Condaghe cinguetta

sabato 31 marzo 2007

Indicazioni Stradali

Piccola rassegna stampa:

di Gian Enrico Rusconi

di Emanuele Macaluso

di Fausto Biloslavo

di Francesco Verderami

di Piero Ostellino


di Toni Capuozzo

di Stefano Folli

sinceri democratici cubani

siamo tutti felicemente angosciati dalla situazione del pianeta, se così non fosse di cosa si potrebbe parlare davanti allo spritz serale? Leggiamo con attenzione tutte le salvifiche proposte dei vari salvatori del pianeta. Ricordo la petizione bufala di pochi giorni fa sull'idrogeno, sconfessata prima ancora di diventare seria, le prediche catastrofiste anti inceneritori e anti eolico di Beppe Grillo. In questo modo, ad ascoltare l'ex comico, la monnezza continuiamo a imboscarla sotto il tappeto erboso e per scaldarci continuiamo a pagare il sincero democratico Putin, e mentre la Germania piazza in mezzo al mare pale eoliche e a guadagna in salute ed euro, noi usiamo il mare solo per far scorrazzare gli yacht di DG o Briatore.
Da qualche tempo persino l'anello di congiunzione darwiniana Bush ha capito che l'oro nero è sempre più un pessimo affare piuttosto che un pozzo di soldi.
Il Brasile da decenni ha capito che essere servi di paesi non democratici o troppo potenti è poco conveniente per un paese che aspira ad essere una grande potenza. Infatti il Brasile ha, da anni, avviato l'utilizzo massiccio del bioetanolo come carburante.
Ovviamente il castrista Castro quando ha capito che i cattivi AmeriKani potevano spostare la loro attenzione sulla meno inquinante produzione di etanolo e passare, finalmente, dalla parte di chi da anni teme il petrolio più del nucleare, si è subito premurato di lanciare il solito anatema:
Bush e bioetanolo 3 miliardi di morti
Che il suo caro amico, sincero democratico pure lui, Chavez e voglia fare un cartello petrolifero anti etanolo (e anti Amerikano naturalmente) con quelle patrie delle libertà chiamate Cina, Siria, Iran? O che alla fine la cara vecchia amica Russia abbia ancora qualche interesse con il fedele Fidel, e che il gas e petrolio di Putin qualche ricordo dei sistemi sovietici lo trasportino nei propri gas/oleo dotti? Se non ricordo male il sincero democratico Putin (quello amico del sincero democratico Berlusconi) fu tenente colonnello del KGB, forse questo qualcosa conta...

martedì 27 marzo 2007

La cattiva Strada

era una canzone di de andrè. Quella che oggi è una strada pessima. Non contenti di aver trattato con dei tagliagole e di aver usurpato qualsiasi potere legale di contrattazione e liberazione allo stato Italiano (delinquentemente accondiscendente) gli ongisti di Strada percorrono nuove strade mediatiche. Oggi a Viva Radio 2 persino il buon Fiorello si fatto fregare dall'appello buonista e umanitario dell'immancabile volontario chirurgo di emergency. Leggermente emozionato, o forse coscientemente emozionato, ha fatto pubblico appello da volontario (ma i medici sono pagati, come dice il fashion website di emergency, con una discreta spocchia) alla liberazione dell'afgano arrestato dalle autorità afgane... Ora mi chiedo un mediatore di sequestri, ovvero la persona che commette il reato di accontentare i rapitori, non può essere arrestato dalle autorità statali allo scopo di catturare i rapitori? Anche se non fosse complice come minimo, come si dice in Italia, sarebbe persona informata dei fatti, o sbaglio. Ho letto con una certa emozione il lungo reportage di Mastrogiacomo, e tollerando la latente sindrome di Stoccolma, ho ritenuto che i sequestratori non fossero proprio degli stinchi di santi.
Il buon samaritano del dio Strada ha detto, con voce rotta dall'emozione, che le carceri afgane sono un brutto posto... non l'avrei mai creduto. L'Afganistan è un paese che ha subito i russi (qualcuno dei vetero comunisti se lo ricorda ancora?), cacciati i russi sono arrivati i Talebani (qualche ongista si ricorda quale feroce teocrazia fossero), poi non contenti sono stati invasi dagli USA e regalati alla NATO, direi che in questo contesto già il fatto che esistano carceri è un segno di civiltà giuridica...
Ovviamente i zelanti agit prop si sono subito messi in moto e, con la solita sollecitudine, ecco pronta la petizione per la liberazione di Rahmatullah Hanefi. Ovviamente senza processo, senza se e senza ma come è uso fra gli spasimanti di emergency.
Il signor Rahmatullah Hanefi ha tutto il diritto, come ogni cittadino del mondo, compresi i mussulmani e i cristiani, ad un giusto processo, al giudizio dei propri pari. Ha il diritto di non essere sottoposto a torture e a condizionamenti. Ma, se ha commesso un reato, non ha il diritto di non essere giudicato. Questa è una prerogativa italiana, patria di Strada, e che ha nel suo ex presidente, il cittadino Berlusconi, un fermo sostenitore. Forse Strada e Berlusca la pensano in modo simile... meglio trattare sotto banco che sottoporsi al giudizio dei propri pari. Se fosse per me avrei arrestato anche Strada, anzi se Strada fosse un sincero non violento, si sarebbe fatto arrestare per difendere le sue convinzioni. Evidentemente sono sulla Strada sbagliata io.

Purtroppo ho letto fino alla fine il testo emergencista che conclude:

Non è accettabile che il prezzo della liberazione del cittadino italiano Daniele Mastrogiacomo venga pagato da un coraggioso cittadino afgano e da Emergency. Abbiamo ripetutamente chiesto al Governo italiano, negli ultimi giorni, di impegnarsi per l’immediato rilascio di Rahmatullah Hanefi e il governo ci ha assicurato che l’avrebbe fatto. Chiediamo con forza al Governo italiano di rispettare le parola data.

Appunto: nessun rispetto dello stato sovrano, intrallazzi con i Talebani, funzioni di inteligence...

mercoledì 21 marzo 2007

Decriminalizzare?

il nostro mondo è vecchio. Ragiona da vecchio. Il giornale Indipendent ha cambiato idea. Sono passati dieci anni da quando il Regno Unito si era dimostrato all'avanguardia nella lotta contro il proibizionismo. Oggi cambia idea. Lo fa con il pragmatismo che gli è proprio. Dice, e lo dice Lancet, che la canapa di oggi è potente ben 25 volte di più rispetto a 10 anni fa. Se lo dice il Lancet non vedo come contrastarlo.
Questo a casa mia si chiama proibizionismo.
Ho sempre pensato che il fuoco dell'antiproibizionismo non fosse la sostanza ma il consumatore. Ho sempre creduto che un adulto avesse tutto il diritto di drogarsi, conoscendo rischi e vantaggi del suo comportamento. Di cosa uno si faccia è per me un problema secondario, ciò che mi importa è che facendolo non rompa i cojoni a me.
Scusate il cinismo ma di pietà ne ho le palle piene. Se uno vuole disfarsi di alcool, di eroina, di skunk , di cocaina, di lsd fino a perdere il controllo di se... sono un po' cavoli suoi. Credo che un adulto abbia diritto a scegliere la propria vita, il proprio comportamento, il proprio vizio.
Purtroppo gli Stati credono, e fanno di tutto perché questo avvenga, che i cittadini siano minus abens, idioti e incapaci. Un po' lo credo anch'io ma, visto che sono democratico, ritengo che un idiota abbia il diritto di esserlo e che se preferisce disfarsi della propria coscienza inebetendosi di eroina siano un suo problema, non uno mio.
Avevo sperato che la perfida Albione fosse sinceramente democratica e lasciasse che i suoi sudditi decidessero in modo libero e autonomo. Purtroppo non è così, almeno sembra.
Conosco e lavoro nel settore delle dipendenze, so che un tossico è un problema sociale, so che la prevenzione alle dipendenze passa attraverso il lavoro di strada, il coinvolgimento, la promozione di stili di vita positivi... lo so. Ma questo non ha nulla a che vedere con le sostanze. Questo a che vedere con la qualità della vita, con le politiche sociali, con l'educazione, con la coscienza civile.
Mi chiedo se uno Stato fa di tutto per rendere i suoi sudditi addicted della televisione, se fa di tutto perché rimangano a casa per paura dei negri, se li imbottisce di medicine legali per farli stare tranquilli, se abbandona la scuola al degrado totale, se dimentica che il lavoro di strada è utile e non solo uno spreco di soldi... cosa spera di ottenere? Cittadini coscienti o potenziali rincoglioniti?
Ma è più facile pensare alle sostanze, calcolare al milligrammo il principio attivo, rinchiudere i consumatori nei lager che lavorare dal basso, fare, come si diceva una volta, lavoro politico, cittadinanza attiva...
Ma questi sono sociologismi è meglio fare le schedine con tutte le sostanze...

Spero che gli amati cinici britannici cambino idea.

martedì 20 marzo 2007

La Strada sbagliata

hanno liberato il giornalista Mastrogiacomo. Sono contento.
Negli anni 90, alla Feltrinelli di Bologna, trovavo e leggevo il giornale che emergency pubblicava. Ho sperato di trovarmi di fronte ad un'organizzazione libera, indipendente e onesta. Un organizzazione come amnesty, medici senza frontiere... mi sbagliavo.
Pensavo che andare a riattaccare gambe fosse un lavoro più che dignitoso, che costruire ospedali in zone disastrate dalla guerra in cui le mine sono la coltivazione più diffusa, fosse meritorio. Finalmente ho pensato che, persino fra le ONG italiane, qualcuno fa del pragmatismo la sua religione, l'unico ismo da seguire. Continuavo a sbagliarmi, erano altre le ONG pragmatiche. Pochi anni dopo l'ismo preferito di Strada è stato il pacifismo. Nulla contro i pacifisti, anche se preferisco i pacifici. Poi la faccia di Gino Strada ha iniziato a comparire e pontificare, vizio molto italiano e poco internazionale, da tutte le tribune mediatiche. La politica stende tappeti rossi e attende la prossima candidatura di Strada.
Oggi la Strada di Gino Strada è un'altra. Fa il mediatore (sic), aspettando un qualche incarico più prestigioso.
Il pragmatismo è rimasto negli ospedali dove i medici, non penso sia corretto chiamarli volontari visto che lavorano, continuano a attaccar gambe e curare le popolazioni martoriate dalla guerra.
Oggi emergency è diventata diplomazia non istituzionale, parallela e per questo si accredita come soggetto interlocutore, come mediatore.
Il giornalista di guerra fa il suo lavoro, almeno lui, e non fa missioni di peace keeping, quando si tratta di guerra, o lavoro umanitario, quando fa inteligence (o crede di farla). Mastrogiacomo è per me come uno dei tanti rapiti italiani, stranieri che hanno subito l'umiliazione del ricatto e la privazione della propria libertà. A lui è andata tutto sommato bene. Ad altri no.
Nei rapimenti c'è sempre un fondo di amarezza. La politica ha delegato, carta bianca, la soluzione a Strada che ha dettato le regole, ha escluso lo Stato e ha fatto da solo...
Io non amo i mediatori dei sequestri. Quelli che vengono a dirti che potrebbero sapere dove il tuo parente è sepolto e incatenato, ma la situazione è delicata... che devi fidarti. Lo facevano a noi e sappiamo come si fa. La mediazione, il contatto e parte del sequestro, è parte integrante della pratica. Senza mediazione i rapitori non ottengono nulla e il rapito diventa un'inutile fardello.
Strada ha fatto questo: ha liberato un giornalista, ha pagato e fatto ottenere ai rapitori il proprio tornaconto. Strada, non ha nessuna autorità per farlo. Non è un parente, non è lo Stato. Perchè un'ONG ha tanto potere da intercedere con Karzai, Fassino, Prodi, Dalema, e i talebani? Chi ha dato questo potere a Strada? Non è questo un lavoro da SISMI, da servizi? Che li paghiamo a fare se c'è già emergency?
Che il lavoro sporco lo facciano i servizi mi sta bene, che lo Stato contratti per liberare un cittadino rapito all'estero anche, che paghi, liberi talebani, lo capisco, non lo condivido, ma lo capisco.
Perché lo debba fare emergency no.
Per questo vorrei che ognuno facesse il proprio lavoro.

domenica 18 marzo 2007

ci sono cose che non capisco

per esempio le date. Eppure sono uno storico certificato, tardivo ma certificato. Le date delle relazioni sono per me un mistero. Il matrimonio, il fidanzamento, il battesimo... e dare una data certa alle cose sapendo che l'unica certa è la morte... ed incognita

lunedì 12 marzo 2007

l'annosa questione delle misure

ci sono momenti in cui ogni uomo, avviene da ragazzo, si trova ad osservare, armato di righello, il proprio organo riproduttore. A dire il vero fino a quel momento l'utilità riproduttiva è ridotta al monologo dialogico di Portiana memoria. A nulla servono i maschi dopo partita, se non a consolidare le intime convinzioni, e sempre più spesso, adolescenziali invidie, o per i più fortunelli, orgogli sperticati. L'incontro con altrui e compiacenti organi riproduttori, dell'altrui genere, non risolve il problema ma lo consolida, direi. Arrivati alla soglia degli anta le donne sono più sincere, e meno comprensive, e narrano con leggerezza, caratteristica a loro propria, della annosa questione del righello...
Quindi cari coetanei mano al righello... e non vi consiglio i pollici... piuttosto una misurazione in pixel potrebbe risollevare il nostro bistrattato ego.

mercoledì 7 marzo 2007

finalmente adulto

oggi, per lavoro, mi è capitato di discutere sulla annosa questione di giovani. Sempre per lavoro devo catalogare, con inaudito spirito tassonomico, le devianze, i problemi, i disagi dei cittadini della mia regione. Non è un lavoro ingrato per me che sono un raccoglitore, acquisitore onnivoro e distratto. Raccolgo ciò che mi piace con la passione legata alle maree. I giovani sono una delle mie raccolte. Li ho raccolti da ragazzo, facendo ciò che un ragazzo deve fare. Le ho raccolte, e le raccolgo, da adulto, lavorando con loro, ascoltandoli e spiandoli, ma anche trasmettendo l'esperienza di un ex ragazzo.
I giovani, tornando al catalogo, sono coloro che giovani sono e non coloro che i giovani fanno.
Sono finalmente adulto, altrimenti sarei diventato vecchio senza conoscere l'età di mezzo, la seconda età.

Una perdita inutile.

domenica 4 marzo 2007

Eclissi, vista da un primitivo


ieri notte la luna è sparita. Lo ha fatto lentamente e senza disturbare nessuno. Ho passato 2 ore a guardarla arrossire, intimidita da tanta attenzione a lei rivolta. Milioni di persone, solitamente impegnate in ben altre occupazioni, hanno puntato i loro occhi e i loro marchingegni su di lei. La luna è timida, compare solo di notte, si fa vedere un po' alla volta. Ieri mi son chiesto, se non sapessi che la terra gira, la luna gira, il sole gira, se fosse appesa ad un filo.