Condaghe cinguetta

mercoledì 20 luglio 2011

habemus Papa in vincoli

Non mi piacciono le gogne.
Non mi piace la galera e non mi piacciono i carceri preventivi, per nessuno, soprattutto per i poveracci.
Alfonso Papa, non è un poveraccio è un deputato inquisito e come tale dev'essere giudicato.
In Italia ci sono migliaia di AP che non hanno avuto il privilegio, per reati assai meno gravi, del giudizio di 630 rappresentanti del popolo italiano.
In Italia ci sono decine di migliaia di persone che hanno subito il carcere per reati di opinione (vilipendi vari), reati senza vittime (consumo di droga, aborto clandestino, eutanasia), reati inventati (emigrazione clandestina), e a loro nessun privilegio è stato concesso.
La costituzione tutela, e lo fa giustamente, i parlamentari dall'essere perseguiti per reati connessi al proprio esercizio parlamentare (ovvero per le proprie opinioni politiche espresse come rappresentanti del corpo elettorale). Per questo Bossi può pulirsi il culo con la Bandiera, Berlusconi dare degli stronzi agli elettori... Ma tutto il resto che cosa centra? Corrompere, comprare, abusare del potere, rubare, sprecare, dirottare beni pubblici sono reati da difendere, da derubricare a "lavoro parlamentare"?
Avrei preferito che Papa non fosse stato mandato in carcere con l'approvazione del parlamento, perchè in un paese civile, come Tortora insegna, se si è innocenti non sia ha paura della giustizia.
In un paese civile se si rappresenta qualcuno e si è incriminati ci si dimette.
Se si è parlamentari eletti (e non designati ad dishonorem) e si è vagamente sospettati di qualcosa ci si dimette.
Poi, sempre in un paese civile, si aspetta un equo, veloce e giusto processo.
Insomma si crede nella giustizia giusta e nella certezza della pena, cosa che in Italia è pura illusione (soprattutto la seconda).

Oggi, ancora una volta, il peggio dell'Italia si è espresso. Un parlamento impaurito, una magistratura vicariante il governo, un governo vicariante un cda aziendale, un popolo assetato di vendetta.
Non mi piace. Non mi piaceva Di Pietro e le sue mani pulite, non mi piacevano i cappi in parlamento e le monetine al Raphael. Continua a non piacermi Di Pietro e continuo a non voler le monetine.
Non mi piacciono quelli che son diventati anti berlusconiani di botto, come non mi piacevano quelli diventati berlusconiani di botto nel '94.
Non mi piaceva Berlusconi e continua a non piacermi.
Non sopporto quelli che votano e poi danno la colpa a chi hanno votato.
Non mi piacciono discorsi anti casta, solo per le case degli altri; poi si difende a spada tratta la propri ridicola rendita di posizione, il proprio feudo di potere, i piccoli piacere e privilegi.
Non mi piace veder il governo in mano ad un inetto, presuntuoso, vantaminchia.
Non mi piace un governo ipocrita e falso come quello degli ultimi vent'anni. Un governo che si dice liberale e si comporta da stalinista, un governo che si dice liberista e si comporta da Trust monopolista, un governo familista che non riconosce le famiglie (vere e di fatto), un governo garantista che si comporta da dittatura cilena con i poveracci e gli oppositori, un governo che si dice virtuoso e distribuisce prebende a destra (soprattutto) e a manca, un governo interventista che difende i dittatori amici, insomma non mi piace questo governo.

Eppure spero che sia la politica a farlo fuori, che siano gli elettori a votare un parlamento nuovo.
Non voglio che sia "la piazza", ne la magistratura.
Non voglio un nuovo 92 se questo porta un altro ventennio di regime berlusconiano.

La piazza in Italia è sinonimo politico di poche cose, e nessuna che mi piaccia: Piazza Venezia, Piazzale Loreto, Piazza Fontana... il più recente predellino di Piazza San Babila, le botte e le morti di Piazza Alimonda...

Preferisco i cittadini elettori alle Piazze.
Purtroppo viviamo in un paese con uno strano concetto di democrazia e di rivoluzione: la democrazia è un bene accessorio e la rivoluzione è sempre contro(rivoluzione).

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