Condaghe cinguetta

mercoledì 7 dicembre 2011

Il contributivo, quello vero...

da oggi avremmo questo fantomatico metodo contributivo! ed io sono perfettamente d'accordo: tanto versi tanto prendi.
Facciamo due conti della serva:
lavoratore a 1000 € al mese netti = 30000 € lordi su cui, sempre a spanne, applichiamo un 30% di INPS= 7000 € annui di trattenute previdenziali.
Questo uomo 1000 lo facciamo lavorare per 40 anni, significa versamenti 7000*40=280000 €. E parliamo di tenerli sotto il mattone non di investirli.
Il nostro amico va in pensione alla tenera età di 68 anni con una speranza di vita ottimale di altri 20 anni= 88 anni, non male!
I soldi messi sotto il mattoncino INPS verranno quindi divisi per 240 mensilità equivalenti a venti, dico venti anni!
Quindi 280000/240=1166,66.
Allora come mai senza investire nulla, senza adeguamenti salariali, senza inflazione e facendo i conti per difetto il nostro amico prenderà, se va bene il 70% del suo stipendio? Ovvero 700€ al mese. I restanti 566,66 che fine hanno fatto? Li ha corrosi il mattone.
Ridatemi i miei soldi versati che ho la casa meno umida dell'INPS.






giovedì 17 novembre 2011

Pensione mira Monti

Qualcuno mi deve spiegare perchè il governo Monti, ovvero il governo di un economista, professore universitario, membro delle maggiori organizzazioni finanziarie  mondiali, ex commissario europeo sia un governo dei poteri forti.
Come mai l'altro, il governo del monopolista della telecomunicazione in Italia, del proprietario di uno dei maggiori gruppi finanziari, della prima casa editrice italiana, del controllore di giornali nazionali e locali, del costruttore di enormi complessi residenziali, del proprietario di assicurazioni, concessionarie pubblicitarie e di non si sa bene cos'altro, di uno degli uomini con il capitale personale più grande al mondo,  insomma il governo Berlusconi non era un Governo dei Poteri forti.
Mi devono anche spiegare perchè il governo Monti è tecnocratico, ed è vero, mentre il precedente no?
Brunetta era professore, economista all'università, Tremonti fiscalista, Nitto Palma magistrato e, prima di lui, Alfano avvocato, Sacconi dirigente Farmindustria, Fazio medico. E questi sono i più semplici. Bisognerebbe aggiungere: Maroni delinquente, Bossi separatista, Calderoli odontoiatra (quindi ottimo per semplificare le leggi!). Infine ma è il più importante tecnico del nostro paese: IL PRESIDENTE OPERAIO, L'IMPRENDITORE, IL CAVALIERE DEL LAVORO, non un PROFESSIONISTA DELLA POLITICA CHE NON HA MAI LAVORATO IN VITA SUA! Silvio Berlusconi!
Quindi anche il precedente era un governo tecnico... è che erano tecnici incapaci.

Infine mi devono spiegare perchè questo governo è la sospensione della democrazia e quello di prima no.
In Italia per essere governo c'è bisogno di due cose: di un incarico presidenziale e di una maggioranza parlamentare. 
Berlusconi aveva entrambe, Monti lo stesso.
Le elezioni in Italia non si fanno se cade un governo, ma se il parlamento non riesce a sostenere con una maggioranza nessun governo.
Ora quelli che gridano al colpo di stato se desiderano tanto le urne non appoggino il governo Monti, ne quello Mari ne quello Campi. Altrimenti il colpo di Stato, ammesso che esista, è fatto da loro.
Le Buffonate dei nomi sui cartelloni elettorali e i simboli non sono l'indicazione del Premier ma solo uno specchietto per le allodole per avere più voti. Certo ottima, ma scontata, trovata pubblicitaria ma non cambio del sistema istituzionale.
Fosse per me il premier lo farei eleggere direttamente dai cittadini elettori con il sistema all'americana (ovvero i grandi elettori) e i deputati con il collegio uninominale a turno unico: un voto in più e sei eletto e rispondi di ciò che fai nel tuo collegio, per strada...
Ma visto che non è così il premier lo decide il capo dello Stato e i deputati e i senatori sono eletti senza vincolo di mandato su collegi enormi. Senza considerare che non sono neanche eletti ma nominati grazie a quella merda di legge chiamata Porcellum.

Infine mi dovrebbero spiegare perchè se a cadere è il governo in carica è colpo di stato, se a cadere fosse stato il governo dell'altra parte sarebbe stata liberazione...

sarà colpa dei soliti comunisti... ma per fortuna non sono più al governo da un paio di... giorni

martedì 15 novembre 2011

mi piaccion le liste

Le liste dei politici e la loro storia sono molto divertenti. Trattandosi sempre di persone che del pubblico han fatto mestiere non si può certo invocare la privacy, piuttosto evocare la clemenza. 
Questa lista vale la pena solo per le strepitose nomenclature anni '70

uno dei miei preferiti è Brandillari!


Fonte comunistissima: www.pmli.it/principaliimbroglioni68.htm


I principali imbroglioni politici del '68

Abbate Fulvio
, UCI (m-l)-Servire il popolo, PCI, PD, anarchico e "libertario assoluto", PD
Adornato Ferdinando, FGCI, PCI, Alleanza democratica, Forza Italia, UDC
Agnoletto Vittorio, AO, PdUP, DP, PRC, Sinistra arcobaleno
Annunziata Lucia, "il manifesto", PdUP, PD, presidente del Cda RAI, giornalista RAI
Arvati Angelo, UCI (ml)-Servire il popolo, PC(m-l)I, prete
Asor Rosa Alberto, PCI, "Manifesto dei 101", PSI, PSIUP, "Quaderni Rossi", "Classe operaia", "Giovane critica", "Contropiano", PCI, "Contenitore della sinistra radicale", Sinistra arcobaleno
Balestrini Nanni, "Gruppo 63", PO, "Compagni", "Autonomia operaia", scrittore e collaboratore RAI, Sinistra arcobaleno
Barenghi Riccardo, LC, "il manifesto", "La Stampa", PD o Sinistra arcobaleno
Battista Pierluigi, Unità operaia (ml), "il manifesto", PR, vicedirettore del "Corriere della sera", "centro-destra"
Bellocchio Marco, "Quaderni piacentini", UCI (m-l)-Servire il popolo, regista, "centro-sinistra"
Bellocchio Piergiorgio, "Quaderni piacentini", area PCI, scrittore, "centro-sinistra"
Berardi Franco (Bifo), FGCI, PO, "Autonomia operaia", PRC, Sinistra arcobaleno
Bernocchi Piero, leader dei Cobas, "Assemblea costituente anticapitalista" del trotzkista Cannavò, Sinistra arcobaleno o Sinistra critica
Bersani Pier Luigi, AO, PCI, PDS, DS, PD
Boato Marco, LC, Verdi, Sinistra arcobaleno
Bobbio Luigi, LC, docente universitario, Sinistra arcobaleno
Brandilari Aldo, PCI, "Falce e Martello" ("IV internazionale") - UCI (m-l)-Servire il popolo, PC(m-l)I, Comunione e liberazione, DC, CDU, Forza Italia, PDL
Bugliani Vincenzo, LC, Verdi, Sinistra arcobaleno
Cacciari Massimo, "Contropiano", "Classe operaia", PCI, PDS, DS, PD
Calò Vincenzo, PCI, "Viva il leninismo", "Nuova Unità", "Lega dei comunisti marxisti-leninisti d'Italia" (Il Comunista), "Fronte rivoluzionario marxista-leninista" (Stella Rossa), "Partito della rivoluzione socialista" (Stella Rossa), area PSI, Sinistra arcobaleno
Capanna Mario, MS, "Movimento autonomo degli studenti di Milano", PdUP, DP, Verdi arcobaleno, Italia dei valori
Caponetto Michelangelo, PO, architetto urbanista, promotore del Cantiere Nuovo Municipio, Sinistra arcobaleno
Capuozzo Toni, LC, "Reporter", Forza Italia, PDL
Castellina Luciana, PCI, "Nuova generazione", "il manifesto", PdUP per il comunismo, PCI, PRC, Comunisti unitari, Sinistra arcobaleno?
Cento Paolo, LC, Verdi, Sinistra arcobaleno
Chiaia Adriana, PCI, "Coproco" di Milano (Comitato di propaganda comunista), "Lega gioventù comunista m-l d'Italia" (Gioventù marxista-leninista), "Federazione italiana marxista-leninista", "Partito rivoluzionario marxista-leninista d'Italia", "Bollettino del coordinamento dei comitati contro la repressione", "Il Futuro", "Nuova unità", il "Calendario del popolo", Aginform, "Centro di cultura e documentazione popolare" di Torino, "Resistenze"
Cremaschi Giorgio, PCI, PDS, DS, PRC, Sinistra arcobaleno?
Crucianelli Famiano, PdUP, PCI, PRC, Comunisti unitari, PDS, DS, SD, PD
Cucuzza Michele, MLS, giornalista e conduttore RAI, PSI, ?
Curcio Renato, "Europa civiltà" (organizzazione clerical-fascista), "Lavoro politico", PCd'I (m-l)-Nuova Unità, PCd'I (m-l)-Il Partito, "BR", PRC, Sinistra arcobaleno
Cusani Sergio, MS, MLS, PSI, candidato lista di Franca Rame al comune di Milano, consulente finanziario Fiom-Cgil, impegnato nel piano di ristrutturazione de "il manifesto", Sinistra arcobaleno
De Luca Erri, LC, Sinistra arcobaleno
Deaglio Enrico, LC, "Reporter", ex conduttore RAI, "Diario", PRC, Sinistra arcobaleno
Del Carria Renzo, PCI, "Edizioni Oriente", "Federazione dei comunisti d'Italia m-l", "M-L cronache letterarie", "Orientamenti", autonomista, candidato per la Lega Nord in Toscana nelle elezioni amministrative del 1990
D'Elia Sergio, "Prima linea", PR, membro dell'Ufficio di presidenza della Camera
Della Mea Ivan, PCI, PO, LC, PCI, Sinistra arcobaleno
Delle Donne Corrado, AO, DP, PRC, "Confederazione comunisti autorganizzati", Slai-Cobas, ?
Dinucci Manlio, PCd'I (m-l), "Nuova Unità", "Lotta per la pace", PRC, Sinistra arcobaleno
Eco Umberto, Azione cattolica, "Gruppo 63", semiologo e romanziere, PD
Ferrara Giuliano, PCI, PSI, Forza Italia, "Il Foglio", PDL o lista apparentata
Flores D'Arcais Paolo, "IV internazionale", PCI, espulso dal PCI per trotzkismo, "Nuclei comunisti rivoluzionari", "Micromega", "Mondoperaio", "il manifesto", PCI, DS, girotondino, PD?
Foa Vittorio, Ufficiale di complemento dell'esercito fascista, "Giustizia e libertà", Partito d'Azione, PSI, PSIUP, "Quaderni rossi", "Giovane Critica", "La Sinistra", PdUP, PdUP per il comunismo, DP, PCI, PDS, PD
Franchi Paolo, FGCI, PCI, Margherita, PD
Galli della Loggia Ernesto, PCI, "Mondoperaio", "Liberal", editorialista del "Corriere della sera", ?
Gentiloni Paolo, MLS, Margherita, ministro delle comunicazioni nel secondo governo Prodi, PD
Gianni Alfonso, PCd'I (ml)-Nuova Unità, OCI ml, MLS, PdUP, DP, PRC, Sinistra arcobaleno
Gubinelli Maurizio, PCI, "maoista", PR
Illuminati Augusto, Giovane Italia (organizzazione studentesca fascista), "IV internazionale", FGCI, PCI, Segretario italiano della "IV Internazionale", "La Sinistra", "Tribunale Russel", "Viva il comunismo", "Giovane critica", "Problemi del socialismo", "Che fare", "Ideologie", "M-L cronache letterarie", MLS, Sinistra arcobaleno
Lerner Gad, "La7", DS, PD
Liguori Paolo, LC, Comunione e liberazione, PSI, Forza Italia, Tgcom, PDL
Lo Giudice Enzo, UCI (m-l)-Servire il popolo, PSI, ?
Luperini Romano, "Nuovo Impegno, "Lega dei comunisti marxisti-leninisti", "Ideologie", DP, PRC, Sinistra arcobaleno
Magri Lucio, DC, PCI, "il manifesto", PdUP, PdUP per il comunismo, PCI, PRC, DS, "il manifesto", Sinistra arcobaleno
Maiolo Tiziana, "il manifesto", PRC, Forza Italia
Maj Giuseppe, "Lega della gioventù comunista (m-l)", "Federazione marxista-leninista d'Italia", "Partito rivoluzionario marxista-leninista d'Italia", UCI (m-l)-Servire il popolo, PC(m-l)I, CARC, "(nuovo) Partito comunista italiano"
Malabarba Luigi, Cristiani per il socialismo, "Lega comunista rivoluzionaria-IV internazionale", DP, PRC, Sinistra critica
Maltese Curzio, LC, DS, PD
Manconi Luigi, LC, PdUP, Verdi, Sinistra arcobaleno
Mannheimer Renato, UCI (m-l)-Servire il popolo, sondaggista Rai e del "Corriere della sera", PD
Mantovani Ramon, MS, MLS, PdUP, PCI, PRC, Sinistra arcobaleno
Maroni Roberto, MS, area marxista-leninista di Varese, DP, Lega Nord
Menichini Stefano, "il manifesto", "Europa", Margherita, PD
Mieli Paolo, FGCI, PO, "L'Espresso", direttore de "La Stampa" e del "Corriere della sera", Ulivo, PD
Migone Gian Giacomo, MPL, PdUP, DP, PCI, PDS, DS, PD
Mineo Corradino, Lega degli studenti rivoluzionari, "il manifesto", Direttore di Rainews 24, ?
Mineo Mario, "IV internazionale", "Praxis", "Circolo Antonio Labriola di Palermo", "Circolo Lenin di Palermo", "il manifesto", ?
Minzolini Augusto, FGCI, "centro-destra"
Molfese Franco, PCI, "Circolo Marx-Lenin-Stalin" di Roma, Associazione Italia-Cina, "Nuova Unità", "Federazione dei comunisti d'Italia m-l", Associazione Italia-Albania, "Ideologia proletaria", "L'uguaglianza economica e sociale", ?
Molinari Emilio, "IV internazionale", AO, DP, presidente del Comitato Italiano per un Contratto Mondiale sull'acqua, Sinistra arcobaleno
Mordenti Raul, "Nuova Resistanza", AO, DP, PRC
Morucci Valerio, PO, "BR", Sinistra arcobaleno
Moscato Antonio, PSI, PSIUP, "La Sinistra", "Bandiera rossa", Lega comunista rivoluzionaria sez. italiana della "IV internazionale", PRC, Sinistra arcobaleno
Mughini Giampiero, "Giovane critica", "il manifesto", "Paese sera", "Mondoperaio", PSI, "Panorama", "Controcampo" (Italia 1, Mediaset), "centro-destra"
Negri Toni, PSI, "Classe operaia", "Contropiano", "Metropoli", PO, "Autonomia operaia", PR
Pace Lanfranco
, PO, "Autonomia operaia", "La7", "Il Foglio", "centro-destra"
Panella Carlo, LC, Forza Italia, PDL
Pardi "Pancho" Francesco, PO, PCI, DS, "grillini", liste civiche
Parlato Valentino, PCI, "il manifesto", PCI, Sinistra arcobaleno
Pecorella Gaetano, MS, DP, Forza Italia, PDL
Peruzzi Walter, DC, "Lavoro politico", PCd'I (m-l)-Nuova Unità, PCd'I (m-l)-Il Partito, PRC, Sinistra arcobaleno
Pietrangeli Paolo, PCI, ex regista del "Costanzo show", regista di "Amici", PRC, Sinistra arcobaleno
Piperno Franco, PO, "Autonomia operaia", assessore nella giunta di Giacomo Mancini (PSI) a Cosenza, docente universitario, Sinistra arcobaleno
Pollastrini Barbara, UCI (m-l)-Servire il popolo, PCI, PDS, DS, PD
Rampini Federico, FGCI, "La Repubblica", "centro-sinistra"
Ravera Lidia, LC, PD
Rieser Vittorio, "Quaderni rossi", "Quaderni Piacentini", "Orientamenti", AO, PCI, PRC, Sinistra arcobaleno
Rinaldi Claudio, MS, LC, PSIUP, "il manifesto", PSI, PCI, PRI, DC, PDS, Ulivo, "Libertà e giustizia", "centro-sinistra"
Ronchi Edo, AO, DP, Verdi, PD
Rossanda Rossana, PCI, "il manifesto", PdUP, PdUP per il comunismo, PCI, PRC, Sinistra arcobaleno
Russo Franco, "IV internazionale", FGCI, PCI, "Centro Che Guevara", "Nuclei comunisti rivoluzionari", "il Comunista", "Viva il comunismo", "Avanguardia comunista", DP, Verdi arcobaleno, PRC, Sinistra arcobaleno
Sansonetti Piero, PCI, "l'Unità", "Liberazione", Sinistra arcobaleno
Santoro Michele, UCI (m-l)-Servire il popolo, PCI, DS, PD
Savelli Giulio, "IV internazionale", PCI, "Lega comunista rivoluzionaria", "La Sinistra", Lega Nord, Forza Italia, Udr di Cossiga, CCD
Scalzone Oreste, PO, "Autonomia operaia", "Prima linea", Sinistra arcobaleno ?
Serafini Massimo, "il manifesto", PdUP, PCI, PDS, Legambiente, ?
Sofri Adriano, PO di Pisa, "Giovane critica", "Classe operaia", "Monthly Review", LC, "Reporter", "Repubblica", "Il Foglio", PD
Sorini Fausto, MS, PCI, "Interstampa", PCI, A.C.M., Editrice Aurora, "Comunisti oggi", PRC, Sinistra arcobaleno
Testa Chicco, PCI, PDS, Lega ambiente, PD
Tronti Mario, PCI, "manifesto dei 101", "Quaderni rossi", "Classe operaia", "Giovane critica", "Contropiano", PCI, PDS, Sinistra arcobaleno
Turigliatto Franco, MS, "IV internazionale", "Lega comunista rivoluzionaria", DP, PRC, Sinistra critica
Viale Guido, "Quaderni piacentini", LC, "centro-sinistra"
Vinci Luigi, "IV internazionale", FGCI, "La Sinistra", AO, DP, PRC, Sinistra arcobaleno

Nota:
Accanto ad ogni imbroglione politico del '68 è stato posto sinteticamente il percorso politico facendo riferimento alle organizzazioni e ai partiti in cui hanno militato o che hanno votato e preso come area politica di riferimento.
Qui di seguito la legenda delle sigle.
ACM = Associazione culturale marxista
AO = Avanguardia operaia
CCD = Centro cristiano democratico
CDU = Cristiani democratici uniti
DC = Democrazia cristiana
DP = Democrazia proletaria
DS = Democratici di sinistra
FGCI = Federazione giovanile comunista italiana
LC = Lotta continua
MS = Movimento studentesco
MLS = Movimento lavoratori per il socialismo
"Manifesto dei 101" = si tratta del "manifesto" con cui 101 dirigenti e iscitti al PCI appoggiano la controrivoluzione ungherese del '56
MPL = Movimento politico dei lavoratori
PCd'I (m-l) = Partito comunista d'Italia (marxista-leninista)
PCI = Partito comunista italiano
PC(m-l)I = Partito comunista (marxista-leninista) italiano
PD = Partito democratico
PDL = Partito delle libertà
PDS = Partito democratico della sinistra
PdUP = Partito di unità proletaria
PO = Potere operaio
PR = Partito radicale
PRC = Partito della Rifondazione comunista
PSI = Partito socialista italiano
PSIUP = Partito socialista di unità proletaria
SD = Sinistra democratica
UCI (m-l) = Unione dei comunisti italiani (marxisti-leninisti)
UDR = Unione democratica per la repubblica

20 febbraio 2008


domenica 23 ottobre 2011

L'ipocrita.

Le mie radici si saldano in quei valori cristiani e quindi umani con i quali sono cresciuto in famiglia e nell'ambiente ecclesiale della scuola salesiana, e che poi ho trasmesso ai miei figli. Valori preziosi che non sono per me negoziabili. Figuriamoci, dunque, se posso permettere che in casa mia si compiano atti blasfemi

chi l'ha detto? Il papa? un santo? Gesù in persona?


BERLUSCONI! Quello bidivorziato, con i figli conviventi (le famiglie di fatto che tanto fanno schifo al suo fido cane da riporto Scilipoti).
Quello con nipoti nati fuori dal matrimonio e altre amenità cristianissime.
Quello con decine di adolescenti (o poco più) che frequentano casa sua per cene eleganti, che sono pur sempre comportamenti di dubbia sobrietà cristiana per un 75 enne.
Quello che augurava a Eluana Englaro una procreazione ante mortem (e se non è blasfemo questo!).
Quello che offriva le chiavi, con le ragazzotte al seguito, dello stato ad un islamico, tiranno e comunista (gheddafi per capirci), tutto cristianamente ovviamente.
Quello che vorrebbe vedere ributtate in mare le persone che cercano di arrivare in Italia, sempre con spirito cristiano.
Quello che offre ai ladri i condoni, nel pieno rispetto del comandamento non rubare.
Quello che racconta storielle piene di volgarità e condite di bestemmie, sempre non negoziando i sacri valori cattolici.
Quello che consigliava ad una prostituta la masturbazione (e mi pare che anche l'autoerotismo sia blasfemo?).

E tutto questo senza andare a toccare le inchieste, quindi legalmente...


Un governo fondato sull'ipocrisia.

venerdì 14 ottobre 2011

316: la noia politica

l'ennesima estrazione del lotto parlamentare ha fatto uscire a Monte Citorio:
316: la noia di una fiducia prevista e politicamente ridicola
301: l'Aventino imperfetto di un'opposizione imperfetta
5: esercizio di stile parlamentare che rasenta il cialtronismo radicale
il fuoco sacro della politica

nessuna vincita fra i parlamentari.
Prossima estrazione stasera al Quirinale.

Numeri su cui puntare:
2012: le elezioni anticipate o alla peggio la prossima batosta alle amministrative
4: gatti a reggere la maggioranza, i gatti come si sa sono mobili e di notte sono tutti bigi...e i numeri possono cambiare
6: fiducie prima di arrivare alla sfiducia, sei è una buona prospettiva per limare al meglio i coglioni a berlusconi e ottenere sicure ricandidature a destra ma anche a manca.
309: quota residua di parlamentari acquistabili per un governo salva pensioni (quelle parlamentari non le nostre inesistenti)
3: i nomi per un governicchio elettorale: Monti, Draghi, l'uomo mascherato

giovedì 13 ottobre 2011

La casta sono io...

il menzognero veneto 30/08/2011
come al solito sbaglia bersaglio... becca i poveracci e dimentica il resto.



mercoledì 17 agosto 2011

Manovra, ipotesi scudo fiscale-bis - Corriere della Sera

Manovra, ipotesi scudo fiscale-bis - Corriere della Sera

dunque un altro regalino agli evasori, quelli che lavorano in Italia, in nero, e guadagnano all'estero.
Come?
Semplice basta non pagare le tasse in Italia e portare i soldi all'estero, anonimamente!
Poi se l'evasore vuole proprio smettere di trafficare con complesse triangolazioni finanziarie basta che voti uno che all'estero guadagna e ripone milioni di euri e aspettare che faccia uno scudo fiscale.
Traduzione? l'evasore fa rientrare i soldi, lo Stato, meglio il governo rappresentato dall'evasore massimo, li tassa in modo ridicolo e poi con quei milioncini ripuliti ci può fare, l'onesto evasore, quello che vuole... per esempio riportarli all'estero ripuliti grazie allo scudo...

è un meraviglioso gioco delle tre carte legislativo:
i soldi sono sotto la carte... al centro, a destra, a sinistra... vince sempre il banco, o meglio per non confondersi, il truffatore.
In questo caso lo Stato, i cittadini onesti che pagano le tasse, sono i truffati, gli altri, i legislatori disonesti e gli evasori sono i truffatori.

Insomma anche con le peggiori intenzioni questa manovra non riesce a non scavare nella melma.


sabato 13 agosto 2011

grondante sangue 2


e poi dicono che non ha carisma!


Il grondante sangue 1

La coerenza è una delle tante virtù di Berlusconi...

"Non ne può più neanche il mio dentista, che paga il 63% di tasse. Ma oltre il 50% è già una rapina... Non volete che non ci si ingegni? E' legittima difesa...".
Autunno del 2000

"Le tasse sono giuste se arrivano al 33%, se vanno oltre il 50 allora è morale evaderle" inverno 2004

"Voi agite con grande equilibrio e rispetto dei cittadini, nei confronti di chi si vuole sottrarre a un obbligo che qualche volta si avverte come eccessivo. C'è una norma di diritto naturale che dice che se lo Stato ti chiede un terzo di quello che con tanta fatica hai guadagnato ti sembra una richiesta giusta e glielo dai in cambio dei servizi che lo Stato ti offre. Ma se lo Stato ti chiede di più, o molto di più, c'è una sopraffazione nei tuoi confronti: e allora ti ingegni per trovare sistemi elusivi che senti in sintonia con il tuo intimo sentimento di moralità, che non ti fanno sentire colpevole...". autunno 2004

"Se lo Stato ti chiede un terzo di quanto guadagni, allora la tassazione ti appare una cosa giusta, ma se ti chiede il 50-60% ti sembra una cosa indebita e ti senti anche un po' giustificato a mettere in atto procedure di elusione e, a volte, anche di evasione. Noi abbiamo un'elusione fiscale record giustificata da aliquote troppo elevate...". 2 aprile 2008

"Se io lavoro, faccio tanti sacrifici... Se lo Stato poi mi chiede il 33% di quello che ho guadagnato sento che è una richiesta corretta in cambio dei servizi che lo Stato mi da. Ma se mi chiede il 50% sento che è una richiesta scorretta e mi sento moralmente autorizzato ad evadere, per quanto posso, questa richiesta dello Stato...". 4 ottobre 2008

agosto 2011... grondante sangue, non il suo naturalmente.

venerdì 12 agosto 2011

Manovra glossata

IN CHE MANI!!!!
AUMENTO IRPEF AUTONOMI OLTRE 55MILA EURO
Un aumento della quota Irpef per gli autonomi, forse a partire dall'attuale 41% per i redditi oltre i 55.000 euro. La misura, inizialmente prevista per 2-3 anni, potrebbe essere a carattere permanente.

Il buon vecchio Martino, che dev'essersi nascosto in bagno da qualche anno, diceva che FI avrebbe portato all'aliquota unica e all'esenzione totale per i non abbienti...
Invece tremonti (il pagatore in nero di affitti) prende subito di mira le P.IVA che non delinquono e che quindi guadagnano e dichiarano. Gli altri quelli che la P.IVA non la fanno o se la fanno si fanno consigliare da ottimi fiscalisti se ne fregano... (Tremonti era il fiscalista del B... Cappellacci il figlio del commercialista di B. Coincidenze). Ovviamente questo riguarda gli autonomi... non le società alle bermuda.


A RISCHIO TREDICESIMA STATALI
I dipendenti delle amministrazioni pubbliche che non rispettano gli obiettivi di riduzione della spesa potrebbero perdere il pagamento della tredicesima mensilità.

Ma qualcuno ha il coraggio di dire che la tredicesima è parte integrante dello stipendio, del contratto, è una mensilità non un premio produzione!
E poi che obbiettivi di riduzione della spesa hanno gli statali, chi li decide? Sono anni che vedo tagliatori di servizi pagati come guru... la macelleria sociale è iniziata da questi incentivi alla distruzione del welfare. E sono anni.
Non qualità, efficienza, rispetto dei cittadini, efficacia dei servizi ma meravigliosi tagli agli ultimi, passati per ottimizzazione dei servizi. Cazzate!
Togliete i premi di produzione legati ad indicatori del cazzo come "quante riunioni", "Quanti partecipanti", "quante ore di lavoro", "quante brochure" e via minchionando. Abolite gli straordinari nel Pubblico impiego, questo si che ridurrebbe le spese. 36 ore se ben usate sono più che sufficienti, a volte pure troppe.


TFR RITARDATO 2 ANNI PER STATALI

Il pagamento con due anni di ritardo dell'indennità di buonuscita dei lavoratori pubblici è un'altra delle misure prevista nella bozza di decreto.

Credo che tecnicamente questo si chiami furto. Il TFR sono soldi dei dipendenti detratti dal lordo dello stipendio che, malauguratamente, trattiene il datore di lavoro. Non restituire i soldi che qualcuno ti ha affidato in custodia si chiama furto. Nulla di più che un furto. E se questo lo fa lo stato si chiama regime totalitario.
I soldi in uno stato libero sono di proprietà di chi se li guadagna non di chi li tiene.


TAGLI AI COSTI DELLA POLITICA

Nel provvedimento non si parla di ridurre il numero dei parlamentari e i loro privilegi (ad eccezione dei voli in classe economica per deputati e senatori, amministratori pubblici, dipendenti dello stato, componenti di enti ed organismi), ma si interviene sulle "poltrone" locali". Intervenendo in conferenza stampa a Palazzo Chigi Berlusconi ha però sostenuto che in realtà "ci sono numerosi interventi, credo anche eccessivi rispetto a ciò che sarebbe giusto, ma abbiamo seguito i desiderata dei cittadini che guardando alle loro condizioni hanno ritenuto che i politici e i parlamentari avessero entrate eccessive". In particolare, ha spiegato il premier, si è intervenuti "in tutte le direzioni". "Il numero di poltrone eliminate - ha aggiunto - è importante, intorno alle 54 mila". Altra misura, stando alle indiscrezioni, sarebbe quella relativa al contributo di solidarietà. Secondo quanto riferito da fonti governative, è previsto infatti un "contributo di solidarietà" anche per deputati e senatori pari al 10% per i redditi superiori ai 90 mila euro ma inferiori a 150 mila, e del 20% per quelli superiori a 150 mila euro. Esattamente il doppio di quanto previsto per i dipendenti pubblici e privati. Inoltre, per i dipendenti 'normali' il contributo è deducibile, mentre per gli 'onorevoli' non lo sarà. Infine, viene ridotta del 50% l'indennità per il parlamentare che ha un reddito uguale alla stessa indennità.

e te pareva! A me il populismo antipolitico mi fa ribrezzo... esattamente come la piccolezza di rimanere gli unici a non sacrificarsi. Sono dei quacquaraquà, inutili leccaculi senza la capacità minime di slancio di grandezza, o meglio, di normalità etico politica.

PENSIONI

Viene anticipato dal 2020 al 2015 il progressivo innalzamento a 65 anni (entro il 2027) dell'età pensionabile delle donne nel settore privato. Nessuna misura, invece, contrariamente a quanto anticipato, sulle pensioni di anzianità.

non capirò mai perchè ci devono, a noi 40enni intendo, continuare a prendere per il culo con la pensione. Noi non la vedremo mai e versiamo ogni anno milioni di euro per pagare pensioni di nostri ex coetanei in pensione da vent'anni. Il problema vero, la vera riforma è che si possa prendere ciò che si versa, ma anche decidere come, a chi e quanto versare. Invece si continua a spostare il problema e a lasciare in mano all'INPS la maggior parte dei soldi, e lasciare che l'INPS sia il Bancomat per il mercato del lavoro in sfacelo, per le pensioni baby etc...

SCUOLA
Il comunicato finale del governo spiega che "per far fronte alle esigenze della scuola, nell'imminenza dell'avvio del nuovo anno scolastico, su proposta dei ministri Brunetta e Tremonti, è stato inoltre approvato un decreto presidenziale che autorizza per il solo anno 2011-2012 il trattenimento in servizio di 414 dirigenti scolastici; il decreto, altresì, prende atto di quanto definito dalla programmazione triennale delle assunzioni nella scuola, autorizzando l'assunzione a tempo indeterminato di 30.300 Unità di personale docente ed educativo e di 36.000 Unità di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario".

Povera scuola in mano alla Gelmini, Brunetta e Tremonti. Mancano all'appello almeno 200.000 precari, che insegnano, sono di ruolo però non servono!

STOP PONTI, FESTE SPOSTATE AL LUNEDI'
Le festività infrasettimanali "non concordatarie" verranno spostate al lunedì. "Come avviene in tutta Europa", ha confermato il ministro dell'Economia.

Mai cazzata fu più ipocrita. Nell'anno delle polemiche per il 17 marzo arriva la ciliegina sulla torta: lavorare di più e fare meno vacanze. Io dico lavorare meno, produrre uguale o meno, guadagnare di più. Così il PIL cresce, ammesso che serva a qualcuno e qualcosa che il PIL cresca. Poi mi sta veramente sulle palle che nessuno osi toccare santa madre chiesa. Siamo uno stato clericale, odiosamente bigotto!

DEROGA CONTRATTI NAZIONALI
Nella manovra c'è anche l'estensione 'erga omnes' dei contratti aziendali che potranno così derogare a quelli nazionali e a parte dello Statuto dei lavoratori. Non sarebbe più prevista la delega per lo statuto dei lavori e in particolare diventerebbe più facile licenziare i lavoratori con contratti a tempo indeterminato. La misura è stata spiegato così dal ministro Sacconi: "Le norme approvate in materia di lavoro contengono il cuore dello Statuto dei lavori in quanto attribuiscono ai contratti aziendali o territoriali la capacità di regolare tutto ciò che attiene all'organizzazione del lavoro e della produzione anche in deroga ai contratti collettivi e alle disposizioni di legge quando non attengano ai diritti fondamentali nel lavoro che in quanto tali sono inderogabili e universali". In concreto significa, ad esempio, che sono "efficaci nei confronti di tutto il personale" anche le norme contenuto nell'accordo firmato da Fiat per Pomigliano e Mirafiori con il no della Fiom-Cgil.

Se fossimo un paese civile ne sarei felice, felicissimo. Se fossimo un paese normale con sindacati veri e proprietari veri sarei il primo sperare in contrattazione ad Hoc, per ogni stabilimento. Ma essendo in un paese in cui la contrattualità e stata sostituita con la concertazione non mi fido. Io vorrei contratti individuali, collettivi e aziendali tutelati non dalla legge ma dalla contrattazione a pari livello fra parti in causa: lavoratore, sindacato, proprietario, associazione di categoria. Nel paese dei sogni...

ROBIN HOOD TAX
Nella manovra c'è anche una "Robin Hood tax per il settore energetico". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, in conferenza stampa a Palazzo Chigi senza specificarne meglio i contenuti.

Mi sa che più che Robin Hood è la Ali Babba e i quaranta ladroni Tax.

SENZA SCONTRINO RISCHIO CHIUSURA
Tracciabilità di tutte le transazioni superiori ai 2.500 euro con comunicazione all'Agenzia delle entrate delle operazioni per le quali è prevista l'applicazione dell'Iva. E' quanto prevede la bozza di manovra che sarà discussa nel corso del Consiglio dei ministri di stasera, nella parte relativa al cosiddetto 'spesometro', già in vigore. E' inoltre previsto l'inasprimento delle sanzioni, fino alla sospensione dell'attività, per la mancata emissione di fatture o scontrini fiscali.

brr. Paura! Certo che chi lavora, paga e riceve in nero si starà preparando a emigrare!


GIOCHI E TABACCO
Il comunicato finale di Palazzo Chigi parla genereciamente di "misure in materia di giochi ed accise sul fumo".

Il pusher di stato aumenta il guadagno... Alla faccia dell'etica di Giovanardi! Poveracci in galera per una canna e lo stato ti fotte gli stipendi in lotterie, videopoker, sigarette e alcool!

CONTRIBUTO SOLIDARIETA'
Contributo di solidarietà a due vie per i lavoratori dipendenti e per gli autonomi. Per i dipendenti del settore privato è previsto un prelievo del 5% per la parte del reddito eccedente i 90mila euro e del 10% per la parte eccedente i 150mila euro. Per i lavoratori autonomi l'addizionale scatta invece a partire dall'aliquota del 41% che si applica ai redditi superiori a 55mila euro. La misura, al momento sperimentale, ma potrebbe diventare permanente. "Un prelievo di solidarietà per i redditi un po' più elevati che allinea quanto fatto nel settore del pubblico impiego", ha chiarito Tremonti.

Traduzione: aumento delle tasse .

NIENTE MISURE SU IVA, IMMOBILI E PATRIMONI
Nella bozza di manovra che entrerà in Consiglio dei ministri non appare l'aumento dell'Iva. Anzi l'ipotesi sarebbe accantonata. Salterebbe anche qualunque intervento sugli immobili e i patrimoni mobiliari.

per ora...

NIENTE TAGLI A STIPENDI
Il documento non contierrebbe la riduzione degli stipendi dei dipendenti pubblici.

per ora....

RENDITE FINANZIARIE
Aumento al 20% della tassazione su tutte le rendite finanziarie, esclusi gli interessi dei titoli di stato che restano al 12,5%. Questa misura è stata confermata dal ministro Tremonti.

certo che tassare Titoli spazzatura (i nostri, i greci, i PIGS insomma) è già un insulto, aumentarlo sarebbe stato troppo. Purtroppo lo stesso vale per la spazzatura privata che le banche ci propinano

PRIVATIZZAZIONI
Nella manovra è stato inserito anche un meccanismo "molto efficace" per la privatizzazione dei servizi pubblici. Lo ha detto il ministro Tremonti spiegando che il sistema consentirà alle amministrazioni che procederanno alle privatizzazione di sbloccare risorse per gli investimenti. "Un meccanismo molto efficace - lo ha definito il ministro - per i servizi pubblici: se smobilizzi puoi fare investimenti".

Neanche Archimede aveva pensato ad un meccanismo molto efficace come questo. E vendere le cose inutili e far fruttare le utili?

MINISTERI
Previsto un taglio di 6 miliardi di euro nel 2012 e 2,5 nel 2013.

Traduzione: meno servizi e finanziamenti per le attività. Conseguenza: Più disoccupazione e inefficienza, degrado, abbandono, abusivismo...

ENTI LOCALI
Verranno ridotti 6 miliardi di trasferimenti nel 2012 e 3,5 nel 2013. Per le regioni il peso della riduzione dei fondi è pari a 1 miliardo di euro. La sanità non verrà toccata.

Traduzione: meno servizi e finanziamenti per le attività. Conseguenza: Più disoccupazione e inefficienza diffusa, servizi sociali, sanità, scuole, nido, cultura, ambiente, parchi... fottuti.

PERDITE
Riduzione per le società al 62,5% della possibilità di abbattimento delle perdite.

E che vor dì

RINNOVABILI
Torna l'ipotesi del taglio del 30% degli incentivi. Non potranno essere superiori alla media di quelli erogati negli altri Paesi d'Europa. Ma stando ad altre fonti il punto in un secondo momento sarebbe stato stralciato.

Un'idea buona avevano avuto, una! Buttata nel cesso. Viva il petrolio e il gas di gheddafi e degli amici di B. Facciamo proprio come l'unico paese non in recessione: la Germania che ha abbandonato nucleare e investe nel solare.

MERCATO ELETTRICO
L'ipotesi è quella della divisione in tre macrozone (Nord, Centro, Sud).

E allora?

SERVIZI PUBBLICI LOCALI
Si punta alla liberalizzazione e verranno incentivate le privatizzazioni.

Sarà la solita liberalizzazione all'italiana: servizio pubblico locale spa. 51% del comune 49% mafiosi locali. Perdite spalmate sui cittadini, guadagni concentrati ai mafiosi.

FONDI FAS
Saranno anticipate di un anno le riduzioni del Fas, il Fondo per le aree sottoutilizzate

Saranno contenti Lombardo, Miccichè etcetera

DELEGA FISCALE
"Noi chiediamo al Parlamento la delega per la riforma assistenziale e fiscale non più sul 2012 ma sul 2011 e nel corso del 2012 pensiamo di ottenere risparmi assolutamente realizzAbili per 4 miliardi. Nel caso non fosse possibile realizzare quell'obiettivo la garanzia di salvaguardia e una corrispondente riduzione di regime di tax expenditure". Lo ha detto il ministro dell'economia, Giulio tremonti al termine del Cdm.

Traduzione: anticipiamo di un anno la completa distruzione della sanità pubblica e del sistema fiscale.

ACCORPAMENTO PER 1500 COMUNI
Sono circa 1.500 i comuni per i quali sarà reso obbligatorio l'accorpamento, in base ai criteri previsti dalla manovra. Si tratta dei comuni sotto i 1000 abitanti.

L'idea è ottima. Peccato che ai comuni corrispondono dei servizi. Per tagliare quattro assessori e sindaci si rischia di mandare a puttane quel poco di efficienza locale che le strutture amministrative decentrate avevano tenuto. Una proposta: accorpiamo solo i sindaci e gli assessori. ovvero uno può fare il sindaco di più comuni limitrofi fino ad arrivare ad almeno 1500 abitanti. Ma i comuni rimangono e i servizi di conseguenza.

VIA PROVINCE SOTTO 300 MILA ABITANTI
Dalle prossime elezioni è prevista la soppressione delle Provincie sotto i 300.000 abitanti. I capoluoghi interessanti dal provvedimento, stando a una verifica informale, sarebbero i seguenti:
Ascoli Piceno, Asti, Belluno, Benevento, Biella, Caltanissetta, Campobasso, Carbonia-Iglesias, Crotone, Enna, Fermo, Gorizia, Grosseto, Imperia, Isernia, La Spezia, Lodi, Massa Carrara, Matera, Medio Campidano, Nuoro, Ogliastra, Olbia Tempio, Oristano, Piacenza, Pistoia, Prato, Rieti, Rovigo, Savona, Siena, Sondrio, Terni, Trieste, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Vibo Valentia. Resta da capire la sorte di Aosta, provincia con meno di 300 mila abitanti ma di una regione a Statuto speciale.

Tre livelli di governo son troppi... sicuramente. Ma il criterio è demenziale. In Sardegna ad esempio le provincie si ritradurrebbe a due (CA e SS ) come 50 anni fà, almeno Nuoro e Oristano forse hanno ancora senso.
Invece di tagliare con l'accetta perchè non si eliminano, si accorpano si razionalizzano gli enti locali? ad esempio eliminando tutte le provincie delle città metropolitane: Roma, Napoli, MIlano. Accorpando quelle minuscole e omogenee (gorizia e trieste) eliminando quelle di regioni stato (aosta), Accorpandole con criteri socioeconomici e geografici e non puramente amministrativi (montagna con montagna, mare con mare...), infine perchè non si valuta l'efficienza delle provincie, delle regioni e dei comuni e non si eliminano gli inefficienti trasferendo le competenze a quelli efficienti?
Così è una boutade populista, alla Di Pietro, che otterrà solo ricorsi su ricorsi e sarà soprattutto a Babbo morto (e forse a tutti morti).

mercoledì 10 agosto 2011

Leadership e potere, Nye



Recensione Ippogrifo 5- 2011
J.S. Nye Jr.
Leadership e potere
Hard, soft, smart power
Edizione: 2010
Collana: Economica Laterza [549]
ISBN:9788842094845

Leadership è una parola che in italiano non riusciamo a tradurre. Vorrà pur dire qualcosa.
Il potere è un po' come la battuta che dice: i soldi non fanno la felicità, ma certo aiutano.
Lo diceva anche il buon Andreotti (è da un po' che nessuno lo cita e sarebbe un buon esercizio chiedersi perché): il potere logora chi non ce l'ha, come i soldi, appunto.
Andreotti, a ragion veduta, pensava che il potere fosse prima di tutto leadership e poi tutto il resto.
Forse è per questo che non lo si cita più.
Oggi le nostre “classi dirigenti” dirigono assai poco, si potrebbe dire che più che dirigere, digeriscono. Digeriscono anni di inadeguatezza politica, economica, culturale. Ed hanno l'indigestione di potere e di soldi.

Alcuni mesi fa, si direbbe in tempi non sospetti, mi ero appassionato ai poteri carismatici, all'uso del corpo nell'esercizio del potere, alla prossemica dei potenti. Son passati mesi e la realtà ha abbondantemente superato ogni possibile analisi.
Eppure oggi, direbbe lo storico, i segni del potere sono evidenti, carismatici, si possono studiare, apprendere, analizzare a futura memoria.
Il carisma mi ha sempre affascinato: Gesù, e prima di lui Mosè, Giovanni Battista, poi Hitler, Gandhi, Mussolini. L'elenco è fastidiosamente lungo, orribilmente relativista, mette insieme macellai con macellati, santi e diavoli, geni e idioti.
Il carisma insomma non porta da nessuna parte, non aiuta a capire chi è in grado di comandare e chi no.
Oggi son tutti comandanti senza essere dirigenti, il più piccolo potere (acquisito o donato che sia), trasforma immediatamente in leader. Sei sindaco di un buco di 2000 anime? Il tuo potere lo vorresti immenso, plenipotenziale, non criticabile.
Perché?
Perché il potere si esercita cosi: comandando.
Per scoprire cosa significa comandare, e non cosa significa essere comandati perché questo purtroppo lo capisco benissimo, bisogna rivolgersi ai soliti cattivi: gli americani.
E sì, per quanto noi europei, ed in particolare noi italiani, ci sforziamo(?) di essere sintetici, chiari e comprensibili, quelli, gli Americani, ci battono sempre. É come giocare a basket: son più bravi e basta.
Ho cercato su un dizionario la parola leadership ma mi son depresso.
Significa: comando, dirigenza, guida. Si potrebbe, ad essere pedanti, scavare con attitudine filologica comandare e scoprire che si tratta di imporre a qualcuno con autorità superiore di fare o non fare qualche cosa, e notare che forse i nostri leader hanno letto solo questa parte del dizionario.
Nye, Joseph S. Jr ha scritto Leadership e potere, o meglio ha scritto The power to lead, e racconta cosa significhi: Hard, Soft e Smart Power.
Il fatto che il traduttore non si sforzi neanche di tradurre i tre concetti ci dice molto.
A pagina XIX della prefazione già sono soggetto ad un detournement niente male, infatti La definizione di leader che Nye dà è secca e semplice:
Il leader è colui che aiuta un gruppo di persone a formulare e conseguire obiettivi condivisi.
Mi vengono in mente le riunioni di condivisione, i progetti condivisi che giornalmente assillano la mia mente, ore intraprese a sezionare ogni cavillo, senza mai vedere il bandolo della matassa e senza, soprattutto, sapere chi decide. Ma ciò che più mi manca è la parola aiuta.
Potremmo finire di leggere il libro a pagina XIX.
Pensare ad un catena di comando in cui ci si aiuta, si condivide e si raggiungono obiettivi comuni è la parte più intrigante dell'intero excursus dell'autore. Per Nye la storia è una sequenza di accadimenti che ci permettono di interpretare il fenomeno di scoprirne i meccanismi, le tecniche. La leadership non è diversa dalla produzione di una bicicletta: si può studiare, migliorare, modificare.
Quanto siamo lontani dalle unzioni divine o popolari!
Sembra che veramente il comando sia una questione di tecnica, di approccio, di carisma. Mai una questione di contenuti, si può essere stati grandi leader e grandi tiranni allo stesso tempo?
Basta leggere ancora due pagine, XXI della prefazione, e mi trovo nuovamente spaesato: distinguerò fra leadership con o senza autorità, […] analizzerò il ruolo delle qualità innate e dell'educazione nella formazione dei leader.
Esiste leadership senza autorità? Ci si può formare al comando? E a che tipo di comando?
Nye ha la sua teoria, la sua aspirazione. Lo dice alla fine in un breve compendio in dodici punti, al primo dice: la buona leadership è importante. Buona = efficace ed etica.
A me la parola etica ha sempre fatto paura. Ci vedo nascoste reminiscenze a me non congeniali, come ad esempio “stato etico” e le sue derivazioni postmoderne di eticità. Ho quindi cercato di essere il più razionale possibile nell'affrontare un'affermazione così pesante.
Cosa significa efficace ed etica per Nye?
Questa è la parte per me più debole, sarà il mio pregiudizio. La soluzione sta in tre parametri: obiettivi, mezzi e conseguenze. Per dirla con Nye: un buon leader è un leader che aiuta il gruppo a formulare e conseguire obiettivi condivisi, nel bene e nel male. Perciò, nei primi dieci anni di governo, Hitler fu un buon leader efficace con obiettivi moralmente esecrabili; alla fine, avendo condotto i propri seguaci alla rovina si rivelò un cattivo leader sia moralmente sia per i risultati conseguiti.
E se Hitler avesse vinto... per fortuna non possiamo usare l'analisi contrafattuale!

Gli americani hanno la capacità di dirci cose che noi facciamo solo finta di sapere, di aver acquisito. In realtà dietro la cortina di fumo della nostra superiorità intellettuale abbiamo terribilmente paura di affermazioni come: Se non tratto i miei dipendenti con rispetto e non li coinvolgo nei processi decisionali andranno a farsi assumere da qualche nuova azienda qui di fronte.
Quanta leadership c'è in questa frase!
Quanti di noi lasciano la strada vecchia per la nuova? Quanto è sclerotizzato il nostro mercato del lavoro per inadeguatezza, noncuranza, mancata partecipazione aziendale, e rigidità contrattuale? Quanto la nostra classe dirigente aziendale considera inutile la contrattazione e quanto delle nostre parti sociali considerano padronale il coinvolgimento sugli obiettivi aziendali?
Certo si deve distinguere: l'Italia è l'Italia, gli USA... Eppure, a comando, noi importiamo concetti di smart power senza aver mai praticato e appreso le tecniche di gestione del potere alla base di tale approccio.
Il comando è prima di tutto bilanciamento fra durezza e morbidezza, fra risolutezza e condivisione, e questo è smart: furbo, intelligente, efficiente e veloce.
Questa semplice, a parole, regola porta Nye indietro nel tempo, sezionando la vita di presidenti, mega dirigenti d'azienda, personalità storiche e filosofiche.
Lo fa, come solo un tecnico può fare, mischiando piani e livelli di approfondimento trovando, lui sì, la via più facile per spiegarci che leader si può diventare, ma non ottusamente: Come osservò una volta Mark Twain, un gatto che si siede su un fornello bollente non ci riproverà mai più, ma non si siede neppure su un fornello freddo.

Racconti Americani , Vivanti

L'Ippogrifo 5 - 2011


Annie Vivanti, Racconti Americani
A cura di Carlo Caporossi
Nota di Anna Folli
Palermo, Sellerio 2005
184 pagine 10.00 Euro ISBN 88-389-2042-7


Ho alcune manie: comprare trottole, penne, cravatte.
Ho alcuni vizi: leggere libri, comprare libri, appassionarmi ad alcuni autori.
Per anni ho acquistato le guide rosse del Touring Club Italiano, le edizioni prime, fino ad arrivare a completare la quasi collezione. Mi mancano due volumi: uno introvabile (l'Albania), l'altro costoso. Ma soprattutto mi manca lo slancio iniziale. É come quando mancano le ultime due figurine ad un album Panini e rinunci alla ricerca.
Cosa questo abbia a che fare con Annie Vivanti è facile a dirsi: sono passato dalle guide rosse ai romanzi della Vivanti.
Iniziai con Marion artista di caffè -concerto e oggi continuo con Fosca sorella di Messalina, Vae Victis, Perdonate Eglantina.
Oggi vi vorrei parlare di Racconti americani. Non dovrete sforzarvi di cercarlo fra puzzolenti e polverose bancarelle. Basterà la vostra libreria di fiducia.
Annie Vivanti nasce italiana a Londra, figlia di un garibaldino esule, vive, come si direbbe oggi di artisti di primo, secondo e terzo piano fra l'Italia e gli Stati Uniti.
Una vita da suffragetta, fra circoli intellettuali (di lei si sospetta una liaison con Carducci, primo estimatore e recensore), Caffè concerto e viaggi intercontinentali.
Scriverà, altro che i provinciali italiani contemporanei, in inglese e in italiano. Scrisse romanzi e drammi inglesi e scomparve, come un fiume carsico, per anni ricomparendo con storie foscamente romantiche negli '30, libri vendutissimi che ben figurano fra le collezioni di M.Delly, Salvator Gotta, Carolina Invernizio.
E poi scrisse in inglese alcuni racconti americani, che Sellerio ha ripubblicato.
Il libricino inizia con Perfect, torbida storia di amori extraconiugali su sfondi romantici fiorentini, riminesi, alla caccia di un'improbabile e paradossale ambientazione dantesca. Vale l'intero racconto la citazione di un'addio, il primo dei molti, fra i due amanti “e così lui restò lì, a guardarla lassù, disperato, inerte, mentre l'immensa nave si muoveva e il gran mare irrompeva tra loro”
Annie Vivanti mi fa quest'effetto: non so se mi prende per il sedere o veramente mi emoziona.
Il libretto si fa leggere come un digestivo si fa bere: un po' amaro ma corroborante.
En passant, il secondo racconto, prende amabilmente in giro le perturbazioni diaristiche di una coppia d'artisti piena di struggenti banalità, come ogni diario fine secolo dovrebbe contenere. Solo di fine secolo? Questa è la grande forza delle storie della Vivanti, ci fanno sorridere, certo, ci raccontano un mondo perduto, antico che sa di mussola e di vecchi profumi. Così sembra. Sorridiamo, divertiti, a frasi come “Lo amo! Lo amo! Lo amo!! Gliel'ho detto oggi, all'improvviso. S'è fatto pallido e per due o tre minuti m'è apparso persino brutto”. Già sorridiamo... e un po' ci vergogniamo di aver scritto, o solo pensato altrettante struggenti banalità.
Il piccolo libretto continua con leggerezza e fluidità, racconta, emoziona e poi ci si trova di fronte poco prima della fine, il libro termina con il racconto La vera storia della bimba prodigio scritta da sua madre Annie Vivanti che prepara alla lettura del romanzo I divoratori, ad un piccolo crudelissimo gioiello della letteratura italiana. Il racconto Il capriccio vale da solo tutto il libro, forse tutta la Vivanti.
La sottile, modernissima, crudeltà della natura, il capriccio del potere, della sopraffazione, della tortura, dolce ma pur sempre tortura, sono condensati in poche divertenti pagine dall'apparenza bozzettistisca.
Una novellina ambientata a Napoli, mille colori, fra scugnizzi, cantanti, e truffatori. La storia? Nulla di trascendentale, una normale orribile storia di potere e soldi. Eppure mai come in questo racconto ci potremmo rispecchiare, noi oggi moderni ed egoisti democratici.
Napoli è la nostra Bangkok, la nostra Rio de Janeiro, allora come oggi i capricci umani si pagano. Tutto ha un prezzo per chi, come la delicatissima e capricciosa Signorina Lucy, ha i soldi e il potere per comprare. E ciccillo, efebo napoletano, canterino e impertinente si poteva comprare, mostrare vestito come un Cristo adolescente o Nerone cantante, usare per deliziare lo snobissimo circolo di amici di New York, città delle mille luci.
La gente verrebbe ai tuoi ricevimenti per vederlo, proprio come vanno ai concerti di Paderewski. Vale tanti dollari quanto pesa!
E così il giovane napoletano diviene l'attrazione, il mostro di questa gaudente cerchia di nullafacenti. La fine? È la più scontata e tragica, la morte e la noncuranza che solo l'esercizio del potere fine a se stesso può giustificare.
E pochi minuti fa aveva pensato di morire, perché lui era morto.
Uscì senza voltarsi

Ci sono autori, scrittori che ti accompagnano per anni, ciclicamente.
Ci sono momenti in cui sai cosa devi leggere.
Ci sono libri che sai sempre come finiscono: con la tua felicità

mercoledì 20 luglio 2011

habemus Papa in vincoli

Non mi piacciono le gogne.
Non mi piace la galera e non mi piacciono i carceri preventivi, per nessuno, soprattutto per i poveracci.
Alfonso Papa, non è un poveraccio è un deputato inquisito e come tale dev'essere giudicato.
In Italia ci sono migliaia di AP che non hanno avuto il privilegio, per reati assai meno gravi, del giudizio di 630 rappresentanti del popolo italiano.
In Italia ci sono decine di migliaia di persone che hanno subito il carcere per reati di opinione (vilipendi vari), reati senza vittime (consumo di droga, aborto clandestino, eutanasia), reati inventati (emigrazione clandestina), e a loro nessun privilegio è stato concesso.
La costituzione tutela, e lo fa giustamente, i parlamentari dall'essere perseguiti per reati connessi al proprio esercizio parlamentare (ovvero per le proprie opinioni politiche espresse come rappresentanti del corpo elettorale). Per questo Bossi può pulirsi il culo con la Bandiera, Berlusconi dare degli stronzi agli elettori... Ma tutto il resto che cosa centra? Corrompere, comprare, abusare del potere, rubare, sprecare, dirottare beni pubblici sono reati da difendere, da derubricare a "lavoro parlamentare"?
Avrei preferito che Papa non fosse stato mandato in carcere con l'approvazione del parlamento, perchè in un paese civile, come Tortora insegna, se si è innocenti non sia ha paura della giustizia.
In un paese civile se si rappresenta qualcuno e si è incriminati ci si dimette.
Se si è parlamentari eletti (e non designati ad dishonorem) e si è vagamente sospettati di qualcosa ci si dimette.
Poi, sempre in un paese civile, si aspetta un equo, veloce e giusto processo.
Insomma si crede nella giustizia giusta e nella certezza della pena, cosa che in Italia è pura illusione (soprattutto la seconda).

Oggi, ancora una volta, il peggio dell'Italia si è espresso. Un parlamento impaurito, una magistratura vicariante il governo, un governo vicariante un cda aziendale, un popolo assetato di vendetta.
Non mi piace. Non mi piaceva Di Pietro e le sue mani pulite, non mi piacevano i cappi in parlamento e le monetine al Raphael. Continua a non piacermi Di Pietro e continuo a non voler le monetine.
Non mi piacciono quelli che son diventati anti berlusconiani di botto, come non mi piacevano quelli diventati berlusconiani di botto nel '94.
Non mi piaceva Berlusconi e continua a non piacermi.
Non sopporto quelli che votano e poi danno la colpa a chi hanno votato.
Non mi piacciono discorsi anti casta, solo per le case degli altri; poi si difende a spada tratta la propri ridicola rendita di posizione, il proprio feudo di potere, i piccoli piacere e privilegi.
Non mi piace veder il governo in mano ad un inetto, presuntuoso, vantaminchia.
Non mi piace un governo ipocrita e falso come quello degli ultimi vent'anni. Un governo che si dice liberale e si comporta da stalinista, un governo che si dice liberista e si comporta da Trust monopolista, un governo familista che non riconosce le famiglie (vere e di fatto), un governo garantista che si comporta da dittatura cilena con i poveracci e gli oppositori, un governo che si dice virtuoso e distribuisce prebende a destra (soprattutto) e a manca, un governo interventista che difende i dittatori amici, insomma non mi piace questo governo.

Eppure spero che sia la politica a farlo fuori, che siano gli elettori a votare un parlamento nuovo.
Non voglio che sia "la piazza", ne la magistratura.
Non voglio un nuovo 92 se questo porta un altro ventennio di regime berlusconiano.

La piazza in Italia è sinonimo politico di poche cose, e nessuna che mi piaccia: Piazza Venezia, Piazzale Loreto, Piazza Fontana... il più recente predellino di Piazza San Babila, le botte e le morti di Piazza Alimonda...

Preferisco i cittadini elettori alle Piazze.
Purtroppo viviamo in un paese con uno strano concetto di democrazia e di rivoluzione: la democrazia è un bene accessorio e la rivoluzione è sempre contro(rivoluzione).

mercoledì 29 giugno 2011

La vita "buona" e l'etica dei cattivi maestri III

Video Educativo


La vita "buona" e l'etica dei cattivi maestri II

Fonte autorevole: Educare alla vita buona del Vangelo Orientamenti pastorali dellEpiscopato italiano per il decennio 2010-2020

«Educare alla vita buona del Vangelo significa, infatti, in primo luogo farci discepoli del Signore Gesù, il Maestro che non cessa di educare a una umanità nuova e piena. Egli parla sempre all’intelligenza e scalda il cuore di coloro che si aprono a lui e accolgono la compagnia dei fratelli per fare esperienza della bellezza del Vangelo»

(dalla Presentazione del Card. Angelo Bagnasco).

Per questa ragione, mentre rinnovo l’appello ai responsabili della cosa pubblica e agli imprenditori a fare quanto è nelle loro possibilità per attutire gli effetti della crisi occupazionale, esorto tutti a riflettere sui presupposti di una vita buona e significativa, che fondano quell’autorevolezza che sola educa e ritorna alle vere fonti dei valori. Alla Chiesa, infatti, sta a cuore il bene comune, che ci impegna a condividere risorse economiche e intellettuali, morali e spirituali, imparando ad affrontare insieme, in un contesto di reciprocità, i problemi e le sfide del Paese.

La vita "buona" e l'etica dei cattivi maestri I

Agiografia Cazzuliana: la vita buona di Scola.

La sua idea è che il cristianesimo non penalizza le passioni, i desideri, financo gli istinti; anzi, esalta l'umanità, la differenza tra uomo e donna, l'attrazione per il bello. Un concetto fondamentale della «vita buona» è il «bell'amore»: «Vivere la bellezza dell'amore significa strappare la sessualità al dualismo tra spirito e corpo; come se trattenessimo la sessualità nell'animalesco e poi a tratti avessimo spiritualissimi slanci di intenzione di bell'amore». Scola rifiuta la distinzione tra Venere urania e Venere pandemia, pensa semmai come Pascal, quando diceva che «l'uomo è a metà strada tra l'animale e l'angelo, ma deve stare bene attento a non guardare solo all'uno o all'altro; ognuno di noi, inscindibilmente uno di anima e di corpo, ha da fare i conti con la dimensione sessuale del proprio io per tutta la vita, dalla nascita sino alla morte». Come fecero i suoi genitori. Scola ama ricordare di aver visto «la verità e la bellezza dell'amore nello sguardo del mio papà verso la mia mamma dopo 55 anni di matrimonio». E anche nella gioia con cui tre bambini traducevano al patriarca in visita nella loro casa i movimenti degli occhi del padre, malato di Sla. «Mi sono sentito un verme», commenterà Scola. Questa è per lui la vita buona: la forma più alta di libertà, in cui il voler essere e il dover essere coincidono - si vuol fare ciò che si deve fare -, animata dall'amore per il bello, il bene, il vero, l'eterno. Perché «non c'è amore senza promessa, non c'è promessa senza "per sempre", e non c'è "per sempre" se non sino alla fine, sino e oltre la morte».
Aldo Cazzullo

domenica 26 giugno 2011

ministri delle finanze/economia...

Il nostro è Tremonti un giovane di 64 anni, ben 10 in meno dell'anziano Berlusconi. E poi dicono che l'età non conta. Il finnico Katainen ha 36 anni... 36 anni! L'età media di un precario italiano.

Nome Paese Data di nascita Età
Jyrki Katainen Finlandia 04/08/75 36 anni
Tonio Fenech Malta 05/05/69 42 anni
Jan Kees de Jager Olanda 10/02/69 42 anni
Luc Frieden Lussemburgo 16/09/63 48 anni
Vitor Louçã Rabaça Gaspar Portogallo 09/11/60 51 anni
Ivan Mikloš Slovacchia 02/06/60 51 anni
Jürgen Ligi Estonia 16/07/59 52 anni
Didier Reynders Belgio 06/08/58 53 anni
Evangelos Venizelos Grecia 01/01/57 54 anni
Charilaos Stavrakis Cipro 25/11/56 55 anni
Maria Fekter Austria 01/02/56 55 anni
Christine Lagarde Francia 01/01/56 55 anni
Jean-Claude Juncker Lussemburgo 09/12/54 56 anni
Franc Križanic Slovenia 04/12/54 56 anni
Elena Salgado Spagna 12/05/49 62 anni
Giulio Tremonti Italia 18/08/47 64 anni
Michael Noonan Irlanda 22/05/43 68 anni
Wolfgang Schäuble Germania 18/09/42 69 anni

domenica 5 giugno 2011

Il vero cattolico apostolico romano

Devo dire grazie ancora una volta a Rat-zinger il vero papa cattolico e apostolico e romano che da un po' ci mancava.
La chiesa cattolica è quella del papa, della sua infallibilità della sua etica e morale. Tutto il resto è protestantesimo.
Il papa, che io stimo e ritengo la persona migliore al posto giusto, ha detto quello che gli ipocriti cattolici italiani stentano a confessare: la vera famiglia è quella fondata sul sacro vincolo del matrimonio in cristo. Il resto è apostasia, eresia, blasfemia. Sono d'accordo. Infatti è per questo, e tanti altri motivi, che non sono cattolico, apostolico romano.
Ora chiedo a tutti i miei amici, brave persone conviventi, divorziate, sposate in municipio di ammettere la verità: siete protestanti, eretici, apostati.
Benvenuti.

La chiesa vaticana è questa. Il resto non lo è. Cristo, per chi vi crede, ha tanti fedeli, cercate una fede che vi permetta di essere voi stessi. Nella cattolica, grazie a Ratzinger, questo è finalmente evidente dopo venti anni di ipocrisia woitiliana.

PS Woytila era peggio di Benedetto XVI, più bigotto, più teocratico, più umorale, più ipocrita. Ma piaceva alla gente proprio perchè disonesto. Benedetto XVI è onesto: fa e dice quello che pensa, ed io lo apprezzo.

mercoledì 25 maggio 2011

senza grilli per la testa...

l'avevo pensato, detto e scritto: grillo è come e peggio delle 2B messe assieme.
Purtroppo avevo ragione.
per anni ci ha preso per il culo con i meet up, la rete, skype, FB, democrazia partecipativa, referendum geniali, blog e via cazzeggiando.
I politici sono merda, i politici sono brutti, non no ci candideremo, noi stiamo con il popolo... e via cazzeggiando.
Per anni ha detto peste e corna delle assemblee politiche: covo di delinquenti, bolliti, incapaci, inquisiti, e via insultando e cazzeggiando.
Poi sulla via di damasco nasce il movimento cinque stelle... vorrei sapere chi è il copy di un nome così del cazzo che fa concorrenza solo a Popolo della Libertà di arcoriana memoria (verrebbe da dire con Guzzanti figlio libertà di fare quel cazzo che gli pare se non fossero degli stalinisti). Cinque stelle che illumuinano la via di decine di giovani di belle speranze, pronti a saltare sul carro del miglior offerente... Si perchè i grillici dicono, dicono ma poi nelle sedie comode e calde delle assemblee (schifose certo) ci stanno ben piazzati e ci staranno sempre di più.

lunedì 16 maggio 2011

e lezioni o lezioni

domani tutto ricomincia.

diversamente, pericolosamente.
La politica si sconfigge con la politica e così il mal governo paga lo scotto. Ci saranno mesi di tira e molla, di distinguo e puntualizzazioni ma il governo deve governare, il potere si sposta dove serve, non il contrario, non lo si può costringere all'inoperosità, non si può costringere la democrazia alla inutilità. Si chiama dittatura. Ma per essere dittatori bisogna avere il potere.
Per 20 anni il potere è stato costretto a stare dove non serviva alle dipendenze di un potentino, di un magnaccia dell'economia e della finanza. ...di un monopolista scaltro ma inadeguato, ricco ma cafone, giacchettato ma inelegante, esibizionista ma volgare, vecchio ma giovanile, battutista ma antipatico, amichevole ma intollerante, cattolico ma divorziato, familista ma puttaniere... insomma il prototipo del ricchione per procura (o per meglio dire con il motto italico per eccellenza "son tutti froci con il culo degli altri").
ed era lì il potere politico non combinava nulla di buono, vivacchiava al servizio di chi non ne capiva la potenza e la forza.
Lo ha maltrattato, lo ha usato per spostare soldi di quà e di là, per far favori e marchette. Il potere, quello del popolo e della democrazia, dopo un po' si è stancato, ora vuol fare qualcosa.
La differenza fra la 1° e la 2° repubblica? La prima usava il potere per il bene (ed il male ) pubblico, fosse esso l'assistenzialismo feroce o il voto di scambio, o peggio il malaffare mafioso. Sempre, paradossalmente, di "comunità" si trattava.
Poi è arrivato uno che di bene comune di Politica non ne voleva sapere. Perchè? Perchè era ignorante, presuntuoso, vantaminchia e, soprattutto, incapace. L'incapacità fa brutti scherzi. Ad essere incapaci ci si abitua e si pensa di saper fare tutto.
Il mona sa tutt, il saggio sa gnent.
Il cavalier pompetta sa tutto, ghe pensi mi. È il suo motto. Strategie e promesse, rivoluzioni e riforme... ghe pensi mi. E il potere che ci sta a fare? e la democrazia, il voto, il parlamento, i comuni, le assemblee, i sindacati, le associazioni... I CITTADINI a che servono?

Ora il potere è tornato ai cittadini. Saranno pure cojoni e puzzolenti ma sanno ancora fare delle crocette.

martedì 10 maggio 2011

A nord della Linea Gotica- scritto il 12/04/96

Il povero Lussu ed il povero Spinelli si staranno rivoltando nella tomba.

Il sacro argomento del Federalismo e della Secessione è ridotto alla grossolane argomentazione di Bossi e agli anatemi del totalitario Violante, della Chiesa, del Capo di Stato maggiore, di tutti i soliti, cari, vecchi benpensanti.

L'utopia panmediterranea di Lussu, di federare le Isole-Stato di Sardegna, di Sicilia, di Malta, della Corsica, delle Baleari è soppiantata da quella di un imprenditore molisano creatore della Lega di azione meridionale finanziata da un nazionalista serbo.

Il paneuropeismo di Spinelli, un Europa stato Federale e non solo un Europa mercato, passa in secondo piano rispetto alla Secessione di Bossi che invece di abbattere le frontiere ne vuole dell'altre.

L'economia detta biecamente legge: si tagliano gli stati con l'accetta, nel miglior stile coloniale, senza alcun rispetto della cultura, della lingua, delle tradizioni.

Purtroppo l'economia che conosce Bossi è quella di Roma ladrona e non quella tragicamente vera dell'Italia paese coloniale e colonialista insieme.

Dall'imposta Unità d'Italia il nord ricco usa il sud povero come serbatoio di mano d'opera e mercato dei suoi scadenti prodotti, ma la Lega Nord si illude di poterne fare a meno e di poter scaricare i sue costose merci a qualcun altro.

Oggi molte cose sono cambiate i mercati sono mondiali ed il sud nonostante tutto è meno conveniente del terzo mondo, quindi è giusto ed ora che venga abbandonato, basta terroni nelle scuole, nelle fabbriche, negli uffici pubblici, il Nord ricco non ne ha più bisogno!

Si ricordi Bossi che il meridione non ha mai avuto bisogno del settentrione, era costretto a non progredire a rimanere un paese di assistiti ed emigranti perché così serviva al progresso delle regioni più ricche.

Le regioni a sud della Linea Gotica sarebbero ben felici di poter finalmente organizzare il proprio futuro, di potersi sviluppare, arricchire liberamente senza una stato centralizzato, oppressivo, onnipresente ed assente allo stesso tempo.

Chi è povero aspira a divenire ricco e lavorerà per questo, chi è già ricco crede di poterlo rimanere per sempre.

Ma in un Italia non più Italia, il nord non avrà più il monopolio della produzione e non potrà più essere sicuro reggere la concorrenza.

L'Italia economica è un castello di carte dovunque si elimini una carta crolla tutto e la Lega Nord vuole eliminare mezzo mazzo.

L'Italia deve essere federale, ogni stato deve essere rispettoso delle caratteristiche non solo economiche ma anche e soprattutto culturali.

Non devono esistere frontiere ne fisiche ne mentali, ma solo una grande associazione di regioni federate in Europa. Un mercato libero senza dazi, senza zone di necessario sottosviluppo.

Il nord, non solo italiano ma europeo, non deve essere solidale, termine politicamente corretto per assistenziale, basterebbe che smettesse di essere coloniale.


P.S Vi è nel progetto di Bossi una curiosa coincidenza storica: la Padanìa corrisponde con la Repubblica di Salò dal 1944 al 1945, a nord della Linea Gotica.

martedì 3 maggio 2011

ich bin amerikaner


ho già sentito i soliti pacifisti col culo degli altri deprecare i cattivi americani per la "crudele e ingiustificata uccisione di un uomo".
Quest'uomo si chiamava Osama Bin Laden. Non Mario Rossi o John Smith.
Per questi inutili insetti dalla coscienza sensibile, ammazzare un tiranno, un terrorista è sempre e comunque sbagliato. Invocano, come sempre, pietà e sotto intendono, come sempre, crudeltà altrui.

Io non riesco ad essere commosso. Mi dispiace ma di fronte alla morte di un personaggio come Osama non provo pietà. La pietà la lascio ai cattolici.
Non sarei commosso, ne preoccupato per la morte di Gheddafi, il nostro sincero amico è bene ricordarlo, o di Putin, altro amicone nostro...
Quanti dei nostri amiconi pacifisti avrebbero pianto alla morte di Hitler, di Stalin, di Mao, di Pinochet. Forse avrebbe scelto con cura chi piangere e chi no.

Sono contro la pena di morte, certo e lo sono da sempre, senza se e senza ma direbbe il sant'uomo di Emergency.
E losono ancor di più di fronte ad un'azione di guerra.
Osama Bin Laden non è stato fatto prigioniero è stato ucciso, non è stato giudicato è stato arbitrariamente giustiziato, è stato sottoposto ad un'azione di guerra.
Tanto basta per essere felici.
La differenza fra un'omicidio mirato (meravigliosa espressione dell'unica democrazia mediorientale, Israele) e pena di morte? La prima è un'azione di guerra, come il cecchinaggio, la seconda un soppruso antigiuridico, una vendetta di stato per un reato privato.

Non sono sofismi. Si può in guerra chiedere ai soldati di non sparare? Forse si... ed il risultato è stato Sebrenica. Una pulizia etnica sotto lo sguardo impotente di uomini ONU armati e inerti.

Bin Laden non era un criminale ma un nemico. Le parole hanno un senso e se si chiama nemico qualcuno ci si comporta di conseguenza. Gli americani in questo sono più onesti di noi: hanno chiamato "guerra al terrorismo" ciò che noi ipocritamente chiamiamo "peace keeping".
Se guerra è che guerra sia. Morti comprese.

Una sola cosa mi dispiace: che non sia avvenuto prima. In questo l'america è stata lenta e inefficente. Morti, distruzione in IRAQ e Afganistan sono stati inutilmente lunghi e poco efficaci. Il Vietnam incombe in tutte le guerre moderne e Bin Laden, meglio di altri, lo aveva capito. La strategia di Osama è stata più efficace di 8 anni di Bush. Cercare, individuare, mirare colpire, distruggere, andare via. Bliz Grieg moderna insomma.

Ora la testa è stata tagliata. Aspettiamo quella del nostro amico Gheddafi.

sabato 23 aprile 2011

non ho una famiglia!


ringrazio vivamente l'on carlo giovanardi per avermi comunicato che non ho una famiglia.
20 anni di relazione e 16 di convivenza, mi spiega il berlusconiano prolife, non significano nulla anzi chiamarla famiglia è un offesa alla costituzione.
A nulla servirà il fatto che con questa offesa costituzionale ho anche formato un altro essere umano, ma forse l'integerrimo giovanardi, conosce la mia condizione di miscredente e quella di mio figlio che ancora, all'età di tre anni, è privo di battesimo!
Ed io sono eterosessuale! figurarsi cosa i miei amici e conoscenti che etero non sono quali punizioni infernali dovranno sopportare per aver comprato un mobile Ikea.

Carlo giovanardi dovrebbe avvertire il suo ras con i tacchi... se ikea scopre che è pluridivorziato e se la fa con le ragazzine, e che gli piaciono pure le lesbiche (Sic), lo assumono come testimonial delle famiglie anticostituzionali!

domenica 17 aprile 2011

COMUNISTI!!!!

Il priapo de arcore dice di odiare i comunisti perchè da bambino... un prete salesiano...
ma il vero comunista, maoista è lui. Vuole il controllo della magistratura, al servizio della nomenclatura del partito, vuole le televisioni, i giornali stile pravda, vuole l'economia in mano ai suoi amichetti (il cordinatore Verdini, le varie cricchette di arraffoni e via dicendo). Vuole la cortina di ferro (antimmigrati, ma il concetto è lo stesso).
Infine si sceglie i più fidati collaboratori nella crema del vecchio apparato sovietico italiano: pecorella, bondi, frattini, ferrara e tanti altri simpatici figuri che il PCI non ha per decenza più voluto.

I suoi amici sono tutti COMUNISTI STALINISTI, ma di quelli veri, che ammazzano i dissidenti e controllano anche i peli del culo dei propri sudditi (qualche nome: Putin, Gheddafi, Lukashenko).

Insomma l'opposizione, di destra e di sinistra, dovrebbe avere il coraggio ogni volta che parla di dargli del comunista. Ogni volta che parla di libertà ricordargli i suoi amici, ogni volta che parla di democrazia ricordargli le sue concezioni sovietiche, ogni volta che attacca i giornali fargli vedere la pravda, ogni volta che apre bocca dargli dello STALINISTA...

Comunista è stato Gramsci... e berlusconi non è degno neanche di nominarlo il nome di un comunista come Antonio Gramsci.

lunedì 11 aprile 2011

W l'europa!

Viva l'Europa!
Finalmente dopo anni di inutili chiacchiere l'Europa unita ha mostrato il suo volto politico. L'Europa ha deciso di comportarsi da stato serio, responsabile e onesto. Ovviamente l'Italia non può che sentirsi offesa.
Poche decine di migliaia di tunisini, libici, eritrei, sudanesi non sono un emergenza nazionale, e tanto meno lo sono europea, sono un 'emergenza umanitaria che uno stato civile (quindi non l'Italia) affronterebbe con coscienza e intelligenza.
Poche decine di migliaia di emigranti sono una goccia per l'Europa, e un bicchiere per l'Italia.
L'Italia di Berlusconi e di Bossi si è persa in un Bicchiere d'acqua.

Abbiamo trattato poche decine di migliaia di persone come bestie, esattamente come noi fummo trattati in Francia, Germania, Svizzera, USA, Argentina, Australia.
Li abbiamo chiusi nei lager, esattamente come i lavoratori forzati in Germania o mafiosi italiani nei campi di baracche in Belgio e Svizzera.

Abbiamo, meglio sarebbe dire ha questo governo incompetente e sbruffone cercato liberarsene come fossero un fastidioso sciame di moscerini, e non persone.
Abbiamo tentato di mandarli in giro per l'Europa, lavandocene le mani, lasciandoli scappare allegramente, invocando la libera circolazione all'interno dell'area Shengen!

Abbiamo vantato tendopoli in ogni dove, ponti aerei e controllo delle coste. Tutto falso.

L'Europa, che di solito non brilla per temerarietà politica, ha detto: se non riuscite a gestire un flusso minimo con tutti i soldi che vi diamo peggio per voi. L'Italia ha forse aiutato i tedeschi con i Turchi, i francesi con i magrebini, e via dicendo?

Siamo dei quaquaraquà. L'Europa, forse, è semplicemente stanca di avere a che fare con dei cialtroni.

Infine invochiamo l'aiuto europeo quando ci fa comodo, a cadenza elettorale.
Normalmente ce ne freghiamo:
  • I fondi FAS usati per tutto tranne che per quello che servono
  • i fondi FSE usati per la cassaintegrazione
  • i fondi diretti commissione per progetti fantasma
  • i fondi strutturali che non strutturano un bel nulla
  • i confini di stato chiusi a comando per le partite di calcio o altre amenità
  • i rumeni trattati da sub umani (sono nella comunità...)
  • l'euro trattato come il male assoluto (senza saremmo veramente con le pezze al culo)
  • le quote latte ad hoc per i padani
  • le direttive europee, il trattato di lisbona? chi se ne frega!
Infine ciliegina sulla merda: la nostra politica estera degli ultimi anni.
Siamo amici di, in ordine di scomparsa:

Ben Ali (dittatore tunisino Socialista)
Mubarak (dittatore Egiziano Socialista)
Gheddafi (dittatore Libico Islamista Socialista)
Putin (dittatore Russo- Comunista)
Lukascenko (dittatore Bielorusso Comunista)
Nazarbaev (dittatore Kazaco Comunista)

Siamo in attesa di intrattenere più stretti rapporti con Ahmadinejad, Chavez, Castro, Kim Il Sung e svariati dittatori africani non pervenuti.

E poi ci chiediamo perchè...

domenica 27 marzo 2011

beata immigrazione...

Beata immigrazione... diceva bossi a berlusconi sfregandosi le mani. senza questi 4 poveracci ci toccherebbe spiegare agli italiani perchè baciavamo il culo a Geddafi... almeno così possiamo continuare a dir cazzate rispondeva Berlusconi. Chi se ne frega! li fra calabria saudita e regno delle due sicili sempre terroni sono! che se li tengano loro quei negher, fra africani si capiscono!!! Rispose biascicando bossi ad berlusconi sempre sorridente!

Da Ilfuturista

A chi serve lo scempio umanitario che si sta determinando a Lampedusa? A chi serve una rappresentazione così drammatica di inefficienza nel non saper soccorrere poche migliaia di migranti che – in un’isola di qualche migliaio di abitanti – sono un numero “spaventoso”? A chi serve che facciano il giro di tutto il mondo le immagini della “rivolta della collina”, dove questi ragazzi di origine maghrebina hanno rifiutato il cibo come segno di protesta contro le condizioni pietose della loro “detenzione” a Lampedusa?

A chi serve, dinanzi a un piano di sfollamento annunciato ma non ancora iniziato, mantenere la situazione in questo modo con centinaia di persone che bivaccano senza meta e senza prospettiva tra le strade dell’isola e che iniziano a perdere la calma? A chi serve l’esasperazione crescente della popolazione “italiana” che lì ci vive, che è stata sempre solidale e premurosa verso coloro i quali fuggono dalla povertà ma la cui economia – basata sul turismo – rischia adesso il collasso?

A chi serve, insomma, se non a chi vuole soffiare sulle cause di politica “interna” questo teatrino della miseria che sta alimentando lo sdegno collettivo? A chi serve, se non a chi governa, la potenza mediatica di questa gente disperata, affamata e (appunto per questo) nervosa che diventa uno spot perfetto per coloro che chiedono un disimpegno italiano nel conflitto in Libia? A chi serve, se non appunto a questi, dimostrare come l’invasione sarà a danno dell’Italia mentre tutti gli altri paesi europei godranno dei benefici del conflitto?

A chi infine, se non appunto questi, serve far vedere agli italiani (soprattutto al Nord) che quella contro i “clandestini a prescindere” deve essere il primo punto dell’agenda politica di un paese? A chi serve dunque tutta questa miseria, se non a Silvio Berlusconi e ai ministri della Lega?



lunedì 21 marzo 2011

Liberali e liberisti, altro che PdL

Dal ilfuturista

Francesco Linguiti

Liberale. Una parola che tutti usano; in molti si definiscono liberali o affermano di avere un atteggiamento tale.
Liberalismo. Un modo di pensare e di essere che tutti citano. Liberalismo di su, liberalismo di giù, di qua e di là.
Molti usano queste parole a vanvera, molti con cognizione di causa ed alcuni solo ed esclusivamente per farla franca, guastando termini che derivano dal latino liber (libero), di etimologia incerta, così come è incerto l’uso e l’abuso che molti politici italiani ne fanno. Quindi, siamo sicuri di conoscere il significato di “liberale” e di “liberalismo”?
Bene, provo a scrivere un articoletto che si pone, velleitariamente, il fine di spiegare cosa voglia dire liberale e liberalismo nella filosofia politica. A proposito del pensiero liberale Benjamin Constant scriveva che: “vi è una parte dell’esistenza umana che resta necessariamente individuale e indipendente, e che è, di diritto, fuori da ogni competenza sociale. La sovranità non esiste che in maniera limitata e relativa. Dove inizia l’indipendenza dell’esistenza individuale, là si arresta la giurisdizione di questa sovranità”
Partiamo da un presupposto. Di liberalismi, nella storia delle dottrine politiche e dei loro pensatori, se ne trovano molti, e ben diversificati; in un famoso studio, ne si contano quindici. La logica comune, imprescindibile, a tutte le diverse formule è l’idea che la funzione fondamentale dello stato sia quella di garantire i diritti degli individui che, anche quando non sono decisamente ancorati ad una legge naturale o razionale, anche quando non preesistono allo stato e compaiono e si trasformano nelle logiche della storia e della contemporaneità, hanno sempre e comunque un primato rispetto alle scelte della politica e alle decisioni della “democrazia”. Costituiscono, quindi, un limite alla politica e un vincolo (fatto di diritti inalienabili) che le decisioni democratiche devono comunque rispettare.
Vi sono posizioni liberali (Hayek e Gray) che ritengono che una società libera possa formarsi anche, addirittura, in assenza di democrazia, e che vedono questa più come una minaccia che come garanzia per la tutela e la promozione delle libertà. Poi ve ne sono altre (Rawls) che accolgono pienamente la democrazia, ne fanno il luogo di coltura dei valori liberali, lasciando da parte le riserve liberali contro di essa.
Analoghe differenze si incontrano quando ci si riferisce agli assetti economico-sociali: da un lato si collocano coloro che, come Hayek e Nozick, ritengono che la giusta distribuzione della ricchezza sia data dalla competizione regolata dei soggetti sul mercato – all’opposto si situano i pensatori liberali che ritengono che l’accesso ai più importanti beni sociali, in misura più o meno egualitaria, sia tra i diritti che devono essere assicurati a tutti.
In altre parole, tra i pensatori liberali troviamo a un estremo coloro che difendono l’inviolabilità dei diritti di proprietà e la legittimità delle sole transazioni di mercato, e all’altro estremo coloro che inseriscono tra i diritti irrinunciabili una certa quota di beni sociali, da garantirsi a tutti anche a scapito e danno dei più abbienti. In termini teorici si può definire, con un apparente paradosso, liberalismo socialista (Van Parijs) quel liberalismo che considera il diritto a determinati beni e dotazioni come un diritto fondamentale di libertà, che dovrebbe prevalere in linea di principio sulle decisioni democratiche.
Come vediamo il liberalismo non è un assioma, non è un significato piatto, ma è una dottrina dinamica, data tra una dialettica tra ipotetici opposti, ma riconducibile, sempre, ad una tesi comune. La tesi del primato e della centralità dei diritti, visti come limite a ciò che lo stato o la democrazia possono imporre ai cittadini. Poi vi saranno liberalismi che si inverano nella democrazia e liberalismi che non lo fanno. Liberalismi aperti alle esigenze di tutti e liberalismo che considerano il “tutti” come un tradimento dei diritti del singolo individuo.
Ciò che caratterizza, comunque, tutti i liberalismi “sani” , è il porre a fondamento della convivenza sociale individui dotati di diritti. Diritti che vengono considerati innati, inalienabili o inviolabili nel senso che gli individui non potrebbero rinunciare a essi neanche se lo volessero. Il principale tratto del liberalismo, quindi, è la convinzione che le leggi pubbliche abbiano come fine quello di tutelare i diritti indisponibili degli individui, cioè di assicurare a essi una sfera protetta dalle intrusioni sia da parte di altri individui, sia da parte dei poteri politici.
Ma attenzione! Che questi principi nella nostra congiuntura politica e morale siano sviliti, distorti e massacrati al punto tale da giustificare “il fare tutto a prescindere da qualunque cosa”, come se la libertà dovesse prescindere non solo dalle leggi, ma da qualunque forma di controllo e sanzione sociale per essere considerata tale e pienamente rispettata… ecco, che questo liberalismo strabordi nella furia ideologica del “fatti i cazzi tuoi” dimostra che in realtà quello “liberale” è solo il travestimento politico del più gretto, antico e italianissimo qualunquismo, che peraltro è politicamente agnostico, visto che, nella sua storia, non ha rinunciato ad avere anche travestimenti socialisti o di sinistra.
Poi, entrando in un certo specifico, se il valore del diritto dell’individuo viene prostrato secondo logiche particolaristiche (come è nelle leggi ad personam, ma anche nella tolleranza ad personam, riservata a chi se la può permettere - e agli altri no), abbiamo l’indice della fogna etica e culturale nella quale si è tirato il nostro paese. Il liberalismo tutela l’individuo sì, ma individuo come soggetto e oggetto di diritto, uguale, in questo, a tutti gli altri, non in quanto Uno, Io-e-solo-io, insofferente delle norme e delle leggi e della loro offensiva “uguaglianza”. Uno è solo Dio. E non è in terra.
La morale è: che usino le parole liberale e liberalismo solo coloro che ne conoscono il significato e, sopratutto, rispettandolo.
P.S. Per scrivere questo articolo ho inserito citazioni letterali da studi di Stefano Petrucciani, filosofo della politica che ho avuto il piacere di conoscere durante la realizzazione di un documentario sul ’68 realizzato per la Rai, in occasione del quarantesimo anniversario di quella data-simbolo. L’unico che la Rai abbia prodotto. C’era la paura di raccontare il ’68.