Condaghe cinguetta

mercoledì 19 marzo 2008

Diario elettorale. Partito Democratico

ho sempre pensato che il partito democratico potesse essere una naturale evoluzione della politica italiana ma mai avrei creduto che a costituire il partito democratico sarebbero stati i democristiani e i comunisti del mancato compromesso storico.
Il partito democratico non è una nomenclatura, un modo di dire e chiamare un'accozzaglia di simboli e ideologie. Non è tanto meno la summa di due o più movimenti, ne la federazione di più partiti o la fusione di aggregazioni storiche.
Il partito democratico è, prima di tutto Democratico.
Oggi, con questa infamia di legge elettorale, nessun partito può dirsi tale.

Per democrazia si intende un sistema che permetta la partecipazione e il governo da parte di tutti gli aventi diritto. Non esiste una sola democrazia, esistono tante e diverse forme di partecipazione al potere tutte egualmente democratiche. Alla parolina democrazia dobbiamo, almeno, attaccare un aggettivo per capire e inquadrare di cosa si parla.
In Italia si dovrebbe parlare di democrazia rappresentativa, si dovrebbe...

Quando penso al Partito democratico mi viene in mente un partito frutto di una storia e di una cultura che con il nostro partito democratico ha molto poco a che fare, eppure sono fiducioso che, nonostante le pessime premesse, si possa un giorno arrivare ad un vero Partito democratico in Italia. Le premesse pessime sono connaturate alla storia e alla mancanza di memoria della nostra classe elettorale, non della nostra classe politica, ma dei cittadini incapaci di ricordare, di giudicare e di valutare.
La classe politica non è che l'espressione di un popolo, altrimenti che democrazia rappresentativa sarebbe, e se oggi ci troviamo a dover sceglere in questo modo è solo e sempre colpa nostra. Da 50 anni votiamo e da 50 anni ci lamentiamo: troppo comodo.

Torniamo ai Democratici, intesi come rappresentati di partito, essi rappresentano a fatica i propri elettori (ovvero i membri del partito) per un motivo semplice e banale: il Partito democratico è un partito nato in provetta. Lo sperma è democristiano e l'ovulo comunista.
Si tratta della prima fecondazione assistita della storia della politica, e dico, ben venga! Se la legge 40 fosse stata abrogata forse con la diagnosi preimpianto qualche tare genetica di troppo l'avremmo potuta evitare: la Binetti, i teo dem, i giustizialisti, Di Pietro...
Purtroppo come tutti sappiamo, la fecondazione assistita è l'estrema ratio di una coppia che non riesce a riprodursi, è, se volete, la strenua volontà di raggiungere l'agognata riproduzione, il mantenimento della specie.

Nel caso del partito democratico forse l'età degli amanti era troppo avanzata e, per dirla come la sacra rota, questo matrimonio avrebbe sofferto di impotentia generandi.
Lo sappiamo siamo un paese per vecchi, di vecchi e rovinato dai vecchi, anche quelli giovani. E' un paese in cui manca una classe politica adulta perchè manca la classe adulta, la nostra.
Così oggi il partito democratico parte vecchio, un bambino educato da vecchi.

Oggi ci troviamo a dover combattere perchè questo partito, nato senza sesso, possa avere un futuro.

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