Inserisco, con poco commentol'articolo del gazzettino
COMMENTO
Solo una cosa non mi torna: se la lega rappresenta la destra che ci sta a fare il PDL? Soprattutto cosa ci sta a fare l'unica destra italiana degna di questo nome(MSI/AN) dentro un PDL fotocopia della Lega. Non credo che i temi della lega siano quelli di AN, ne tanto meno dei camerati che vi appartenevano. Ho stima dei secondi e rispetto per le idee (che spesso non condivido) del partito (MSI/AN).
So che oggi a Pordenone non si può essere di destra senza essere assimilati a leghisti e berluscones. Non era così 20/25 anni fa e gli amici del fronte lo sanno: ci si parlava, si litigava, ci si opponeva, si stava insieme. Insomma si faceva politica. Oggi chi si oppone è un traditore, e questa non è politica.
La destra sociale (non l'egoismo legista), l'orgoglio nazionale italiano (non padano), l'attenzione alle etnicità (non il nazionalismo padano), alla cultura tradizionale (non l'omogeneizzato celtico padano cristiana), il ribbellismo (non il militarismo padano), l'audacia (non la prevaricazione contro i più deboli), l'anticlericalismo (e non il vandeismo di ritorno), l'avversione per il banale, lo scontato, il popolare (e non la ricerca spasmodica del consenso), ed infine la lealtà verso gli avversari, la comunione di intenti verso una società politica che trovavamo inutile, vecchia, slerotica... questo è quello che ricordo degli amici del fronte. Non trovo, oggi, nulla di vicino a quel sentimento nella destra della lega o di Berlusconi.
Starò invecchaindo, come tutti, e da sentimentale dico: per fortuna che la politica è fatta di persone e la stima per quelle non cambia.
ARTICOLO
Tutti cominciano con un auspicio: la speranza che la profonda frattura che si sta consumando nel Popolo delle libertà possa ricomporsi. Ma da politici "navigati" quali sono, sanno benissimo che una breccia si è ormai aperta e che tornare indietro sarà molto difficile. E allora non esitano a dire con chi stanno. O meglio con chi staranno nel caso in cui si arrivi alla scissione e alla formazione dei nuovi gruppi parlamentari divisi. E così si capisce come i maggiori esponenti istituzionali del territorio - un tempo in Alleanza nazionale, da sempre "finiani" di ferro - eletti nei loro incarichi con il Pdl siano pronti a scaricare il co-fondatore del "partito del predellino" Gianfranco Fini.
Chi proprio non ha più dubbi è il presidente della Provincia, Alessandro Ciriani. «Lo smarcamento di Fini da Berlusconi non è cominciato ieri. È una lunga parabola che lo ha ormai portato molto lontano dai principi e dai valori della Destra. Oggi Fini - aggiunge Ciriani in quello che sembra quasi uno sfogo liberatorio - è più vicino alle posizioni dei Radicali di Emma Bonino. Anziché continuare a tenere alti i cardini di una Destra moderna ed europea ha assunto posizioni radical-chic. Non è più possibile seguire un leader che sta assumendo una posizione di tipo personalistico anche attraverso la sua Fondazione che sta a Roma ed è così lontana dal popolo della Destra». Certo che suona strano. Eppure a parlare è lo stesso Alessandro Ciriani, ex militante del Fronte della Gioventù, confluito poi nel Movimento sociale per sposare la scelta di An e infine quella del Pdl. Insomma, nonostante la giovane età la sua è una lunga militanza. Ed è con non poco rammarico che aggiunge lapidario: «Quello di Fini mi sembra più un caso da Freud che da politologi». Il presidente riprende fiato. E il suo sfogo diventa analisi. «Dopo la fondazione del Pdl il compito di An doveva essere quello di fare la destra del centrodestra. Sull’immigrazione, sull’economia sociale e su tutti i temi dell’agenda della destra Fini si è smarcato. Il risultato? Il dilagare della Lega Nord che sa mandare messaggi e interpreta meglio i problemi della gente e dei ceti sociali che dovrebbe rappresentare la destra».
Analisi, quest’ultima sul Carroccio, condivisa anche da un altro ex "finiano di ferro", il deputato Manlio Contento. «I messaggi che sono stati lanciati nell’ultimo anno da Gianfranco Fini - sottolinea il parlamentare del Pdl, già sottosegretario all’Economia nel precedente governo Berlusconi - non hanno fatto che disorientare l’elettorato di destra a favore della crescita della Lega. Abbiamo assistito a un autentico paradosso: chi poneva a Berlusconi il problema di una Lega troppo "ingombrante" alla fine, magari inconsapevolmente, ha fatto in modo che la Lega guadagnasse consensi». Il parlamentare "pidiellino", però, non chiude tutte le porte: «Ci sono ancora due incontri e non è escluso che si possano trovare delle soluzioni che ricompongano la frattura». E se invece Fini non indietreggia e fonda i nuovi gruppi autonomi? «Credo che a quel punto ciascuno di noi dovrà fare delle scelte. E, come ho già detto, io sono per il rispetto degli elettori che mi hanno votato nel Pdl e del patto con il presidente del Consiglio Berlusconi. E poi, da uomo di destra, ho sempre criticato che prendeva i voti da una parte poi poi passare dall’altra». L’ipotesi delle elezioni? «Credo - sostiene Contento - che Berlusconi abbia l’interesse a fare le riforme e non ad andare al voto. Ma è evidente che se non si troverà una composizione non è da escludere l’ipotesi di ridare la parola agli elettori».
Chi, invece, è più combattuto e spera ardentemente in una ricucitura che tenga Fini nel Pdl è Emanuele Loperfido, consigliere comunale di minoranza nel municipio di Pordenone. Dove il gruppo di An "resiste" non essendoci ancora stata l’unificazione. «Non si capiscono le ragioni dello strappo, se dovesse consumarsi. Io - afferma il giovane ex An - spero molto che Fini possa trovare le motivazioni per rimanere nel Pdl, la gente non capirebbe. È nel Pdl che Fini potrebbe fare molto di più essendo un leader capace. Se dovessi decidere? Non so cosa farei, francamente dovrei capire meglio le motivazioni dell’eventuale rottura e dell’uscita di Fini».
«Io sto con il Pdl», non ha dubbi invece il sindaco di Spilimbergo Renzo Francesconi. Che poi spiega: «Mi auguro che ci sia una ricomposizione interna, ma credo che la strada intrapresa da Fini non possa portare da nessuna parte. Mi pare un percorso tutto personalistico. Non si può sciogliere un partito, fondarne uno nuovo e poi, nel giro di neanche due anni, uscire e rompere tutto. È incomprensibile». Il sindaco eletto nel Pdl rivendica le sue scelte: «Non sono affatto disorientato di fronte a quello che sta succedendo nel centrodestra. Il Pdl doveva essere il partito della destra, ma anche del cattolicesimo liberale che aderisce al popolarismo europeo. Questo era il percorso. Se qualcuno ora canta fuori dal coro non può chiedere di essere seguito».
(Domenica 18 Aprile 2010)
chi cerca trova
lunedì 26 aprile 2010
sabato 27 marzo 2010
rovistando ho trovato... vs ebay 2005
creato e inviato ad amici...27/12/2005, 22.48.00
Si vede che sono in vacanza...
allora so che voi, cari amichetti, mi tempestate di strabilianti proposte da e-bay... rompighiaccio, case galleggianti, mig, prosciutti, i-pod, porta ipod, appoggia ipod, sposta i pod, sintonizza ipod. Ve ne ringrazio dal mio più profondo spirito antropologico, la mia coscienza sociologica vi sarà sempre grata e non vi chiedo di smettere.
Io ho, con una certa ritrosia, affrontato il mezzo e non ne ho, sinceramente, apprezzato la varietà. Le poche volte, lo ammetto, che ho cercato di comprare qualcosa non l'ho trovata, o ne ho trovato le copie tarocche a pagamento. Dico tanto vale fare gli hacker fino in fondo e scaricarsele gratuitamente con un buon mulo. Mi son sempre detto sarò io che non comprendo le potenzialità del mezzo! Me tapino ancora legato all'era pre e-bay dove le cose per comprarle si dovevano toccare, pagare e portare a casa in un'unica soluzione! Retrogrado, mi son detto!
e poi c'è la questione finanziaria... e-bay è conveniente, di più le robe te le tirano dietro, sembrerebbe! Sarà ma a me sta storia di dover aspettare sei giorni per avere un'oggetto che in due ore (contando gli spostamenti si intende) posso avere in un accogliente negozio non mi convince. Poi i costi di spedizione... è mai possibile che un'oggetto costi meno di quello si spende per riceverlo? Il buon Adam Smith si sta rivoltando nella tomba, per non parlare di Marx, non groucho ma Karl.
A volte ho cercato cose che credevo semplici, che so dei libri da poco fuori catalogo, una Leica in buone condizioni, insomma cose che solo un privato poteva offrirmi, puntualmente i prezzi erano peggio del peggior rigattiere del peggior mercatino dell'antiquariato del più sfigato paese di provincia. Forse cercavo male! Ho provato varie lingue, sapendo di alzare il costo di spedizione (ma guarda che furbacchioni) e per fortuna nulla!
Poi mi hanno detto che era tutta una questione di Feedback... ah! ho detto io, allora. Si tratterebbe, mi hanno spiegato, di un sistema originalissimo: più vendi, più acquisti "feedback" o volgarmente detti ritorni positivi... Mi è tornato in mente il nostro amato presidente del consiglio che ragiona un po' così: più voti ho più diritto ho ad occupare spazio, più occupo spazio più voti ho... caspiterina così funziona il mercato! Io son liberarle mica comunista!
Ritorno al caro Luigi Einaudi, il papà di quello della casa editrice gloriosa ora in mano alla mondadori di proprietà di un tal Berlusconi:"la libertà delle minoranze di far propaganda contro la maggioranza e di cercare di diventare maggioranza". Direte che cazzo centra con i e-bay?
Ora di preciso non lo so, ma questa storia del monopolio spacciato come pratica liberale mi fa un ninin girare gli zebedei e mi par di capire che il buon e-bay sia pieno di Best Seller che visto che hanno venduto tanto sono quelli che compajono prima e quindi vendono di più e quindi affossano quelli che vendono meno che quindi compajono di meno. Mi chiedo: la qualità con questo cosa minchia ci azzecca?
Forse perché tutti comprano cd tarocchi questi son meglio degli originali? Oppure se un negozio che vende allo stesso prezzo degli altri, si organizza una serie di feedback positivi compiacenti è garanzia di miglior qualità degli altri? Poi perché questa pratica dell'asta? Non siamo più capaci di dare un valore agli oggetti che vendiamo o semplicemente qualche marpione di turno ha capito che si può dare come valore aggiunto ad un oggetto l'illusione di aver stabilito tu il prezzo (il tu è sia il venditore che il compratore). Ma l'unico che stabilisce il prezzo è il monopolista e-bay che oggi ha schiacciato il mercato delle aste alle sue regole e chi non è un Best Seller e-bay non esiste.
Certo tutti possono vendere... le mie mutande rigate ad esempio potrebbero aver un mercato fetish... ma serve venderle? Serve acquisire e rivendere oggetti che non si ha voglia di comprare o vendere. Quanta monnezza gira su e-bay a puro vantaggio dei pochi monopolisti che questa monnezza usano per vendere le proprie care monnezze, industriali e trovabili ovunque ma che tutti comprano su e-bay. Quanto costa distribuire ai negozi e quanto vendere e spedire su e-bay? Eppure io su e-bay un i-pod nuovo con spedizione e tutto lo pago se mi va bene quanto dal rivenditore autorizzato apple... se lo voglio usato... ma io lo voglio nuovo! (ad oggi per un ipod usato con confezione aperta da privato 400€ con un giorno abbondante ancora da puntare, prezzo nuovo di stecca dal sito apple, o da rivenditore autorizzato, 449 e mi fanno pure l'incisione gratuita! il che vuol dire che tipo alla fine risparmio 10€/20€ per un pezzo usato!?).
Oggi ho controllato su e-bay, anzi ho cercato su e-bay, un video, che non ho trovato, e poi dello stesso autore una raccolta fotografica da ma recentemente acquisita in un antiquato negozio di libri. L'ho pagato meno (-5 €) senza contare le spese di spedizione e il tempo che avrei dovuto aspettare per riceverlo... dimenticavo il libro non era italiano ma tedesco, venduto da una bestseller francese a base d'asta esattamente uguale al prezzo di copertina, il che vuol dire che senza alcun rilancio avrei pagato 10 € in più. A ulteriore riprova della fregatura che avrei potuto prendermi, il libro nelle librerie internazionali è in sconto promozionale da parte dell'editore del 25%. Finisco con la frase che questo bestinculer mette sul suo negozio on line
LA NOSTRA SOCIETA' E' SPECIALIZZATA NELLA VENDITA DI LIBRI NUOVI A PREZZO RIDOTTO
l'antiquato Andrea
Si vede che sono in vacanza...
allora so che voi, cari amichetti, mi tempestate di strabilianti proposte da e-bay... rompighiaccio, case galleggianti, mig, prosciutti, i-pod, porta ipod, appoggia ipod, sposta i pod, sintonizza ipod. Ve ne ringrazio dal mio più profondo spirito antropologico, la mia coscienza sociologica vi sarà sempre grata e non vi chiedo di smettere.
Io ho, con una certa ritrosia, affrontato il mezzo e non ne ho, sinceramente, apprezzato la varietà. Le poche volte, lo ammetto, che ho cercato di comprare qualcosa non l'ho trovata, o ne ho trovato le copie tarocche a pagamento. Dico tanto vale fare gli hacker fino in fondo e scaricarsele gratuitamente con un buon mulo. Mi son sempre detto sarò io che non comprendo le potenzialità del mezzo! Me tapino ancora legato all'era pre e-bay dove le cose per comprarle si dovevano toccare, pagare e portare a casa in un'unica soluzione! Retrogrado, mi son detto!
e poi c'è la questione finanziaria... e-bay è conveniente, di più le robe te le tirano dietro, sembrerebbe! Sarà ma a me sta storia di dover aspettare sei giorni per avere un'oggetto che in due ore (contando gli spostamenti si intende) posso avere in un accogliente negozio non mi convince. Poi i costi di spedizione... è mai possibile che un'oggetto costi meno di quello si spende per riceverlo? Il buon Adam Smith si sta rivoltando nella tomba, per non parlare di Marx, non groucho ma Karl.
A volte ho cercato cose che credevo semplici, che so dei libri da poco fuori catalogo, una Leica in buone condizioni, insomma cose che solo un privato poteva offrirmi, puntualmente i prezzi erano peggio del peggior rigattiere del peggior mercatino dell'antiquariato del più sfigato paese di provincia. Forse cercavo male! Ho provato varie lingue, sapendo di alzare il costo di spedizione (ma guarda che furbacchioni) e per fortuna nulla!
Poi mi hanno detto che era tutta una questione di Feedback... ah! ho detto io, allora. Si tratterebbe, mi hanno spiegato, di un sistema originalissimo: più vendi, più acquisti "feedback" o volgarmente detti ritorni positivi... Mi è tornato in mente il nostro amato presidente del consiglio che ragiona un po' così: più voti ho più diritto ho ad occupare spazio, più occupo spazio più voti ho... caspiterina così funziona il mercato! Io son liberarle mica comunista!
Ritorno al caro Luigi Einaudi, il papà di quello della casa editrice gloriosa ora in mano alla mondadori di proprietà di un tal Berlusconi:"la libertà delle minoranze di far propaganda contro la maggioranza e di cercare di diventare maggioranza". Direte che cazzo centra con i e-bay?
Ora di preciso non lo so, ma questa storia del monopolio spacciato come pratica liberale mi fa un ninin girare gli zebedei e mi par di capire che il buon e-bay sia pieno di Best Seller che visto che hanno venduto tanto sono quelli che compajono prima e quindi vendono di più e quindi affossano quelli che vendono meno che quindi compajono di meno. Mi chiedo: la qualità con questo cosa minchia ci azzecca?
Forse perché tutti comprano cd tarocchi questi son meglio degli originali? Oppure se un negozio che vende allo stesso prezzo degli altri, si organizza una serie di feedback positivi compiacenti è garanzia di miglior qualità degli altri? Poi perché questa pratica dell'asta? Non siamo più capaci di dare un valore agli oggetti che vendiamo o semplicemente qualche marpione di turno ha capito che si può dare come valore aggiunto ad un oggetto l'illusione di aver stabilito tu il prezzo (il tu è sia il venditore che il compratore). Ma l'unico che stabilisce il prezzo è il monopolista e-bay che oggi ha schiacciato il mercato delle aste alle sue regole e chi non è un Best Seller e-bay non esiste.
Certo tutti possono vendere... le mie mutande rigate ad esempio potrebbero aver un mercato fetish... ma serve venderle? Serve acquisire e rivendere oggetti che non si ha voglia di comprare o vendere. Quanta monnezza gira su e-bay a puro vantaggio dei pochi monopolisti che questa monnezza usano per vendere le proprie care monnezze, industriali e trovabili ovunque ma che tutti comprano su e-bay. Quanto costa distribuire ai negozi e quanto vendere e spedire su e-bay? Eppure io su e-bay un i-pod nuovo con spedizione e tutto lo pago se mi va bene quanto dal rivenditore autorizzato apple... se lo voglio usato... ma io lo voglio nuovo! (ad oggi per un ipod usato con confezione aperta da privato 400€ con un giorno abbondante ancora da puntare, prezzo nuovo di stecca dal sito apple, o da rivenditore autorizzato, 449 e mi fanno pure l'incisione gratuita! il che vuol dire che tipo alla fine risparmio 10€/20€ per un pezzo usato!?).
Oggi ho controllato su e-bay, anzi ho cercato su e-bay, un video, che non ho trovato, e poi dello stesso autore una raccolta fotografica da ma recentemente acquisita in un antiquato negozio di libri. L'ho pagato meno (-5 €) senza contare le spese di spedizione e il tempo che avrei dovuto aspettare per riceverlo... dimenticavo il libro non era italiano ma tedesco, venduto da una bestseller francese a base d'asta esattamente uguale al prezzo di copertina, il che vuol dire che senza alcun rilancio avrei pagato 10 € in più. A ulteriore riprova della fregatura che avrei potuto prendermi, il libro nelle librerie internazionali è in sconto promozionale da parte dell'editore del 25%. Finisco con la frase che questo bestinculer mette sul suo negozio on line
LA NOSTRA SOCIETA' E' SPECIALIZZATA NELLA VENDITA DI LIBRI NUOVI A PREZZO RIDOTTO
l'antiquato Andrea
Una recensione (pubblicata sull'Ippogrifo)

Pier Paolo Giannubilo
Corpi estranei - Una storia vera
Edizioni Il Maestrale
2008
pp. 272
formato 12x21 cm
14 Euro
ISBN: 978-88-89801-38-3
«Si trattava di intervistare un uomo uscito in carne ed ossa dalle tenebre del Medioevo, uscito dai più sozzi e crudeli ludibri dell'epoca nera, uscito da una investitura di mistero e di morte, uscito fumigante ma ancora vivo dalla pentola del demonio». Dino Buzzati I misteri d'Italia, Mondadori, Milano, 1978
Alcune storie italiane si sedimentano. Aspettano che la Storia le dimentichi e, come fiumi carsici, ricompaiono impetuosi quando meno lo si aspetta. Corpi estranei è una di queste.
Dino Buzzati ci provò nel 1978, senza riuscirci, tentando quello che, a trent'anni di distanza, riuscirà ad un giovane e promettente autore molisano: raccontare la storia di Lucci,o Manuele Sartorio, o di chiunque si nasconda dietro pietosi pseudonimi.
La nuova letteratura che Il Maestrale da anni cerca, dalla sperduta ed inquinata Nuoro, di
proporre, è ricca di piccole ed esemplari vicende, sarde, non sarde, semplicemente umane.
Come in altri felici casi, il piccolo, vivace, attento e curioso editore ha scovato autori notevoli in giro per l'Italia. Giannubilo non fa eccezione. La sua terra, la profonda attenzione per la micro storia, per piccole vicende esemplari travalicano il contenuto, spaziando fra finzione, reportage, sceneggiatura e romanzo.
Oggi, più che mai, la Storia, quella delle identità forti, delle nazioni, delle religioni, vorrebbe farci dimenticare l'uomo, il principale artefice della nostra identità.
La letteratura, minore, minoritaria, e minorata della grande diffusione e del grande pubblico, sta lentamente ma inesorabilmente costruendo una nuova epica italiana.
Un'epica fatta del continuo ricostruire aspetti della nostra (dis)identità nazionale. Un passato frammentato, frantumato in schegge di granata che si insinuano nel tessuto, nei deboli muscoli della nostra democrazia, della nostra storia.
La nostra dittatura, le nostre guerre mondiali, i nostri delinquenti, i nostri terroristi e le nostre vittime, il nostri colonizzatori (attivi e passivi), i nostri migranti (anch'essi attivi e passivi) queste sono le tessere, a volte sembrano essere le uniche riconoscibili, di un'Italia dedita da lustri all'approssimazione e alla dimenticanza, di un mosaico devastato e abbandonato.
Pier Paolo Giannubilo è il pittore dello sfondo di un breve romanzo, i cui protagonisti sono reali, e vivi.
La storia è una delle tante che la nostra “povera Patria” ha prodotto, una storia di un'Italia combattuta, come sempre, fra modernità e immobilismo, soggetta a quel dualismo persistente fra tradizione e rivoluzione mancata.
Il 1937 è un anno come un altro, Regenta, un luogo come un altro, una città di provincia né grande né piccola, né povera né ricca. Un paese del Sud, una città della costa, un luogo di traffici e di pesca. Come in ogni piccola città esisteva il quartiere in cui il degrado, allora solo il malaffare, imperversava. Allora come oggi le strutture sociali di luoghi marginali si reggevano su connivenze, silenzi, minacce e paure. I luoghi, gli spazi, gli uomini di questa storia sono ingabbiati in un destino malevolo.
Il luogo delinquente, così come l'uomo delinquente, l'atavica predisposizione alla perversione dei costumi, dei valori, della morale, sia essa pubblica o privata, sono lo sfondo giustificante della storia. Uno sfondo mai condiviso dall'autore ma che come una imprescindibile fatalità percorre le pagine del libro allo stesso modo in cui percorre le pagine dei quotidiani e rotocalchi che fino a Buzzati hanno accompagnato i protagonisti di tutto questo.
L'anno in cui il tutto si avvia è, per l'Italia di provincia, un normale anno di normale regime. Il senso di normalità è fondamentale quanto quello di devianza che questo exemplum racconta. Normale è la vita del quartiere delinquente, normale è la rete di relazioni losche, normale è la noncuranza di ciò che tutti sapevano e che nessuno voleva vedere.
Il protagonista potrebbe essere un bambino qualsiasi, un bambino di un normale degrado. Ma non lo è.
Manuele Sartorio, nome inutilmente falso o forse nome esemplare di tutti le innocenti vittime, oggi come allora, della violenza adulta, ha 5 anni. Vive i primi anni della sua vita, sopporta un'insopportabile lacerazione corporea, uno stillicidio di ferite che, prima ancora del corpo, mutilano la sua infanzia, la vita.
Per 4 anni quel corpo sarà usato come il “puntaspilli” di Buzzati.
«Il bambino era stato trasformato in feticcio, uno di quei sinistri simulacri di argilla o di legno, trafitti da spilloni maledetti, che si trovano nei musei etnografici o criminali. il bambino urlava e piangeva, giorno e notte un continuo lamento. I vicini chiedevano. "ma che cos'ha Giovannino che strilla sempre?". "da qualche tempo non sta bene" spiegava la nonna strega "e poi è anche capriccioso.»
Emanuele è un bambino, riconosce genitori, parenti come parte essenziale della vita, conosce i bassi, i postriboli, i vicoli come luoghi familiari.
Non sa che esistono altri luoghi e altri affetti. I suoi sono i luoghi di un laico martirio inconscio, inconsapevole e inutile. I suoi sono gli affetti falsi, opportunistici, crudeli, malati e immaturi della famiglia.
Il suo è un corpo simbolo, un corpo usato per colpe altrui e altrui rimedi, un corpo feticcio, disfatto e consumato, violato e tenuto vivo come riserva di vigore per un giovane amante di una vecchia.
La sua famiglia è un girone infernale di concupiscenza, degrado e violenza. Manuele non può saperlo.
L'inconsapevolezza, la tenacia e la perseveranza dell'uomo bambino lo farà arrivare alla salvazione.
Il dolore lo salverà in una concitata, per quanto paradossale, corsa verso l'estraniamento, l'allontanamento dalla famiglia, dagli affetti per giungere in un mondo fatto di regole, salvazione, burocrazia e silenzi. In un luogo di mistica laica e retorica fascista, il bambino obbligato alle regole e all'anonimato ritroverà ragione di essere.
Solo da questa esperienza lacerante, che taglia violentemente i legami pregressi, potrà riprendere il percorso, acquisire consapevolezza del corpo, diventare adulto.
L'assistenza totalizzante, lo stato padre, e padrone, a cui paradossalmente stiamo oggi tornando alla caccia del risparmio e dell'efficienza, lega Manuele alla sua famiglia, alla continua ricerca di una motivazione, una conferma, di una risposta. Il padre presunto, la madre puttana, la nonna strega, lo zio aguzzino, l'amante mafioso della madre tutti cercheranno Manuele. Egli accoglierà tutti, cercherà di ricostruirsi un passato giustificabile, troverà solo ciò da cui è stato strappato.
La storia percorre tutta la vita del bambino, dell'uomo, del vecchio. Prima figlio, poi padre, poi nonno. Una storia scandita dai ritmi dell'apparente normalità.
Prima ancora di diventare uomo, Manuele deve cessare di essere bambino, con il carico di violenza che ciò ha comportato. Assorbire, recidere e nel contempo espellere metallo e, nel contempo, sentimenti e risentimenti, una vita di cadute e resurrezioni sempre e comunque scandita dalla persecuzione del male subito, sofferto e vissuto.
Il corpo diviene, ancora una volta, prevalente e comanda espellendo metallo e subendo nuove torture mediche, alimentando nuovi ricordi e stimolando tardive richieste di perdono.
Il dolore, gli ospedali, i medici divengono necessario contorno alla resurrezione, ricostruzione del corpo mutilato.
Il corpo è crisalide destinato alla metamorfosi ed il corpo di Manuele in questo soffre ogni piccola crescita, ogni modifica, ogni invecchiamento come potenziale morte. Le punture lo hanno trasformato in un uomo senza futuro certo, in un morto che cammina. La profonda modernità di tale situazione spaventa. Sono forse diversi i bambini che giocano fra campi minati, i bambini soldato, i bambini divertimento sessuale? Sono forse così diversi i corpi di adolescenti e preadolescenti costretti a competere con un mondo adulto deviato che li costringe a trasformarsi per somigliare a bambole di plastica?
Le categorie del male e del bene si confondono. É bene o male: l'amore materno, il pentimento dei parenti, l'accanimento dei medici, la condanna degli esecutori, la pietà dei conoscenti e la curiosità dei giornali?
Corpi, vittime, reati e aggressori, pene e mandanti, dietro la cronaca di un fatto della nostra storia recente, si ripropongono atavici usi e abusi del corpo.
Si ritrovano superstizioni arcaiche e moderne deviazioni, interventi repressivi e salvifici, morbosità mediatiche.
La cronaca giudiziaria oggi ci ha abituato all'esposizione oscena dei corpi dilaniati, offesi, stuprati, morti, o quasi tali. Nulla di diverso da ciò che all'inizio dell'Italia contemporanea, o forse al termine di quella arcaica, veniva offerto in pasto ai curiosi, ai giustizieri, ai politici e ai gendarmi del 1937.
Ciò che rimane è la banalità del male, la futilità delle ragioni della persecuzione fra umani. D'altronde non sono piccole storie quotidiane l'infanticidio di Cogne, il delitto di Garlasco, l'omicidio di Perugia?
lunedì 8 marzo 2010
la forma della sostanza
A volte credo di vivere in un paese perfetto. Solo in Italia tutto è il contrario di tutto.
Un giorno le regole sono ferree, inviolabili, l'essenza stessa della democrazia. Le regole devono essere rigide, inviolabili, severe, contro i delinquenti, meglio se stranieri, contro i fannulloni, meglio se terroni, contro i malfattori politici e giudiziari, meglio se avversi.
Il giorno dopo ciò che importa è la sostanza: cosa pensa o penserebbe la gente, il popolo. Le regole? Inutili e delittuosi orpelli burocratici, cavilli giustizialisti, pretestuosi impedimenti.
Le regole...

Quando facevo l'educatore passavamo ore a spiegare ai nostri bambini che le regole devono essere rispettate per il bene di tutti, prima che proprio. Passavamo ore a condividere con loro perchè una cosa era da fare ed una no. Spiega, parla, educa che inutile spreco di tempo!
Oggi la nuova regola, attenti educatori che dovrete adeguarvi, è: le regole non si rispettano, si interpretano.
Quindi domani un bambino che picchia un coetaneo vi dirà:" ho ragione". Al vostro richiamo potrà sostenere che la regola "non picchiare" dovesse essere interpretata come "non picchiare prima della ricreazione".
Voi poveri educatori proverete a spiegare che non è così ma che non si picchia e basta... avrà ragione lui che ha capito che per non picchiare si intendeva "non prima della ricreazione"
Come dar torto al povero bambino! Suo padre ha detto, sbraitando: "non si può impedire la libertà per una stupida regola!" Quale regola è più stupida che "non picchiare" il proprio compagno perchè (aggiungete voi quel che volete): negro, ladro, antipatico, disabile, femminuccia, violento, prepotente, debole, zingaro, down, omosessuale, quattrocchi, dentistorti!
Certo non picchiarlo durante la lezione possono ancora capirlo, se non altro perchè disturbano gli amici, ma è anche questa una regola discutibile, ma non picchiarlo e basta proprio no!
Basta interpretare la regola e magari mettersi insieme ad altri cinque sei teppistelli della classe per aver anche la forza della maggioranza. Si può impedire alla maggioranza di esprimere il proprio volere, la propria scelta, per una stupida regola, per un cavillo degli educatori (tutti notariamente di sinistra)?
Le regole che cose inutili, basterebbe che tutti la pensassero allo stesso modo e nessuno avrebbe bisogno di regole. Ancora meglio basterebbe che non pensassero affatto.
Cari educatori il mondo perfetto si sta per avverare, non ci sarà più bisogno di voi. Nessun bambino prepotente, violento o diverso, nessuna convivenza fra diversi nessuna regola da far rispettare. Solo un meraviglioso pensiero unico della maggioranza (silenziosa mi raccomando, che altrimenti bisogna stabilire anche delle regole per parlare).
E gli altri?
Quali altri? Basta eliminarli e non ci saranno altri.
Vi ricorda qualcosa?
Un giorno le regole sono ferree, inviolabili, l'essenza stessa della democrazia. Le regole devono essere rigide, inviolabili, severe, contro i delinquenti, meglio se stranieri, contro i fannulloni, meglio se terroni, contro i malfattori politici e giudiziari, meglio se avversi.
Il giorno dopo ciò che importa è la sostanza: cosa pensa o penserebbe la gente, il popolo. Le regole? Inutili e delittuosi orpelli burocratici, cavilli giustizialisti, pretestuosi impedimenti.
Le regole...

Quando facevo l'educatore passavamo ore a spiegare ai nostri bambini che le regole devono essere rispettate per il bene di tutti, prima che proprio. Passavamo ore a condividere con loro perchè una cosa era da fare ed una no. Spiega, parla, educa che inutile spreco di tempo!
Oggi la nuova regola, attenti educatori che dovrete adeguarvi, è: le regole non si rispettano, si interpretano.
Quindi domani un bambino che picchia un coetaneo vi dirà:" ho ragione". Al vostro richiamo potrà sostenere che la regola "non picchiare" dovesse essere interpretata come "non picchiare prima della ricreazione".
Voi poveri educatori proverete a spiegare che non è così ma che non si picchia e basta... avrà ragione lui che ha capito che per non picchiare si intendeva "non prima della ricreazione"
Come dar torto al povero bambino! Suo padre ha detto, sbraitando: "non si può impedire la libertà per una stupida regola!" Quale regola è più stupida che "non picchiare" il proprio compagno perchè (aggiungete voi quel che volete): negro, ladro, antipatico, disabile, femminuccia, violento, prepotente, debole, zingaro, down, omosessuale, quattrocchi, dentistorti!
Certo non picchiarlo durante la lezione possono ancora capirlo, se non altro perchè disturbano gli amici, ma è anche questa una regola discutibile, ma non picchiarlo e basta proprio no!
Basta interpretare la regola e magari mettersi insieme ad altri cinque sei teppistelli della classe per aver anche la forza della maggioranza. Si può impedire alla maggioranza di esprimere il proprio volere, la propria scelta, per una stupida regola, per un cavillo degli educatori (tutti notariamente di sinistra)?
Le regole che cose inutili, basterebbe che tutti la pensassero allo stesso modo e nessuno avrebbe bisogno di regole. Ancora meglio basterebbe che non pensassero affatto.
Cari educatori il mondo perfetto si sta per avverare, non ci sarà più bisogno di voi. Nessun bambino prepotente, violento o diverso, nessuna convivenza fra diversi nessuna regola da far rispettare. Solo un meraviglioso pensiero unico della maggioranza (silenziosa mi raccomando, che altrimenti bisogna stabilire anche delle regole per parlare).
E gli altri?
Quali altri? Basta eliminarli e non ci saranno altri.
Vi ricorda qualcosa?
mercoledì 24 febbraio 2010
Senza ritegno.
«La sinistra vuole spalancare le porte ai cittadini stranieri per vincere le elezioni».
Così, tanto per sdrammatizzare e per dare un tono di leggerezza e di rassicurazione, colui che è stato nominato dal capo dello stato e a cui la maggioranza dei parlamentari ha dato la fiducia (e non eletto dal popolo come Egli insinua), avvia la campagna elettorale per le amministrative.
Non contento, sempre colui che governa per la terza volta il nostro paese e che negli ultimi 15 anni è sempre stato o al gogerno o all'opposizione e i cui uomini di fiducia governano regioni, provincie, comuni dice:
«Siamo già tutti sottoposti al controllo dei telefoni. È oggi è uno Stato di polizia. È un sistema barbaro».
Ora che aprire le porte agli stranieri (soprattutto extracomunitari come svizzeri, canadesi, statunitensi, australiani) sia un grave pericolo è ovvio. Se a queste pericolosissime popolazioni non comunitarie aggiungiamo la presenza di uomini di paesi ancora in via di sviluppo (per esempio Gheddafi, uno sporco libico mussulmano, o di comunisti come Putin o Aleksandr Lukašenko) le cose diventano realmente pericolose... soprattutto se questi occupano case di lusso e ville faraoniche di proprietà di colui che convoca i consigli dei ministri a casa propria e non a Palazzo Chigi.
Vorrei poi capire come possano, gli stranieri brutti e cattivi, far vincere le elezioni alla sinistra? Votano? Voteranno? acquisiscono il diritto di cittadinanaza per posta prima di arrivare sui barconi in Italia? Oppure basta andare alla Coop e ti danno, insieme alla tessera socio, la cittadinanza? Forse pagando il canone Rai si acquisisce la cittadinanza?
Allora bisognerebbe dirglielo a questi poveretti!
"è inutile che facciate la coda alla questura, che vi troviate un lavoro, una casa, che impariate la culura, la legislazione, la costituzione, la lingua, gli usi, i costumi italiani, basta andare alla sede del PD e vi danno il diritto di votare e rovesciare questo governo di santi uomini!"
Insomma non si trattano così nemmeno i cavalli! Ditelo a questi poveri negri e zingari (sono tutti negri o zingari o sbaglio?) che per anni hanno creduto di essere cittadini di serie B, pronti a pagare le tasse, l'INPS, l'INAIL, ma senza nessun diritto di voto, si sbagliavano voteranno e votaranno tutti a sinistra...
Mi raccomando non ditelo a Fini...
Evviva! Qualcuno si è accorto che viviamo in uno stato di polizia! Finalmente!
Via le ronde, i controlli su internet, su FB, su Blogger e YouTube! Via i blocchi a piratebay! Finalmente sarà riconosciuti il diritto all'eutanasia, alla procreazione assistita, al consumo di sostanze stupefacenti, al libero mercato del lavoro!!! Via i crocifissi dai luoghi pubblici, libertà di credo in libero stato!
no?
Il governo ha detto che siamo in uno stato di polizia?
Il governo?
Il capo della governo ha detto che viviamo in uno stato di polizia?
Il ministro degli interni, della giustizia, della difesa si sono dimessi allora... no?
Il capo della polizia ha rassegnato le dimissioni insieme al comandante supremo dei carabinieri e a quello della guardia di finanza!
no?
Alora chi comanda la polizia, i carabinieri e la finanza?
Il commissario Basettoni o colui che finisce in oni?
Così, tanto per sdrammatizzare e per dare un tono di leggerezza e di rassicurazione, colui che è stato nominato dal capo dello stato e a cui la maggioranza dei parlamentari ha dato la fiducia (e non eletto dal popolo come Egli insinua), avvia la campagna elettorale per le amministrative.
Non contento, sempre colui che governa per la terza volta il nostro paese e che negli ultimi 15 anni è sempre stato o al gogerno o all'opposizione e i cui uomini di fiducia governano regioni, provincie, comuni dice:
«Siamo già tutti sottoposti al controllo dei telefoni. È oggi è uno Stato di polizia. È un sistema barbaro».
Ora che aprire le porte agli stranieri (soprattutto extracomunitari come svizzeri, canadesi, statunitensi, australiani) sia un grave pericolo è ovvio. Se a queste pericolosissime popolazioni non comunitarie aggiungiamo la presenza di uomini di paesi ancora in via di sviluppo (per esempio Gheddafi, uno sporco libico mussulmano, o di comunisti come Putin o Aleksandr Lukašenko) le cose diventano realmente pericolose... soprattutto se questi occupano case di lusso e ville faraoniche di proprietà di colui che convoca i consigli dei ministri a casa propria e non a Palazzo Chigi.
Vorrei poi capire come possano, gli stranieri brutti e cattivi, far vincere le elezioni alla sinistra? Votano? Voteranno? acquisiscono il diritto di cittadinanaza per posta prima di arrivare sui barconi in Italia? Oppure basta andare alla Coop e ti danno, insieme alla tessera socio, la cittadinanza? Forse pagando il canone Rai si acquisisce la cittadinanza?
Allora bisognerebbe dirglielo a questi poveretti!
"è inutile che facciate la coda alla questura, che vi troviate un lavoro, una casa, che impariate la culura, la legislazione, la costituzione, la lingua, gli usi, i costumi italiani, basta andare alla sede del PD e vi danno il diritto di votare e rovesciare questo governo di santi uomini!"
Insomma non si trattano così nemmeno i cavalli! Ditelo a questi poveri negri e zingari (sono tutti negri o zingari o sbaglio?) che per anni hanno creduto di essere cittadini di serie B, pronti a pagare le tasse, l'INPS, l'INAIL, ma senza nessun diritto di voto, si sbagliavano voteranno e votaranno tutti a sinistra...
Mi raccomando non ditelo a Fini...
Evviva! Qualcuno si è accorto che viviamo in uno stato di polizia! Finalmente!
Via le ronde, i controlli su internet, su FB, su Blogger e YouTube! Via i blocchi a piratebay! Finalmente sarà riconosciuti il diritto all'eutanasia, alla procreazione assistita, al consumo di sostanze stupefacenti, al libero mercato del lavoro!!! Via i crocifissi dai luoghi pubblici, libertà di credo in libero stato!
no?
Il governo ha detto che siamo in uno stato di polizia?
Il governo?
Il capo della governo ha detto che viviamo in uno stato di polizia?
Il ministro degli interni, della giustizia, della difesa si sono dimessi allora... no?
Il capo della polizia ha rassegnato le dimissioni insieme al comandante supremo dei carabinieri e a quello della guardia di finanza!
no?
Alora chi comanda la polizia, i carabinieri e la finanza?
Il commissario Basettoni o colui che finisce in oni?
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giovedì 4 febbraio 2010
Grazie Morgan
Grazie al Cantante Morgan di aver nuovamente stanato una classe politica bigotta, reazionaria, opportunista, censoria, ridicola, autoreferenziale, miope, proibizionista, illiberale, totalitaria, antidemocratica... Tutto ciò che non è in linea con il führerprinzip è male. Mi chiedo se Morgan non debba cogliere l'occasione per tornare a fare il suo mestiere: il cantante e abbandonare il circo televisivo (sanscemo incluso). Chi apprezza la sua musica della sua vita privata non se ne cura. Infine pensare che i GIOVANI siano così idioti da essere influenzati dai CATTIVI MAESTRI (troppa grazia ministro Meloni) come Morgan e che non decidano autonomamente dove e come comprare, usare e abusare di droghe è sintomo evidente di abissale lontananza dalla realtà. Giovanardi invece di visitare San Patrignano Alcatraz giri per le strade per capire che la Droga viaggia in motorino e non sull'etere!
mercoledì 3 febbraio 2010
eresia...
L'inferno non nient'altro che l'ignoranza.
Il paradiso non è nient'altro che la conoscenza acquisita della verità.
Il paradiso non è nient'altro che la conoscenza acquisita della verità.
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