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mercoledì 19 marzo 2008

Diario elettorale. Tempi non sospetti

in tempi non sospetti, pensavo che il sistema politico italiano potesse avere una naturale evoluzione verso la democrazia. In quei tempi mai avrei creduto che a costituire il futuro democratico del nostro paese sarebbero stati i democristiani, i comunisti, i fascisti, i socialisti che allora mi parevano il passato.
In quei tempi non sospetti credevo che il cittadino italiano avrebbe preferito una buona politica, fatta di persone, al populismo.
In tempi non sospetti pensavo che del pentapartito si potesse fare a meno, e che gli italiani fossero pronti a scegliere la propria rappresentanza in base alle proposte e non più all'ideologia.
In quei tempi si diceva che tutto sarebbe cambiato e la gente, quella che i media chiamava per bene, lanciava monetine e brindava alle disgrazie e ai suicidi dei propri rappresentanti.
In quei tempi cambiai idea. Ci misi poco. Le giornate, i mesi di militanza mi aiutarono a capire che l'umore della gente, quella che si fermava e firmava, era la voglia di sangue più che di cambiamento.
Capii che lo stato non si cambiava suon di sentenze e che, prima o poi le anime pie sarebbe diventati diavoli e i diavoli si sarebbero ripuliti la coscienza...

Oggi sento lo stesso odore di sangue per le strade, vedo le stesse facce soddisfatte additare i propri eletti come ladroni, vedo politici passare dalla domenica delle palme al golgota.
Ma non ci sarà resurrezione fra tre giorni, solo altri anni di governo di Ponzio Pilato.

domenica 9 dicembre 2007

Sindaci o tiranni?

ogni giorno che leggo le sparate del mio sindaco e dei suoi compari triveneti, e non solo purtroppo, mi vengono in mente i miei studi classici.
Sarà per questo che il mio luminoso preside diceva che saremmo diventati la classe dirigente del futuro: perchè le peggiori schifezze le aveva già fatte qualcun altro e noi lo sapevamo...
E si perchè sapere che l'esilio forzato è una pratica antica, che la divisioni in classi e razze è storia vecchia, che i toni "maschi" hanno fatto il loro tempo, che eccitare il popolo è più facile che calmarlo, sapere tutto questo, secondo il mio antico preside, avrebbe permesso a noi illuminati di essere bravi governanti, l'élite di savi al governo del mondo...
Purtroppo ho anche imparato che la storia non insegna nulla e che gli errori si ripetono prendendo spunto dalle disgrazie del passato peggiorandole e spostando sempre più avanti il limite dell'indecenza.
Per questo non dirigo alcunché e della mia generazione vedo solo brutti esempi del giovanilismo catastrofico imperante. Esclusi i presenti è ovvio.
Torno agli amati sindaci. Il mio in particolare ama arrivare secondo ed essere più realista del re (Bossi in questo caso) e per non sbagliarsi si accozza con tenacia alle peggiori iniziative xenofobe che solo l'Italietta di questi ultimi 15 anni riesce ad esprimere.
Se solo il mio ideale politico federalista europea (sardista) fosse stato attuato oggi io sarei a rischio, come tutti i cittadini europei che si azzardano a non essere ricchi, sposati, cattolici e magari in cerca di un nuovo lavoro o una nuova vita...
Chiedono questi più poteri, armi (per le loro milizie locali), gabelle dai loro cittadini, chiedono di poter legiferare a loro comodo... Istallano telecamere e fanali, chiudono bar e locali, piazzano vigili ovunque, sbraitano contro moschee mai aperte e costringono chi non crede come loro alla clandestinità, piazzano crocifissi ovunque per marchiare il territorio evangelizzato (niente di diverso dai missionari etnicidi). Controllano come ci vestiamo, cosa leggiamo e cosa compriamo da mangiare (basta Kebab e riso alla cantonese! solo muset e brovada!). In poche parole ci stanno uccidendo, chiusi come topi nelle nostre taverne ci imbottiscono di TV e banalità violenta e terrorizzante.
Rileggere Ivan Illich, la sua società conviviale, la sua società di prossimità. E cercare di sopravvivere allo sbraitare continuo del mondo...
Le teste di legno fan sempre rumore.

sabato 8 dicembre 2007

Minorati... e fantasiosi

il camper delle libertà è in viaggio per il paese della libertà per andare a evangelizzare il popolo della libertà che andrà a far parte del partito della libertà la cui struttura organizzativa è formata dai circoli della libertà figlia del polo della libertà e che aveva casa nella casa della libertà...

Dio mio quando ci libereremo di questo cialtrone!

domenica 11 novembre 2007

outing!

si è vero... sarò padre!

...l'ho detto!

mentre camminavo, a lungo, al mare ho affrontato i fantasmi che mi si paravano davanti. Tutta la mia vita, recente, antica era li a guardarmi.
Nessun bilancio, non son tipo da farne, solo l'estatica constatazione che ci sarebbe stato un prima e un dopo, che il continuum si sarebbe interrotto. Per questo bisogna fare amicizia con il passato e non solo con il presente.
Mio figlio sarà quel che sarà. Ed io, per la prima volta, sarò realmente e felicemente impotente. Avrà i suoi ricordi, la sua vita e dovrà prima o poi far amicizia con il suo passato. Questo vorrei insegnare a mio figlio. A ricordarsi chi è.
Ho sempre avuto il desiderio di poter dire: tutto cambierà, domani!
Solo questa assurda volontà di non dimenticare, di tramandare ci fa sembrare simili a Dio, capaci di conoscere il futuro e di prevederne le conseguenze.
Ci fa dire: domani tutto cambierà.

lunedì 5 novembre 2007

residui spaziali

a volte ci si trova a ricostruire i pezzi della propria vita. E' un lavoro faticoso, ogni giorno devi appuntare nella testa, o sulla carta, i tue sensazioni. I ricordi durano il tempo necessario perchè diventino altro. Diventino vita. Non credo in Dio e quindi non posso che sperare nella vita terrena e in quella di chi mi sostituirà. Da non molto ho qualche speranza in più e devo lavorare di più per conservare, ricordare, tramandare. I residui si accumulano come in un trasloco e far star tutto negli scatoloni è un mestiere difficile. Ho fatto tanti traslochi e sono abituato.