Condaghe cinguetta

giovedì 23 agosto 2007

Volgarità.... la destra s'è desta?

Mi chiedo spesso se mai potremmo avere una destra in Italia. Intendo una destra vera, che pensi e agisca da destra, che si comporti come si deve.
Mi chiedo per quanto tempo ancora mi sarà impedito di scegliere fra persone degne, fra partiti veri, onesti.
Mi chiedo per quanto tempo dovrò votare il meno peggio e non avere il coraggio di sperare nella caduta di un governo di reazionari, democristiani, massimalisti per timore di ritrovarmi come capo del governo di nuove un essere volgare e arrogante.
Mi chiedo perché le brave persone che votano partiti di destra debbano sopportare che la loro idea di stato sia usurpata da una banda di cialtroni e incompetenti che in nome della "libertà" hanno ridotto lo Stato a ricettacolo di finanziamenti e favori dimenticando qualsiasi politica degna di nome.
Hanno distrutto lo stato sociale, in nome di una falsa e delinquente liberalizzazione (basta chiamare azienda la sanità perchè sia efficiente o dare mille euro per ogni bambino nato?), lo stesso per i trasporti, hanno spacciato lo schiavismo aziendalista per opportunità di lavoro, svenduto i beni senza risanare...
Per dieci anni ho pensato che lo Stato italiano potesse diventare liberale.
Potesse abbassare le tasse, liberalizzare i servizi, aprire il mercato del lavoro, eliminare ordini e corporazioni, ridare potere contrattuale ad un sindacato statalista, eliminare ogni fardello post concordatario dalla propria legislazione, liberalizzare l'uso del proprio corpo, smettere di entrare in camera da letto, smettere di controllare urine o capelli...
Certo non speravo che questo lo potesse fare il maggiore monopolista, il più grande statalista, nel senso che utilizza lo stato a proprio uso e consumo, d'Italia, certo non speravo che lo potesse fare Berlusconi.
Per anni ho aspettato che i compagni di strada, che credevano nella libertà e non nei contenitori di libertà (poli case o partiti che fossero) si ricredessero, che evitassero di finire come falene nell'ammazzainsetti di una pizzeria di provincia.
L'hanno fatto molto tardi quando ormai ogni credibilità era persa, ogni dignità andata.
Oggi dal cilindro della perfetta lombarda (Brambilla!) esce l'ennesima pattumiera di Libertà, e per nemesi si chiamerà partito.
Nel 1992 i partiti erano tutti morti, ci dissero, ci volevano forze nuove, ci volevano nomi e simboli nuovi, volti nuovi. Oggi siamo tornati ai partiti (democratico e delle libertà) e ci spacciano il tutto come novità.
Siamo senza speranza, destinati a seguire capetti volgari come i peggiori giocatori delle tre carte. Puntare tutte le nostre speranze sapendo di essere comunque truffati, con la presunzione di riuscire, un giorno, a vincere.
Non basta guardare e passare, non curarsi di loro. Qualcuno si ferma sempre.
E' mai possibile che gli uomini di destra non si accorgano della piccolezza di chi li vuole comandare, che non si accorgano che i Berlusconi, i Briatore non sono dei capitani di industria, ma solo dei furbi più opportunisti di altri?
Possono persone che hanno lavorato 40 anni a servizio dello stato, dell'impresa che hanno avuto una vita di sacrifici e rispetto votare un uomo che ha fatto della sua carriera uno show, che ha comprato tutto senza rispettare nulla? Possono uomini e donne intelligenti, impegnate, volenterose votare per chi rappresenta la peggiore italietta?
Possono votare un vecchi di settantanni che mette le mani nelle mutande di una giovanotta, allungandosi con noncuranza su altre giovanotte, che fa battute da caserma e non ha neanche il coraggio di assumersene la responsabilità, che si veste, si muove, parla con fare giovanilistico ( e non c'è niente di più volgare del far finta di essere ciò che non si potrà mai più essere).

Voglio una destra vera...

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