a questione di iconoclastia.
La fede è una cosa intima, seria, potente ed è per chi ci crede più alta e importante di qualsiasi stato.
Ritorno ai cinesi (ai cattolici cinesi) che oggi sono perseguitati da uno stato totalitario e ciò che desiderano è lesatto contrario nostro: libera chiesa in libero stato.
Per concludere e tornare alla fonte del cristianesimo (e di conseguenza anche dellIslamismo) ricordo che la prima affermazione di laicità dello Stato la offre Gesù Cristo: Date a Cesare quel che è di Cesare.
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