creato e inviato ad amici...27/12/2005, 22.48.00
Si vede che sono in vacanza...
allora so che voi, cari amichetti, mi tempestate di strabilianti proposte da e-bay... rompighiaccio, case galleggianti, mig, prosciutti, i-pod, porta ipod, appoggia ipod, sposta i pod, sintonizza ipod. Ve ne ringrazio dal mio più profondo spirito antropologico, la mia coscienza sociologica vi sarà sempre grata e non vi chiedo di smettere.
Io ho, con una certa ritrosia, affrontato il mezzo e non ne ho, sinceramente, apprezzato la varietà. Le poche volte, lo ammetto, che ho cercato di comprare qualcosa non l'ho trovata, o ne ho trovato le copie tarocche a pagamento. Dico tanto vale fare gli hacker fino in fondo e scaricarsele gratuitamente con un buon mulo. Mi son sempre detto sarò io che non comprendo le potenzialità del mezzo! Me tapino ancora legato all'era pre e-bay dove le cose per comprarle si dovevano toccare, pagare e portare a casa in un'unica soluzione! Retrogrado, mi son detto!
e poi c'è la questione finanziaria... e-bay è conveniente, di più le robe te le tirano dietro, sembrerebbe! Sarà ma a me sta storia di dover aspettare sei giorni per avere un'oggetto che in due ore (contando gli spostamenti si intende) posso avere in un accogliente negozio non mi convince. Poi i costi di spedizione... è mai possibile che un'oggetto costi meno di quello si spende per riceverlo? Il buon Adam Smith si sta rivoltando nella tomba, per non parlare di Marx, non groucho ma Karl.
A volte ho cercato cose che credevo semplici, che so dei libri da poco fuori catalogo, una Leica in buone condizioni, insomma cose che solo un privato poteva offrirmi, puntualmente i prezzi erano peggio del peggior rigattiere del peggior mercatino dell'antiquariato del più sfigato paese di provincia. Forse cercavo male! Ho provato varie lingue, sapendo di alzare il costo di spedizione (ma guarda che furbacchioni) e per fortuna nulla!
Poi mi hanno detto che era tutta una questione di Feedback... ah! ho detto io, allora. Si tratterebbe, mi hanno spiegato, di un sistema originalissimo: più vendi, più acquisti "feedback" o volgarmente detti ritorni positivi... Mi è tornato in mente il nostro amato presidente del consiglio che ragiona un po' così: più voti ho più diritto ho ad occupare spazio, più occupo spazio più voti ho... caspiterina così funziona il mercato! Io son liberarle mica comunista!
Ritorno al caro Luigi Einaudi, il papà di quello della casa editrice gloriosa ora in mano alla mondadori di proprietà di un tal Berlusconi:"la libertà delle minoranze di far propaganda contro la maggioranza e di cercare di diventare maggioranza". Direte che cazzo centra con i e-bay?
Ora di preciso non lo so, ma questa storia del monopolio spacciato come pratica liberale mi fa un ninin girare gli zebedei e mi par di capire che il buon e-bay sia pieno di Best Seller che visto che hanno venduto tanto sono quelli che compajono prima e quindi vendono di più e quindi affossano quelli che vendono meno che quindi compajono di meno. Mi chiedo: la qualità con questo cosa minchia ci azzecca?
Forse perché tutti comprano cd tarocchi questi son meglio degli originali? Oppure se un negozio che vende allo stesso prezzo degli altri, si organizza una serie di feedback positivi compiacenti è garanzia di miglior qualità degli altri? Poi perché questa pratica dell'asta? Non siamo più capaci di dare un valore agli oggetti che vendiamo o semplicemente qualche marpione di turno ha capito che si può dare come valore aggiunto ad un oggetto l'illusione di aver stabilito tu il prezzo (il tu è sia il venditore che il compratore). Ma l'unico che stabilisce il prezzo è il monopolista e-bay che oggi ha schiacciato il mercato delle aste alle sue regole e chi non è un Best Seller e-bay non esiste.
Certo tutti possono vendere... le mie mutande rigate ad esempio potrebbero aver un mercato fetish... ma serve venderle? Serve acquisire e rivendere oggetti che non si ha voglia di comprare o vendere. Quanta monnezza gira su e-bay a puro vantaggio dei pochi monopolisti che questa monnezza usano per vendere le proprie care monnezze, industriali e trovabili ovunque ma che tutti comprano su e-bay. Quanto costa distribuire ai negozi e quanto vendere e spedire su e-bay? Eppure io su e-bay un i-pod nuovo con spedizione e tutto lo pago se mi va bene quanto dal rivenditore autorizzato apple... se lo voglio usato... ma io lo voglio nuovo! (ad oggi per un ipod usato con confezione aperta da privato 400€ con un giorno abbondante ancora da puntare, prezzo nuovo di stecca dal sito apple, o da rivenditore autorizzato, 449 e mi fanno pure l'incisione gratuita! il che vuol dire che tipo alla fine risparmio 10€/20€ per un pezzo usato!?).
Oggi ho controllato su e-bay, anzi ho cercato su e-bay, un video, che non ho trovato, e poi dello stesso autore una raccolta fotografica da ma recentemente acquisita in un antiquato negozio di libri. L'ho pagato meno (-5 €) senza contare le spese di spedizione e il tempo che avrei dovuto aspettare per riceverlo... dimenticavo il libro non era italiano ma tedesco, venduto da una bestseller francese a base d'asta esattamente uguale al prezzo di copertina, il che vuol dire che senza alcun rilancio avrei pagato 10 € in più. A ulteriore riprova della fregatura che avrei potuto prendermi, il libro nelle librerie internazionali è in sconto promozionale da parte dell'editore del 25%. Finisco con la frase che questo bestinculer mette sul suo negozio on line
LA NOSTRA SOCIETA' E' SPECIALIZZATA NELLA VENDITA DI LIBRI NUOVI A PREZZO RIDOTTO
l'antiquato Andrea
chi cerca trova
sabato 27 marzo 2010
Una recensione (pubblicata sull'Ippogrifo)

Pier Paolo Giannubilo
Corpi estranei - Una storia vera
Edizioni Il Maestrale
2008
pp. 272
formato 12x21 cm
14 Euro
ISBN: 978-88-89801-38-3
«Si trattava di intervistare un uomo uscito in carne ed ossa dalle tenebre del Medioevo, uscito dai più sozzi e crudeli ludibri dell'epoca nera, uscito da una investitura di mistero e di morte, uscito fumigante ma ancora vivo dalla pentola del demonio». Dino Buzzati I misteri d'Italia, Mondadori, Milano, 1978
Alcune storie italiane si sedimentano. Aspettano che la Storia le dimentichi e, come fiumi carsici, ricompaiono impetuosi quando meno lo si aspetta. Corpi estranei è una di queste.
Dino Buzzati ci provò nel 1978, senza riuscirci, tentando quello che, a trent'anni di distanza, riuscirà ad un giovane e promettente autore molisano: raccontare la storia di Lucci,o Manuele Sartorio, o di chiunque si nasconda dietro pietosi pseudonimi.
La nuova letteratura che Il Maestrale da anni cerca, dalla sperduta ed inquinata Nuoro, di
proporre, è ricca di piccole ed esemplari vicende, sarde, non sarde, semplicemente umane.
Come in altri felici casi, il piccolo, vivace, attento e curioso editore ha scovato autori notevoli in giro per l'Italia. Giannubilo non fa eccezione. La sua terra, la profonda attenzione per la micro storia, per piccole vicende esemplari travalicano il contenuto, spaziando fra finzione, reportage, sceneggiatura e romanzo.
Oggi, più che mai, la Storia, quella delle identità forti, delle nazioni, delle religioni, vorrebbe farci dimenticare l'uomo, il principale artefice della nostra identità.
La letteratura, minore, minoritaria, e minorata della grande diffusione e del grande pubblico, sta lentamente ma inesorabilmente costruendo una nuova epica italiana.
Un'epica fatta del continuo ricostruire aspetti della nostra (dis)identità nazionale. Un passato frammentato, frantumato in schegge di granata che si insinuano nel tessuto, nei deboli muscoli della nostra democrazia, della nostra storia.
La nostra dittatura, le nostre guerre mondiali, i nostri delinquenti, i nostri terroristi e le nostre vittime, il nostri colonizzatori (attivi e passivi), i nostri migranti (anch'essi attivi e passivi) queste sono le tessere, a volte sembrano essere le uniche riconoscibili, di un'Italia dedita da lustri all'approssimazione e alla dimenticanza, di un mosaico devastato e abbandonato.
Pier Paolo Giannubilo è il pittore dello sfondo di un breve romanzo, i cui protagonisti sono reali, e vivi.
La storia è una delle tante che la nostra “povera Patria” ha prodotto, una storia di un'Italia combattuta, come sempre, fra modernità e immobilismo, soggetta a quel dualismo persistente fra tradizione e rivoluzione mancata.
Il 1937 è un anno come un altro, Regenta, un luogo come un altro, una città di provincia né grande né piccola, né povera né ricca. Un paese del Sud, una città della costa, un luogo di traffici e di pesca. Come in ogni piccola città esisteva il quartiere in cui il degrado, allora solo il malaffare, imperversava. Allora come oggi le strutture sociali di luoghi marginali si reggevano su connivenze, silenzi, minacce e paure. I luoghi, gli spazi, gli uomini di questa storia sono ingabbiati in un destino malevolo.
Il luogo delinquente, così come l'uomo delinquente, l'atavica predisposizione alla perversione dei costumi, dei valori, della morale, sia essa pubblica o privata, sono lo sfondo giustificante della storia. Uno sfondo mai condiviso dall'autore ma che come una imprescindibile fatalità percorre le pagine del libro allo stesso modo in cui percorre le pagine dei quotidiani e rotocalchi che fino a Buzzati hanno accompagnato i protagonisti di tutto questo.
L'anno in cui il tutto si avvia è, per l'Italia di provincia, un normale anno di normale regime. Il senso di normalità è fondamentale quanto quello di devianza che questo exemplum racconta. Normale è la vita del quartiere delinquente, normale è la rete di relazioni losche, normale è la noncuranza di ciò che tutti sapevano e che nessuno voleva vedere.
Il protagonista potrebbe essere un bambino qualsiasi, un bambino di un normale degrado. Ma non lo è.
Manuele Sartorio, nome inutilmente falso o forse nome esemplare di tutti le innocenti vittime, oggi come allora, della violenza adulta, ha 5 anni. Vive i primi anni della sua vita, sopporta un'insopportabile lacerazione corporea, uno stillicidio di ferite che, prima ancora del corpo, mutilano la sua infanzia, la vita.
Per 4 anni quel corpo sarà usato come il “puntaspilli” di Buzzati.
«Il bambino era stato trasformato in feticcio, uno di quei sinistri simulacri di argilla o di legno, trafitti da spilloni maledetti, che si trovano nei musei etnografici o criminali. il bambino urlava e piangeva, giorno e notte un continuo lamento. I vicini chiedevano. "ma che cos'ha Giovannino che strilla sempre?". "da qualche tempo non sta bene" spiegava la nonna strega "e poi è anche capriccioso.»
Emanuele è un bambino, riconosce genitori, parenti come parte essenziale della vita, conosce i bassi, i postriboli, i vicoli come luoghi familiari.
Non sa che esistono altri luoghi e altri affetti. I suoi sono i luoghi di un laico martirio inconscio, inconsapevole e inutile. I suoi sono gli affetti falsi, opportunistici, crudeli, malati e immaturi della famiglia.
Il suo è un corpo simbolo, un corpo usato per colpe altrui e altrui rimedi, un corpo feticcio, disfatto e consumato, violato e tenuto vivo come riserva di vigore per un giovane amante di una vecchia.
La sua famiglia è un girone infernale di concupiscenza, degrado e violenza. Manuele non può saperlo.
L'inconsapevolezza, la tenacia e la perseveranza dell'uomo bambino lo farà arrivare alla salvazione.
Il dolore lo salverà in una concitata, per quanto paradossale, corsa verso l'estraniamento, l'allontanamento dalla famiglia, dagli affetti per giungere in un mondo fatto di regole, salvazione, burocrazia e silenzi. In un luogo di mistica laica e retorica fascista, il bambino obbligato alle regole e all'anonimato ritroverà ragione di essere.
Solo da questa esperienza lacerante, che taglia violentemente i legami pregressi, potrà riprendere il percorso, acquisire consapevolezza del corpo, diventare adulto.
L'assistenza totalizzante, lo stato padre, e padrone, a cui paradossalmente stiamo oggi tornando alla caccia del risparmio e dell'efficienza, lega Manuele alla sua famiglia, alla continua ricerca di una motivazione, una conferma, di una risposta. Il padre presunto, la madre puttana, la nonna strega, lo zio aguzzino, l'amante mafioso della madre tutti cercheranno Manuele. Egli accoglierà tutti, cercherà di ricostruirsi un passato giustificabile, troverà solo ciò da cui è stato strappato.
La storia percorre tutta la vita del bambino, dell'uomo, del vecchio. Prima figlio, poi padre, poi nonno. Una storia scandita dai ritmi dell'apparente normalità.
Prima ancora di diventare uomo, Manuele deve cessare di essere bambino, con il carico di violenza che ciò ha comportato. Assorbire, recidere e nel contempo espellere metallo e, nel contempo, sentimenti e risentimenti, una vita di cadute e resurrezioni sempre e comunque scandita dalla persecuzione del male subito, sofferto e vissuto.
Il corpo diviene, ancora una volta, prevalente e comanda espellendo metallo e subendo nuove torture mediche, alimentando nuovi ricordi e stimolando tardive richieste di perdono.
Il dolore, gli ospedali, i medici divengono necessario contorno alla resurrezione, ricostruzione del corpo mutilato.
Il corpo è crisalide destinato alla metamorfosi ed il corpo di Manuele in questo soffre ogni piccola crescita, ogni modifica, ogni invecchiamento come potenziale morte. Le punture lo hanno trasformato in un uomo senza futuro certo, in un morto che cammina. La profonda modernità di tale situazione spaventa. Sono forse diversi i bambini che giocano fra campi minati, i bambini soldato, i bambini divertimento sessuale? Sono forse così diversi i corpi di adolescenti e preadolescenti costretti a competere con un mondo adulto deviato che li costringe a trasformarsi per somigliare a bambole di plastica?
Le categorie del male e del bene si confondono. É bene o male: l'amore materno, il pentimento dei parenti, l'accanimento dei medici, la condanna degli esecutori, la pietà dei conoscenti e la curiosità dei giornali?
Corpi, vittime, reati e aggressori, pene e mandanti, dietro la cronaca di un fatto della nostra storia recente, si ripropongono atavici usi e abusi del corpo.
Si ritrovano superstizioni arcaiche e moderne deviazioni, interventi repressivi e salvifici, morbosità mediatiche.
La cronaca giudiziaria oggi ci ha abituato all'esposizione oscena dei corpi dilaniati, offesi, stuprati, morti, o quasi tali. Nulla di diverso da ciò che all'inizio dell'Italia contemporanea, o forse al termine di quella arcaica, veniva offerto in pasto ai curiosi, ai giustizieri, ai politici e ai gendarmi del 1937.
Ciò che rimane è la banalità del male, la futilità delle ragioni della persecuzione fra umani. D'altronde non sono piccole storie quotidiane l'infanticidio di Cogne, il delitto di Garlasco, l'omicidio di Perugia?
lunedì 8 marzo 2010
la forma della sostanza
A volte credo di vivere in un paese perfetto. Solo in Italia tutto è il contrario di tutto.
Un giorno le regole sono ferree, inviolabili, l'essenza stessa della democrazia. Le regole devono essere rigide, inviolabili, severe, contro i delinquenti, meglio se stranieri, contro i fannulloni, meglio se terroni, contro i malfattori politici e giudiziari, meglio se avversi.
Il giorno dopo ciò che importa è la sostanza: cosa pensa o penserebbe la gente, il popolo. Le regole? Inutili e delittuosi orpelli burocratici, cavilli giustizialisti, pretestuosi impedimenti.
Le regole...

Quando facevo l'educatore passavamo ore a spiegare ai nostri bambini che le regole devono essere rispettate per il bene di tutti, prima che proprio. Passavamo ore a condividere con loro perchè una cosa era da fare ed una no. Spiega, parla, educa che inutile spreco di tempo!
Oggi la nuova regola, attenti educatori che dovrete adeguarvi, è: le regole non si rispettano, si interpretano.
Quindi domani un bambino che picchia un coetaneo vi dirà:" ho ragione". Al vostro richiamo potrà sostenere che la regola "non picchiare" dovesse essere interpretata come "non picchiare prima della ricreazione".
Voi poveri educatori proverete a spiegare che non è così ma che non si picchia e basta... avrà ragione lui che ha capito che per non picchiare si intendeva "non prima della ricreazione"
Come dar torto al povero bambino! Suo padre ha detto, sbraitando: "non si può impedire la libertà per una stupida regola!" Quale regola è più stupida che "non picchiare" il proprio compagno perchè (aggiungete voi quel che volete): negro, ladro, antipatico, disabile, femminuccia, violento, prepotente, debole, zingaro, down, omosessuale, quattrocchi, dentistorti!
Certo non picchiarlo durante la lezione possono ancora capirlo, se non altro perchè disturbano gli amici, ma è anche questa una regola discutibile, ma non picchiarlo e basta proprio no!
Basta interpretare la regola e magari mettersi insieme ad altri cinque sei teppistelli della classe per aver anche la forza della maggioranza. Si può impedire alla maggioranza di esprimere il proprio volere, la propria scelta, per una stupida regola, per un cavillo degli educatori (tutti notariamente di sinistra)?
Le regole che cose inutili, basterebbe che tutti la pensassero allo stesso modo e nessuno avrebbe bisogno di regole. Ancora meglio basterebbe che non pensassero affatto.
Cari educatori il mondo perfetto si sta per avverare, non ci sarà più bisogno di voi. Nessun bambino prepotente, violento o diverso, nessuna convivenza fra diversi nessuna regola da far rispettare. Solo un meraviglioso pensiero unico della maggioranza (silenziosa mi raccomando, che altrimenti bisogna stabilire anche delle regole per parlare).
E gli altri?
Quali altri? Basta eliminarli e non ci saranno altri.
Vi ricorda qualcosa?
Un giorno le regole sono ferree, inviolabili, l'essenza stessa della democrazia. Le regole devono essere rigide, inviolabili, severe, contro i delinquenti, meglio se stranieri, contro i fannulloni, meglio se terroni, contro i malfattori politici e giudiziari, meglio se avversi.
Il giorno dopo ciò che importa è la sostanza: cosa pensa o penserebbe la gente, il popolo. Le regole? Inutili e delittuosi orpelli burocratici, cavilli giustizialisti, pretestuosi impedimenti.
Le regole...

Quando facevo l'educatore passavamo ore a spiegare ai nostri bambini che le regole devono essere rispettate per il bene di tutti, prima che proprio. Passavamo ore a condividere con loro perchè una cosa era da fare ed una no. Spiega, parla, educa che inutile spreco di tempo!
Oggi la nuova regola, attenti educatori che dovrete adeguarvi, è: le regole non si rispettano, si interpretano.
Quindi domani un bambino che picchia un coetaneo vi dirà:" ho ragione". Al vostro richiamo potrà sostenere che la regola "non picchiare" dovesse essere interpretata come "non picchiare prima della ricreazione".
Voi poveri educatori proverete a spiegare che non è così ma che non si picchia e basta... avrà ragione lui che ha capito che per non picchiare si intendeva "non prima della ricreazione"
Come dar torto al povero bambino! Suo padre ha detto, sbraitando: "non si può impedire la libertà per una stupida regola!" Quale regola è più stupida che "non picchiare" il proprio compagno perchè (aggiungete voi quel che volete): negro, ladro, antipatico, disabile, femminuccia, violento, prepotente, debole, zingaro, down, omosessuale, quattrocchi, dentistorti!
Certo non picchiarlo durante la lezione possono ancora capirlo, se non altro perchè disturbano gli amici, ma è anche questa una regola discutibile, ma non picchiarlo e basta proprio no!
Basta interpretare la regola e magari mettersi insieme ad altri cinque sei teppistelli della classe per aver anche la forza della maggioranza. Si può impedire alla maggioranza di esprimere il proprio volere, la propria scelta, per una stupida regola, per un cavillo degli educatori (tutti notariamente di sinistra)?
Le regole che cose inutili, basterebbe che tutti la pensassero allo stesso modo e nessuno avrebbe bisogno di regole. Ancora meglio basterebbe che non pensassero affatto.
Cari educatori il mondo perfetto si sta per avverare, non ci sarà più bisogno di voi. Nessun bambino prepotente, violento o diverso, nessuna convivenza fra diversi nessuna regola da far rispettare. Solo un meraviglioso pensiero unico della maggioranza (silenziosa mi raccomando, che altrimenti bisogna stabilire anche delle regole per parlare).
E gli altri?
Quali altri? Basta eliminarli e non ci saranno altri.
Vi ricorda qualcosa?
mercoledì 24 febbraio 2010
Senza ritegno.
«La sinistra vuole spalancare le porte ai cittadini stranieri per vincere le elezioni».
Così, tanto per sdrammatizzare e per dare un tono di leggerezza e di rassicurazione, colui che è stato nominato dal capo dello stato e a cui la maggioranza dei parlamentari ha dato la fiducia (e non eletto dal popolo come Egli insinua), avvia la campagna elettorale per le amministrative.
Non contento, sempre colui che governa per la terza volta il nostro paese e che negli ultimi 15 anni è sempre stato o al gogerno o all'opposizione e i cui uomini di fiducia governano regioni, provincie, comuni dice:
«Siamo già tutti sottoposti al controllo dei telefoni. È oggi è uno Stato di polizia. È un sistema barbaro».
Ora che aprire le porte agli stranieri (soprattutto extracomunitari come svizzeri, canadesi, statunitensi, australiani) sia un grave pericolo è ovvio. Se a queste pericolosissime popolazioni non comunitarie aggiungiamo la presenza di uomini di paesi ancora in via di sviluppo (per esempio Gheddafi, uno sporco libico mussulmano, o di comunisti come Putin o Aleksandr Lukašenko) le cose diventano realmente pericolose... soprattutto se questi occupano case di lusso e ville faraoniche di proprietà di colui che convoca i consigli dei ministri a casa propria e non a Palazzo Chigi.
Vorrei poi capire come possano, gli stranieri brutti e cattivi, far vincere le elezioni alla sinistra? Votano? Voteranno? acquisiscono il diritto di cittadinanaza per posta prima di arrivare sui barconi in Italia? Oppure basta andare alla Coop e ti danno, insieme alla tessera socio, la cittadinanza? Forse pagando il canone Rai si acquisisce la cittadinanza?
Allora bisognerebbe dirglielo a questi poveretti!
"è inutile che facciate la coda alla questura, che vi troviate un lavoro, una casa, che impariate la culura, la legislazione, la costituzione, la lingua, gli usi, i costumi italiani, basta andare alla sede del PD e vi danno il diritto di votare e rovesciare questo governo di santi uomini!"
Insomma non si trattano così nemmeno i cavalli! Ditelo a questi poveri negri e zingari (sono tutti negri o zingari o sbaglio?) che per anni hanno creduto di essere cittadini di serie B, pronti a pagare le tasse, l'INPS, l'INAIL, ma senza nessun diritto di voto, si sbagliavano voteranno e votaranno tutti a sinistra...
Mi raccomando non ditelo a Fini...
Evviva! Qualcuno si è accorto che viviamo in uno stato di polizia! Finalmente!
Via le ronde, i controlli su internet, su FB, su Blogger e YouTube! Via i blocchi a piratebay! Finalmente sarà riconosciuti il diritto all'eutanasia, alla procreazione assistita, al consumo di sostanze stupefacenti, al libero mercato del lavoro!!! Via i crocifissi dai luoghi pubblici, libertà di credo in libero stato!
no?
Il governo ha detto che siamo in uno stato di polizia?
Il governo?
Il capo della governo ha detto che viviamo in uno stato di polizia?
Il ministro degli interni, della giustizia, della difesa si sono dimessi allora... no?
Il capo della polizia ha rassegnato le dimissioni insieme al comandante supremo dei carabinieri e a quello della guardia di finanza!
no?
Alora chi comanda la polizia, i carabinieri e la finanza?
Il commissario Basettoni o colui che finisce in oni?
Così, tanto per sdrammatizzare e per dare un tono di leggerezza e di rassicurazione, colui che è stato nominato dal capo dello stato e a cui la maggioranza dei parlamentari ha dato la fiducia (e non eletto dal popolo come Egli insinua), avvia la campagna elettorale per le amministrative.
Non contento, sempre colui che governa per la terza volta il nostro paese e che negli ultimi 15 anni è sempre stato o al gogerno o all'opposizione e i cui uomini di fiducia governano regioni, provincie, comuni dice:
«Siamo già tutti sottoposti al controllo dei telefoni. È oggi è uno Stato di polizia. È un sistema barbaro».
Ora che aprire le porte agli stranieri (soprattutto extracomunitari come svizzeri, canadesi, statunitensi, australiani) sia un grave pericolo è ovvio. Se a queste pericolosissime popolazioni non comunitarie aggiungiamo la presenza di uomini di paesi ancora in via di sviluppo (per esempio Gheddafi, uno sporco libico mussulmano, o di comunisti come Putin o Aleksandr Lukašenko) le cose diventano realmente pericolose... soprattutto se questi occupano case di lusso e ville faraoniche di proprietà di colui che convoca i consigli dei ministri a casa propria e non a Palazzo Chigi.
Vorrei poi capire come possano, gli stranieri brutti e cattivi, far vincere le elezioni alla sinistra? Votano? Voteranno? acquisiscono il diritto di cittadinanaza per posta prima di arrivare sui barconi in Italia? Oppure basta andare alla Coop e ti danno, insieme alla tessera socio, la cittadinanza? Forse pagando il canone Rai si acquisisce la cittadinanza?
Allora bisognerebbe dirglielo a questi poveretti!
"è inutile che facciate la coda alla questura, che vi troviate un lavoro, una casa, che impariate la culura, la legislazione, la costituzione, la lingua, gli usi, i costumi italiani, basta andare alla sede del PD e vi danno il diritto di votare e rovesciare questo governo di santi uomini!"
Insomma non si trattano così nemmeno i cavalli! Ditelo a questi poveri negri e zingari (sono tutti negri o zingari o sbaglio?) che per anni hanno creduto di essere cittadini di serie B, pronti a pagare le tasse, l'INPS, l'INAIL, ma senza nessun diritto di voto, si sbagliavano voteranno e votaranno tutti a sinistra...
Mi raccomando non ditelo a Fini...
Evviva! Qualcuno si è accorto che viviamo in uno stato di polizia! Finalmente!
Via le ronde, i controlli su internet, su FB, su Blogger e YouTube! Via i blocchi a piratebay! Finalmente sarà riconosciuti il diritto all'eutanasia, alla procreazione assistita, al consumo di sostanze stupefacenti, al libero mercato del lavoro!!! Via i crocifissi dai luoghi pubblici, libertà di credo in libero stato!
no?
Il governo ha detto che siamo in uno stato di polizia?
Il governo?
Il capo della governo ha detto che viviamo in uno stato di polizia?
Il ministro degli interni, della giustizia, della difesa si sono dimessi allora... no?
Il capo della polizia ha rassegnato le dimissioni insieme al comandante supremo dei carabinieri e a quello della guardia di finanza!
no?
Alora chi comanda la polizia, i carabinieri e la finanza?
Il commissario Basettoni o colui che finisce in oni?
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giovedì 4 febbraio 2010
Grazie Morgan
Grazie al Cantante Morgan di aver nuovamente stanato una classe politica bigotta, reazionaria, opportunista, censoria, ridicola, autoreferenziale, miope, proibizionista, illiberale, totalitaria, antidemocratica... Tutto ciò che non è in linea con il führerprinzip è male. Mi chiedo se Morgan non debba cogliere l'occasione per tornare a fare il suo mestiere: il cantante e abbandonare il circo televisivo (sanscemo incluso). Chi apprezza la sua musica della sua vita privata non se ne cura. Infine pensare che i GIOVANI siano così idioti da essere influenzati dai CATTIVI MAESTRI (troppa grazia ministro Meloni) come Morgan e che non decidano autonomamente dove e come comprare, usare e abusare di droghe è sintomo evidente di abissale lontananza dalla realtà. Giovanardi invece di visitare San Patrignano Alcatraz giri per le strade per capire che la Droga viaggia in motorino e non sull'etere!
mercoledì 3 febbraio 2010
eresia...
L'inferno non nient'altro che l'ignoranza.
Il paradiso non è nient'altro che la conoscenza acquisita della verità.
Il paradiso non è nient'altro che la conoscenza acquisita della verità.
martedì 1 dicembre 2009
ex con Berlusconi...
e questo sarebbe il nuovo! Questi sono i non professionisti della politica, la società civile e minchionate del genere?
Peccato per i pochi nomi buoni, qualche liberale, qualche radicale, qualche socialista, frse anche qualche democristiano o republicano... magari si ravvedono...
la lista è un po' datata, oggi bisognerebbe aggingere qualche eccellenza, Capezzone ad esempio!
Provenienza dei politici appartenenti a Forza Italia
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Forza Italia nasce come partito che intende unire cattolici e laici, siano questi di estrazione liberale o socialdemocratica. Il melting pot costituito dai suoi membri rappresenta bene come esponenti di varie culture politiche e di diversa provenienza partitica si siano uniti in un'unica appartenenza politica, dal 1999 ricondotta al Partito Popolare Europeo, che esso stesso ha subito un'evoluzione dall'originaria connotazione cristiano-democratica all'attuale mix di valori cristiani, liberali e conservatori.
Questo è un elenco di politici membri di FI appartenuti o vicini (anche solo come elettori), in precedenza (cioè prima della fine della Prima Repubblica, nel triennio 1992-94), ad altri schieramenti politici (ordinati in funzione della loro precedente appartenenza). È una lista di deputati, senatori, euro-parlamentari, ministri, sottosegretari, presidenti di Regione e di provincia, consiglieri e assessori regionali di primo piano, sindaci di grandi città, nonché importanti membri degli organi dirigenti del partito, Consiglio Nazionale e Comitato di Presidenza in primis.
Tale lista si riferisce alla composizione di FI a inizio febbraio 2008, cioè immediatamente prima della decisione di formare una lista unitaria con Alleanza Nazionale per le elezioni politiche italiane del 2008.
Ex-Democristiani
(Sono qui inclusi anche esponenti dell'associazionismo cattolico che non hanno mai fatto parte direttamente della DC)
A
Giancarlo Abelli
Antonio Agogliati
Pietro Aiello
Angelino Alfano
Gioacchino Alfano
Alfredo Antoniozzi
Sabatino Aracu
Gianantonio Arnoldi
Franco Asciutti
Paolo Avezzù
Claudio Azzolini
Antonio Azzollini
Antonio Barbieri
B
Vincenzo Barba
Paolo Barelli
Paolo Bartolozzi
Raffaele Bazzoni
Maurizio Bernardo
Maurizio Bertucci
Gianpaolo Bettamio
Laura Bianconi
Massimo Blasoni
Guido Boscagli
Gabriele Boscetto
Aldo Brancher
Donato Bruno
Maria Burani
C
Battista Caligiuri
Diego Cammarata
Cesare Campa
Giuseppe Castiglione
Ugo Cavallera
Francesco Chirilli
Marco Cicala
Angelo Maria Cicolani
Salvatore Cicu
Michele Cimino
Manlio Collavini
Rosario Giorgio Costa
Mariangela Cotto
Rocco Crimi
Guido Crosetto
D
Barbara Degani
Walter De Rigo
Giovanni Deodato
Luigi Di Bartolomeo
Manuela Di Centa (solo elettrice)
Maurizio Dinelli
Ida D'Ippolito
Domenico Di Virgilio
F
Luigi Fabbri
Giuseppe Fallica
Giuseppe Massimo Ferro
Giuseppe Fini
Giuseppe Firrarello
Raffaele Fitto
Giuliana Fontanella
Roberto Formigoni
Gianstefano Frigerio
Stefania Fuscagni
G
Fabio Garagnani
Elisabetta Gardini
Giuseppe Gargani
Fabio Gava
Basilio Germanà
Mariastella Gelmini
Antonio Girfatti
Francesco Giro
Pasquale Giuliano
Isidoro Gottardo
Luigi Grillo
Vittorio Guasti
Furio Gubetti
I
Maria Claudia Ioannucci
Michele Iorio
Cosimo Izzo
L
Enrico La Loggia
Giorgio La Spisa
Cosimo Latronico
Luigi Lazzari
Ivano Leccisi
Giampiero Leo
Gianni Letta
Simonetta Licastro Scardino
Maurizio Lupi
M
Francesco Maione
Mario Malossini
Luigi Manfredi
Mario Mantovani
Renzo Marangon
Salvatore Marano
Giuseppe Marinello
Bruno Marini
Antonio Martusciello
Giovanni Marras
Antonio Marzano
Mario Masini
Giovanni Mauro
Mario Walter Mauro
Guido Milanese
Filippo Misuraca
Salvatore Misuraca
Fabio Minoli Rota
Gabriella Mondello
Danilo Moretti
Nino Mormino
N
Osvaldo Napoli
Benedetto Nicotra
Giuseppe Nocco
P
Leonardo Padrin
Alessandro Pagano
Rocco Palese
Antonio Palmieri
Maurizio Paniz
Eolo Giovanni Parodi
Adriano Paroli
Renzo Patria
Paola Pelino (solo elettrice)
Italico Perlini
Margherita Peroni
Aldo Perrotta
Maria Gabriella Pinto
Giuseppe Pisanu
Giancarlo Pittelli
Piero Pizzi
Angelo Pollina
Egidio Ponzo
R
Marcello Raimondi
Nicolò Rassù
Paolo Ricciotti
Paolo Ricciuti
Marcello Rollo
Massimo Romagnoli (è stato membro del partito greco Nuova Democrazia)
Giuseppe Romele
Luciano Rossi
Roberto Rosso
Gianni Rossoni
Clodovaldo Ruffato
Antonio Russo
S
Mario Sala
Stanislao Sambin
Giacomo Santini
Angelo Santori
Michele Saponara
Claudio Scajola
Gianluigi Scaltritti
Renato Schifani
Gustavo Selva (transitato per AN)
Remo Sernagiotto
Grazia Sestini
Giorgio Simeoni
Ada Spadoni Urbani
Francesco Stagno D'Alcontres
Francesco Stradella
T
Lucio Tarquinio
Carlo Alberto Tesserin
Piero Testoni (vicino anche al PRI)
U
Paolo Uggè
V
Paolo Valentini Puccitelli
Riccardo Ventre
Giacomo Ventura
Marcello Vernola
Antonio Verro
Guido Viceconte
Gesuele Vilasi
Luigi Villani
Alfredo Vito
Z
Francesco Zama
Valter Zanetta
Guido Ziccone
Marino Zorzato
Sante Zuffada
Michele Zuin
Ex-Socialisti
(correnti di riferimento: Noi Riformatori Azzurri, Fondazione Free e Giovane Italia)
A
Valentina Aprea
Roberto Antonione (anche Lista per Trieste)
B
Gianni Baget Bozzo
Simone Baldelli
Monica Stefania Baldi
Massimo Baldini (già nel PSDI fino al 1992)
Paolo Bonaiuti
Anna Cinzia Bonfrisco
Margherita Boniver
Renato Brunetta
Francesco Brusco
Giulio Camber
C
Giampiero Cantoni
Luigi Cesaro
Enrico Cesaroni
Renato Chisso
Fabrizio Cicchitto
Alessandro Colucci
Francesco Colucci
Domenico Contestabile
Stefania Craxi
F
Gaetano Fasolino
Giuliano Ferrara (già nel PCI)
Franco Frattini (già ne Il Manifesto)
G
Giorgio Galvagno
Antonio Gentile
Giuseppe Gentile
Antonio Guidi
Paolo Guzzanti (già nel PCI)
L
Vanni Lenna
Innocenzo Leontini
Claudia Lombardo
I
Raffaele Iannuzzi
M
Rinaldo Magnani
Alberto Magnolfi
Gianfranco Micciché
Chiara Moroni
Francesco Musotto
N
Emiddio Novi
O
Renata Oliveri
P
Gaetano Pecorella
Mario Pepe
Marcello Pera (poi nel PR)
Mauro Pili
Stefano Pillitteri
Sergio Pizzolante
Q
Gaetano Quagliariello (prima e dopo nel PR)
R
Ettore Romoli
S
Maurizio Sacconi
Jole Santelli
Amalia Sartori
Umberto Scapagnini
Aldo Scarabosio
Giancarlo Serafini
Giorgio Stracquadanio
T
Carlo Taormina
Renzo Tondo
Giulio Tremonti
Ex-Liberali
(corrente di riferimento: Liberalismo Popolare)
A
Maria Elisabetta Alberti Casellati
Maria Teresa Armosino
B
Isabella Bertolini
Alfredo Biondi
C
Roberto Cassinelli
Enrico Costa
Raffaele Costa
D
Giulio Di Donato
F
Gregorio Fontana
Pieralfonso Fratta Pasini
G
Giancarlo Galan
Fabio Gava
Antonio Gazzarra
Niccolò Ghedini
L
Carlo Laurora
M
Antonio Martino
Lorena Milanato
N
Enrico Nan
Raffaele Nervi
O
Andrea Orsini
P
Alberto Pasquali
Andrea Pastore
Saverio Porcari (transitato per AN)
Cesare Previti (prima nel MSI)
R
Laura Ravetto
Dario Rivolta
Paolo Romani
S
Carlo Saffioti
Paolo Scarpa Bonazza Buora
Egidio Sterpa
U
Giuliano Urbani
V
Giuseppe Vegas
Z
Pierantonio Zanettin
Tiziano Zigiotto
Ex-Repubblicani
Pietro Paolo Amato
Luigi Casero
Guglielmo Castagnetti
Simeone Di Cagno Abbrescia
Jas Gawronski
Salvatore Fleres
Piergiorgio Massidda
Antonio Nervegna
Alessandro Nicolò
Mario Pescante
Gilberto Picchetto Fratin
Denis Verdini
Alberto Zorzoli
Ex-Socialdemocratici
(corrente di riferimento: Circoli di Iniziativa Riformista)
Massimo Baldini (passato nel PSI nel 1992)
Nicola Cosentino
Massimo Guarischi
Carmelo Morra
Henry Richard Rizzi
Ermanno Russo
Paolo Russo
Simona Vicari
Carlo Vizzini
Ex-Radicali
Benedetto Della Vedova (presidente dei Riformatori Liberali)
Giuseppe Calderisi (membro dei Riformatori Liberali)
Marcello Pera (già nel PSI)
Gaetano Quagliariello (parentesi nel PSI negli anni '80)
Francesca Scopelliti
Marco Taradash (membro dei Riformatori Liberali)
Massimo Teodori
Elio Vito
Ex-Comunisti/Pidiessini
Sandro Bondi
Giampiero Borghini
Massimo Ferlini
Giuliano Ferrara (poi PSI)
Lodovico Festa
Renzo Foa
Paolo Guzzanti (poi PSI)
Ex-Demoproletari ed extraparlamentari di estrema sinistra
Aldo Brandirali (già leader di Servire il popolo e membro del CDU)
Massimo Caprara (Il Manifesto)
Franco Frattini (Il Manifesto, poi PSI)
Antonella Maiolo
Tiziana Maiolo (Il Manifesto, poi PRC con doppia tessera del radicale)
Gianfranco Micciché (Lotta Continua)
Gaetano Pecorella (Soccorso Rosso Militante e Democrazia Proletaria, poi PSI)
Ex-Leghisti
Roberto Asquini
Mauro Delladio
Albertino Gabana
Daniele Galli
Furio Gubetti (già nella DC)
Enrico Hüllwech
Lucio Malan (precedentemente elettore di PLI e PRI)
Marco Pottino
Enrico Tibaldi
Ex-Missini
Michaela Biancofiore (solo elettrice)
Mara Carfagna (solo elettrice)
Ugo Gianfranco Grimaldi
Massimo Mantovani
Domenico Mennitti (uscito dal MSI nel 1991)
Cesare Previti (poi nel PLI)
Ex-Monarchici
Antonio Tajani
Non Identificati (deputati, senatori e euro-parlamentari di cui non è nota la provenienza politica e neppure per cosa votassero prima del 1994)
Gabriele Albertini (elettore di PLI e PRI)
Alessandro Antichi
Giacomo Baiamonte
Massimo Maria Berruti
Mariella Bocciardo
Gabriella Carlucci (famiglia DC)
Valerio Carrara (eletto nel 2001 per l'IdV)
Francesco Casoli
Fiorella Ceccacci
Annamaria Celesti
Roberto Centaro
Remigio Ceroni
Ombretta Colli
Gianfranco Conte
Romano Comincioli
Giuseppe Cossiga (frequentazioni ed amicizie di destra, ma nessun impegno politico diretto)
Antonio D'Alì (saltuario elettore del PLI, di cui erano membri il padre e il fratello)
Giovanni Dell'Elce
Marcello Dell'Utri
Claudio Fazzone
Luigi Fedele
Mario Francesco Ferrara
Salvatore Ferrigno
Ilario Floresta
Pietro Franzoso
Enzo Ghigo
Sestino Giacomoni
Gaspare Giudice
Antonello Iannarilli
Giorgio Jannone
Giorgio Lainati
Giancarlo Laurini
Antonio Leone
Antonio Lorusso
Pietro Lunardi
Franco Malvano
Giulio Marini
Paolo Marcheschi
Salvatore Mazzaracchio
Giustina Mistrello Destro
Pasquale Nessa
Nitto Francesco Palma
Giuseppe Palumbo
Patrizia Paoletti Tangheroni
Enrico Pianetta
Guglielmo Picchi
Lorenzo Piccioni
Filippo Piccone
Guido Podestà
Guido Possa
Stefania Prestigiacomo (ha votato DC fino al 1994, sebbene fosse estimatrice dei Radicali)
Antonella Rebuzzi
Fedele Sanciu
Luigi Scotti
Lucio Stanca
Vincenzo Taddei
Antonio Tomassini
Roberto Tortoli
Mario Valducci
Valentino Valentini
Cosimo Ventucci
Luigi Vitali
Stefano Zappalà
Silvio Berlusconi Come si può notare, in nessuna delle precedenti sezioni è incluso il nome di Silvio Berlusconi. Infatti è difficile inquadrare il leader di FI in una di queste categorie, nonostante si sappia quasi tutto di lui, perché fino al 1993-94 non si era mai interessato intensamente di politica. Ciò che si può ricordare è che, durante la campagna per le elezioni politiche del 1948[1][2], un giovanissimo Berlusconi attaccava manifesti per la DC. Negli anni Settanta e Ottanta si avvicinò al PLI, il partito più vicino alle sue idee politiche, e infine al PSI, a quest'ultimo partito più che altro per l'amicizia che lo legava a Bettino Craxi.
Peccato per i pochi nomi buoni, qualche liberale, qualche radicale, qualche socialista, frse anche qualche democristiano o republicano... magari si ravvedono...
la lista è un po' datata, oggi bisognerebbe aggingere qualche eccellenza, Capezzone ad esempio!
Provenienza dei politici appartenenti a Forza Italia
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Forza Italia nasce come partito che intende unire cattolici e laici, siano questi di estrazione liberale o socialdemocratica. Il melting pot costituito dai suoi membri rappresenta bene come esponenti di varie culture politiche e di diversa provenienza partitica si siano uniti in un'unica appartenenza politica, dal 1999 ricondotta al Partito Popolare Europeo, che esso stesso ha subito un'evoluzione dall'originaria connotazione cristiano-democratica all'attuale mix di valori cristiani, liberali e conservatori.
Questo è un elenco di politici membri di FI appartenuti o vicini (anche solo come elettori), in precedenza (cioè prima della fine della Prima Repubblica, nel triennio 1992-94), ad altri schieramenti politici (ordinati in funzione della loro precedente appartenenza). È una lista di deputati, senatori, euro-parlamentari, ministri, sottosegretari, presidenti di Regione e di provincia, consiglieri e assessori regionali di primo piano, sindaci di grandi città, nonché importanti membri degli organi dirigenti del partito, Consiglio Nazionale e Comitato di Presidenza in primis.
Tale lista si riferisce alla composizione di FI a inizio febbraio 2008, cioè immediatamente prima della decisione di formare una lista unitaria con Alleanza Nazionale per le elezioni politiche italiane del 2008.
Ex-Democristiani
(Sono qui inclusi anche esponenti dell'associazionismo cattolico che non hanno mai fatto parte direttamente della DC)
A
Giancarlo Abelli
Antonio Agogliati
Pietro Aiello
Angelino Alfano
Gioacchino Alfano
Alfredo Antoniozzi
Sabatino Aracu
Gianantonio Arnoldi
Franco Asciutti
Paolo Avezzù
Claudio Azzolini
Antonio Azzollini
Antonio Barbieri
B
Vincenzo Barba
Paolo Barelli
Paolo Bartolozzi
Raffaele Bazzoni
Maurizio Bernardo
Maurizio Bertucci
Gianpaolo Bettamio
Laura Bianconi
Massimo Blasoni
Guido Boscagli
Gabriele Boscetto
Aldo Brancher
Donato Bruno
Maria Burani
C
Battista Caligiuri
Diego Cammarata
Cesare Campa
Giuseppe Castiglione
Ugo Cavallera
Francesco Chirilli
Marco Cicala
Angelo Maria Cicolani
Salvatore Cicu
Michele Cimino
Manlio Collavini
Rosario Giorgio Costa
Mariangela Cotto
Rocco Crimi
Guido Crosetto
D
Barbara Degani
Walter De Rigo
Giovanni Deodato
Luigi Di Bartolomeo
Manuela Di Centa (solo elettrice)
Maurizio Dinelli
Ida D'Ippolito
Domenico Di Virgilio
F
Luigi Fabbri
Giuseppe Fallica
Giuseppe Massimo Ferro
Giuseppe Fini
Giuseppe Firrarello
Raffaele Fitto
Giuliana Fontanella
Roberto Formigoni
Gianstefano Frigerio
Stefania Fuscagni
G
Fabio Garagnani
Elisabetta Gardini
Giuseppe Gargani
Fabio Gava
Basilio Germanà
Mariastella Gelmini
Antonio Girfatti
Francesco Giro
Pasquale Giuliano
Isidoro Gottardo
Luigi Grillo
Vittorio Guasti
Furio Gubetti
I
Maria Claudia Ioannucci
Michele Iorio
Cosimo Izzo
L
Enrico La Loggia
Giorgio La Spisa
Cosimo Latronico
Luigi Lazzari
Ivano Leccisi
Giampiero Leo
Gianni Letta
Simonetta Licastro Scardino
Maurizio Lupi
M
Francesco Maione
Mario Malossini
Luigi Manfredi
Mario Mantovani
Renzo Marangon
Salvatore Marano
Giuseppe Marinello
Bruno Marini
Antonio Martusciello
Giovanni Marras
Antonio Marzano
Mario Masini
Giovanni Mauro
Mario Walter Mauro
Guido Milanese
Filippo Misuraca
Salvatore Misuraca
Fabio Minoli Rota
Gabriella Mondello
Danilo Moretti
Nino Mormino
N
Osvaldo Napoli
Benedetto Nicotra
Giuseppe Nocco
P
Leonardo Padrin
Alessandro Pagano
Rocco Palese
Antonio Palmieri
Maurizio Paniz
Eolo Giovanni Parodi
Adriano Paroli
Renzo Patria
Paola Pelino (solo elettrice)
Italico Perlini
Margherita Peroni
Aldo Perrotta
Maria Gabriella Pinto
Giuseppe Pisanu
Giancarlo Pittelli
Piero Pizzi
Angelo Pollina
Egidio Ponzo
R
Marcello Raimondi
Nicolò Rassù
Paolo Ricciotti
Paolo Ricciuti
Marcello Rollo
Massimo Romagnoli (è stato membro del partito greco Nuova Democrazia)
Giuseppe Romele
Luciano Rossi
Roberto Rosso
Gianni Rossoni
Clodovaldo Ruffato
Antonio Russo
S
Mario Sala
Stanislao Sambin
Giacomo Santini
Angelo Santori
Michele Saponara
Claudio Scajola
Gianluigi Scaltritti
Renato Schifani
Gustavo Selva (transitato per AN)
Remo Sernagiotto
Grazia Sestini
Giorgio Simeoni
Ada Spadoni Urbani
Francesco Stagno D'Alcontres
Francesco Stradella
T
Lucio Tarquinio
Carlo Alberto Tesserin
Piero Testoni (vicino anche al PRI)
U
Paolo Uggè
V
Paolo Valentini Puccitelli
Riccardo Ventre
Giacomo Ventura
Marcello Vernola
Antonio Verro
Guido Viceconte
Gesuele Vilasi
Luigi Villani
Alfredo Vito
Z
Francesco Zama
Valter Zanetta
Guido Ziccone
Marino Zorzato
Sante Zuffada
Michele Zuin
Ex-Socialisti
(correnti di riferimento: Noi Riformatori Azzurri, Fondazione Free e Giovane Italia)
A
Valentina Aprea
Roberto Antonione (anche Lista per Trieste)
B
Gianni Baget Bozzo
Simone Baldelli
Monica Stefania Baldi
Massimo Baldini (già nel PSDI fino al 1992)
Paolo Bonaiuti
Anna Cinzia Bonfrisco
Margherita Boniver
Renato Brunetta
Francesco Brusco
Giulio Camber
C
Giampiero Cantoni
Luigi Cesaro
Enrico Cesaroni
Renato Chisso
Fabrizio Cicchitto
Alessandro Colucci
Francesco Colucci
Domenico Contestabile
Stefania Craxi
F
Gaetano Fasolino
Giuliano Ferrara (già nel PCI)
Franco Frattini (già ne Il Manifesto)
G
Giorgio Galvagno
Antonio Gentile
Giuseppe Gentile
Antonio Guidi
Paolo Guzzanti (già nel PCI)
L
Vanni Lenna
Innocenzo Leontini
Claudia Lombardo
I
Raffaele Iannuzzi
M
Rinaldo Magnani
Alberto Magnolfi
Gianfranco Micciché
Chiara Moroni
Francesco Musotto
N
Emiddio Novi
O
Renata Oliveri
P
Gaetano Pecorella
Mario Pepe
Marcello Pera (poi nel PR)
Mauro Pili
Stefano Pillitteri
Sergio Pizzolante
Q
Gaetano Quagliariello (prima e dopo nel PR)
R
Ettore Romoli
S
Maurizio Sacconi
Jole Santelli
Amalia Sartori
Umberto Scapagnini
Aldo Scarabosio
Giancarlo Serafini
Giorgio Stracquadanio
T
Carlo Taormina
Renzo Tondo
Giulio Tremonti
Ex-Liberali
(corrente di riferimento: Liberalismo Popolare)
A
Maria Elisabetta Alberti Casellati
Maria Teresa Armosino
B
Isabella Bertolini
Alfredo Biondi
C
Roberto Cassinelli
Enrico Costa
Raffaele Costa
D
Giulio Di Donato
F
Gregorio Fontana
Pieralfonso Fratta Pasini
G
Giancarlo Galan
Fabio Gava
Antonio Gazzarra
Niccolò Ghedini
L
Carlo Laurora
M
Antonio Martino
Lorena Milanato
N
Enrico Nan
Raffaele Nervi
O
Andrea Orsini
P
Alberto Pasquali
Andrea Pastore
Saverio Porcari (transitato per AN)
Cesare Previti (prima nel MSI)
R
Laura Ravetto
Dario Rivolta
Paolo Romani
S
Carlo Saffioti
Paolo Scarpa Bonazza Buora
Egidio Sterpa
U
Giuliano Urbani
V
Giuseppe Vegas
Z
Pierantonio Zanettin
Tiziano Zigiotto
Ex-Repubblicani
Pietro Paolo Amato
Luigi Casero
Guglielmo Castagnetti
Simeone Di Cagno Abbrescia
Jas Gawronski
Salvatore Fleres
Piergiorgio Massidda
Antonio Nervegna
Alessandro Nicolò
Mario Pescante
Gilberto Picchetto Fratin
Denis Verdini
Alberto Zorzoli
Ex-Socialdemocratici
(corrente di riferimento: Circoli di Iniziativa Riformista)
Massimo Baldini (passato nel PSI nel 1992)
Nicola Cosentino
Massimo Guarischi
Carmelo Morra
Henry Richard Rizzi
Ermanno Russo
Paolo Russo
Simona Vicari
Carlo Vizzini
Ex-Radicali
Benedetto Della Vedova (presidente dei Riformatori Liberali)
Giuseppe Calderisi (membro dei Riformatori Liberali)
Marcello Pera (già nel PSI)
Gaetano Quagliariello (parentesi nel PSI negli anni '80)
Francesca Scopelliti
Marco Taradash (membro dei Riformatori Liberali)
Massimo Teodori
Elio Vito
Ex-Comunisti/Pidiessini
Sandro Bondi
Giampiero Borghini
Massimo Ferlini
Giuliano Ferrara (poi PSI)
Lodovico Festa
Renzo Foa
Paolo Guzzanti (poi PSI)
Ex-Demoproletari ed extraparlamentari di estrema sinistra
Aldo Brandirali (già leader di Servire il popolo e membro del CDU)
Massimo Caprara (Il Manifesto)
Franco Frattini (Il Manifesto, poi PSI)
Antonella Maiolo
Tiziana Maiolo (Il Manifesto, poi PRC con doppia tessera del radicale)
Gianfranco Micciché (Lotta Continua)
Gaetano Pecorella (Soccorso Rosso Militante e Democrazia Proletaria, poi PSI)
Ex-Leghisti
Roberto Asquini
Mauro Delladio
Albertino Gabana
Daniele Galli
Furio Gubetti (già nella DC)
Enrico Hüllwech
Lucio Malan (precedentemente elettore di PLI e PRI)
Marco Pottino
Enrico Tibaldi
Ex-Missini
Michaela Biancofiore (solo elettrice)
Mara Carfagna (solo elettrice)
Ugo Gianfranco Grimaldi
Massimo Mantovani
Domenico Mennitti (uscito dal MSI nel 1991)
Cesare Previti (poi nel PLI)
Ex-Monarchici
Antonio Tajani
Non Identificati (deputati, senatori e euro-parlamentari di cui non è nota la provenienza politica e neppure per cosa votassero prima del 1994)
Gabriele Albertini (elettore di PLI e PRI)
Alessandro Antichi
Giacomo Baiamonte
Massimo Maria Berruti
Mariella Bocciardo
Gabriella Carlucci (famiglia DC)
Valerio Carrara (eletto nel 2001 per l'IdV)
Francesco Casoli
Fiorella Ceccacci
Annamaria Celesti
Roberto Centaro
Remigio Ceroni
Ombretta Colli
Gianfranco Conte
Romano Comincioli
Giuseppe Cossiga (frequentazioni ed amicizie di destra, ma nessun impegno politico diretto)
Antonio D'Alì (saltuario elettore del PLI, di cui erano membri il padre e il fratello)
Giovanni Dell'Elce
Marcello Dell'Utri
Claudio Fazzone
Luigi Fedele
Mario Francesco Ferrara
Salvatore Ferrigno
Ilario Floresta
Pietro Franzoso
Enzo Ghigo
Sestino Giacomoni
Gaspare Giudice
Antonello Iannarilli
Giorgio Jannone
Giorgio Lainati
Giancarlo Laurini
Antonio Leone
Antonio Lorusso
Pietro Lunardi
Franco Malvano
Giulio Marini
Paolo Marcheschi
Salvatore Mazzaracchio
Giustina Mistrello Destro
Pasquale Nessa
Nitto Francesco Palma
Giuseppe Palumbo
Patrizia Paoletti Tangheroni
Enrico Pianetta
Guglielmo Picchi
Lorenzo Piccioni
Filippo Piccone
Guido Podestà
Guido Possa
Stefania Prestigiacomo (ha votato DC fino al 1994, sebbene fosse estimatrice dei Radicali)
Antonella Rebuzzi
Fedele Sanciu
Luigi Scotti
Lucio Stanca
Vincenzo Taddei
Antonio Tomassini
Roberto Tortoli
Mario Valducci
Valentino Valentini
Cosimo Ventucci
Luigi Vitali
Stefano Zappalà
Silvio Berlusconi Come si può notare, in nessuna delle precedenti sezioni è incluso il nome di Silvio Berlusconi. Infatti è difficile inquadrare il leader di FI in una di queste categorie, nonostante si sappia quasi tutto di lui, perché fino al 1993-94 non si era mai interessato intensamente di politica. Ciò che si può ricordare è che, durante la campagna per le elezioni politiche del 1948[1][2], un giovanissimo Berlusconi attaccava manifesti per la DC. Negli anni Settanta e Ottanta si avvicinò al PLI, il partito più vicino alle sue idee politiche, e infine al PSI, a quest'ultimo partito più che altro per l'amicizia che lo legava a Bettino Craxi.
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