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venerdì 13 aprile 2007
Segnali Stradali d'imbarazzo
Strada ha minacciato di andare via dall'Afganistan.
Qualcuno lo sostituirà.
Forse non sarà facile, non sarà italiano, non sarà sicuramente così schierato.
Ricordo che Strada disse, e in più occasioni, che si lavorava meglio quando c'erano i Talebani. I talebani ci sono ancora e Strada non si pone alcun problema morale a curarli e rimandarli a casa sani e in forze per riprendere la propria battaglia per una dittatura teocratica. Non dico certo che bisognerebbe mollarli per strada a crepare dissanguati, questa è una prerogativa tutta loro quando ammazzano o, legalmente, lapidano qualcuno, ma che una volta curati siano processati e e giudicati dal legittimo governo di un paese mi sembrerebbe il minimo.
Strada non si pone neanche alcun problema a riconoscere come danno minore il rilascio di 5 talebani incarcerati dal legittimo governo afgano (a meno che per Strada il governo Karzai e l'ONU siano dei impostori) . Certo essendo un paese di cattolici una vita a qualsiasi costo sembra essere il motto preferito dagli stradini. Anche se poi i liberati non si faran problemi a sgozzare altri umani.
Ora non ricordo bene ma non mi pare che sia compito di un'organizzazione umanitaria fare da ospedale militare per una delle due fazioni in lotta, è compito di un organizzazione umanitaria curare i civili che della guerra sono vittime innocenti. Certo facendo del sofismo di può anche dire che i talebani sono civili... ma sinceramente dalla resistenza nazifascista in poi chi combatte è un combattente, anche senza mostrine.
Lungi da me paragonare degli sgozzatori teocrati e fanatici ai resistenti europei. Non credo che necessariamente quelli con le divise arraffazzonate siano i buoni e i militari i cattivi. Inoltre i Talebani la loro possibilità di governo l'hanno avuta e l'hanno usata per ridurre le donne a schiave, mozzare le mani ai ladri, lapidare le adultere, coltivare oppio, addestrare terroristi... Insomma un regime di santi. Eppure è il regime che preferisce Strada.
Ma tornando alla questione italiana mi fa specie questa preoccupazione per ciò che Strada dice, o meglio minaccia.
Se sa qualcosa la dica, se sta, come credo, mandando messaggi lo faccia chiaramente.
Vorrei far notare che l'arma del ricatto politico non è diversa da quella del sequestro di persona: la mentalità è identica. Strada sta ricattando il governo italiano, che maldestramente gli ha dato mano libera, e il governo afgano, che invece ha puntato i piedi. Chi ricatta lo fa perché ha qualcosa da vendere. Cosa ha da vendere Strada? I suoi ospedali? O qualcos'altro?
Perché un governo legittimamente eletto, quello italiano, deve essere tenuto sotto scacco da un'organizzazione umanitaria? Perchè Strada ha potuto liberare 5 prigionieri e pretendere la liberazione di altri 3? Perchè può interferire sulla politica estera italiana chiedendo la liberazione di un cittadino afgano sospettato di terrorismo?
Perchè ha 5 ospedali?
O perché cura i talebani ed ha un'influenza sui capi ribelli tale da poter affievolire il nostro coinvolgimento nella guerra? A cosa mirano tutte queste dichiarazioni di solidarietà?
Il capo dell'intelligenza afgana, certo anche lui non sarà uno stinco di santo, ha detto senza giri di parole che l'intermediario Hanefi più che intermediario è stato un procacciatore di vittime del sequestro (anche nel caso Torsello compare il suo nome). Ora è alquanto singolare che proprio nella stessa zona siano avvenute le liberazioni dei due sequestrati, che lo stesso ospedale di emergency abbiano avuto un ruolo così diretto e che proprio sempre lo stesso Hanefy abbia consegnato i due milioni di Torsello ai talebani.
E sinceramente mi sembra un ingenuità pensare che la consegna dei soldi ai talebani sia garanzia di onesta dell'intermediario.
Se i sequestri seguono la stessa logica ovunque, è facile pensare che il bottino lo si possa spartire dopo la consegna, e che se l'intermediario è più che intermediario non abbia difficoltà a ricontattare i sequestratori per aver la ricompensa pattuita.
A me questa storia non solo non piace ma più va avanti meno mi piace, più si osanna Strada più ho il sospetto che lo si copra.
giovedì 12 aprile 2007
Siamo ancora tutti liberi?
ti scriviamo questa lettera in quanto firmatario del Manifesto-Appello per l'eguaglianza dei diritti che chiede l'accesso all'istituto del matrimonio anche per le persone lesbiche e gay quale traguardo compiuto di uguaglianza sostanziale e formale e superamento di pesanti discriminazioni sociali, culturali e giuridiche. Ti ringraziamo per aver aderito a questa iniziativa.
Abbiamo deciso di far sentire la nostra voce su un tema che costituisce l'obiettivo di tutti i movimenti glbt in Europa e nel mondo, ma che in Italia è considerato tabù, e del quale addirittura troppe volte si nega costituisca una rivendicazione delle persone glbt. Capita spesso di sentire dal mondo politico, anche nell'ambito del dibattito Dico si / Dico no, frasi del tipo: "ma in Italia nessuno chiede il matrimonio per le persone gay…". Non è così ed è bene che lo si sappia! Ugualmente, è importante che tutti possano rendersi conto che le discriminazioni verso le persone glbt , e di conseguenza gli ostacoli al compimento di istanze irrinunciabili di giustizia sociale, non verranno superate né con i Dico né con leggine da elemosina o da compromesso politico fatte per asservire il potere teocratico clericale-vaticano.
Abbiamo bisogno di aiuto per diffondere il "Manifesto per l'eguaglianza dei diritti". In queste settimane grazie all'attenzione di alcuni media, specialmente gay, e in particolare al forte sostegno del sito www.gay.tv - che ringraziamo -, siamo riusciti a raggiungere quasi 2.700 firme 'pubbliche', visibili sul sito internet e una cinquantina 'riservate'. Altre 400 firme le abbiamo raccolte in P.za Farnese a Roma durante la manifestazione "Diritti ora" del 10 marzo scorso dove il nostro Manifesto ha avuto molto successo. Ringraziamo inoltre in modo particolare anche coloro che ci stanno aiutando: il Webmaster Mihaj Romanciuc, Guido Allegrezza, Clara Comelli, Luca Piva, Yuri Guaiana, Carlo Donati, Matteo Pegoraro, Francesco Conti, Malena Zingoni e Josè Rodrigo dalla Spagna, Ottavio Marzocchi da Bruxelles.
Le firme sono tante rispetto ai pochi canali di pubblicizzazione di cui abbiamo finora goduto, e ancora troppo poche per le ambizioni del Manifesto-Appello.
Altra questione molto importante è la qualità delle firme: vi sono quelle di quasi tutti i rappresentanti del mondo associativo, editoriale, culturale e ricreativo glbt, insieme a quelle di alcuni parlamentari, in primis quelli radicali. In questi giorni si sono poi aggiunte, tra le altre, quelle di Gianni Vattimo, Luciana Littizzetto e della Open House di Gerusalemme.
L'aiuto che ti chiediamo è di diffondere il Manifesto-Appello attraverso i tuoi canali, amiche e amici, fidanzate o fidanzati, amanti, conviventi, famiglie di fatto o di diritto, siti internet, blog, giornali, media, mailing list e altre vie. Un altro modo per sostenere questa iniziativa è quello di costituire un comitato locale ad hoc come già hanno fatto a Salerno e a Trieste dove ci sarà un dibattito il 14-4 sul Manifesto
(http://www.christinasponza.it/dibattito_matrimoniodirittogay.htm).
L'obiettivo è di far sentire più forte la nostra voce. Dobbiamo anche batterci per coloro che non possono farlo e che si trovano in condizioni difficili.
Aiutaci anche con un contributo (le modalità si trovano sul sito www.matrimoniodirittogay.it). Finora abbiamo raccolto pochi spiccioli (50 Euro) a fronte di molte spese.
Grazie per l'attenzione.
Se vuoi scrivici a questo indirizzo: info@matrimoniodirittogay.it
Un carissimo saluto dal Comitato Promotore del Manifesto per l'eguaglianza:
Sergio Rovasio, Radicale, membro della Direzione della Rosa nel Pugno - Roma
Aldo Brancacci, Professore ordinario, Università Tor Vergata - Roma
Gigliola Toniollo, Cgil Nuovi Diritti, Direzione di Radicali Italiani - Roma
Stefano Fabeni, Director Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender and Intersex Initiative
Global Rights, Washington – Usa
domenica 8 aprile 2007
Tre giorni e tre notti
Andrea,9:o7 Ascolta, miscredente.
Matteo 27:45-50 Dall'ora sesta si fecero tenebre su tutto il paese, fino all'ora nona. 46 E, verso l'ora nona, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lamà sabactàni?» cioè: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» 47 Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: «Costui chiama Elia». 48 E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, inzuppatala di aceto, la pose in cima a una canna e gli diede da bere. 49 Ma gli altri dicevano: «Lascia, vediamo se Elia viene a salvarlo». 50 E Gesù, avendo di nuovo gridato con gran voce, rese lo spirito
Andrea,9:o8 e tu, miscredente, continui a non comprendere!
Matteo 27:1-6 1 Dopo il sabato, verso l'alba del primo giorno della settimana, Maria Maddalena e l'altra Maria andarono a vedere il sepolcro. 2 Ed ecco si fece un gran terremoto; perché un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e vi sedette sopra. 3 Il suo aspetto era come di folgore e la sua veste bianca come neve. 4 E, per lo spavento che ne ebbero, le guardie tremarono e rimasero come morte. 5 Ma l'angelo si rivolse alle donne e disse: «Voi, non temete; perché io so che cercate Gesù, che è stato crocifisso. 6 Egli non è qui, perché è risuscitato come aveva detto; venite a vedere il luogo dove giaceva. 7 E andate presto a dire ai suoi discepoli: "Egli è risuscitato dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete". Ecco, ve l'ho detto».
Andrea,9:9-15 Può la parola di Dio non essere giusta, incorruttibile! A tanto sei giunto, o vile pagano! Può la tua mente essere tanto empia! 10 Possa il buon Dio, l'onnipotente nella sua infinita misericordia, essere clemente! Tu credi forse che la Babele sia stata poca cosa? Forse credi che Dio Onnipotente non abbia voluto, a ragione, punire gli uomini?
11 Forse tu credi, infame idolatra, che i servi di Dio parlino si tanti idiomi per diletto? Pensi forse che le genti d'oriente parlino come i barbari? O che il popolo eletto con conosca le sfumature della lingua del Signore?
12 Tre giorni sono tre giorni! Il nostro Signore ha dato alla lingua dei nostri fratelli deicidi, significati a noi oscuri. Un giorno è una qualsiasi parte di esso, siano le ore meridiane o antimeridiane, così la lingua che a noi testimonia la morte e resurrezioni del figlio di Dio, intende. 13 Puoi una vile traduzione modificare la parola di Dio? Il venerdì alla nona ora Cristo il Salvatore mori. E fu il primo giorno. Il secondo giorno trascorse nell'attesa dell'avvento del Signore. All'alba del terzo giorno risorse.
14 Hai compreso, o stolto, la tua blasfemia? Hai compreso ciò che ogni buon servitore del signore deve sapere? Sia il nostro buon pastore clemente con chi non comprende che tre giorni non sono altro che un giorno intero, secondo la barbarica usanza del barbaro occidente, più due parti degli altri due giorni.
15 E' giunta l'ora che tu ti penta.
domenica 1 aprile 2007
Il gaio matrimonio
MANIFESTO PER L'EGUAGLIANZA DEI DIRITTI
Insomma se uno sceglie la condanna del matrimonio è giusto che sia in buona compagnia, o meglio con la compagnia che sceglie.E pensate che sono anche contro il matrimonio eterosessuale...
Per me il matrimonio ognuno dovrebbe farselo da se, con chi vuole, dove vuole, e per quanto vuole... ma non so se padre Jeorge sarebbe d'accordo, almeno non prima di essersi consultato con il suo convivente...
sabato 31 marzo 2007
sinceri democratici cubani
Da qualche tempo persino l'anello di congiunzione darwiniana Bush ha capito che l'oro nero è sempre più un pessimo affare piuttosto che un pozzo di soldi.
Il Brasile da decenni ha capito che essere servi di paesi non democratici o troppo potenti è poco conveniente per un paese che aspira ad essere una grande potenza. Infatti il Brasile ha, da anni, avviato l'utilizzo massiccio del bioetanolo come carburante.
Ovviamente il castrista Castro quando ha capito che i cattivi AmeriKani potevano spostare la loro attenzione sulla meno inquinante produzione di etanolo e passare, finalmente, dalla parte di chi da anni teme il petrolio più del nucleare, si è subito premurato di lanciare il solito anatema:
Bush e bioetanolo 3 miliardi di morti
Che il suo caro amico, sincero democratico pure lui, Chavez e voglia fare un cartello petrolifero anti etanolo (e anti Amerikano naturalmente) con quelle patrie delle libertà chiamate Cina, Siria, Iran? O che alla fine la cara vecchia amica Russia abbia ancora qualche interesse con il fedele Fidel, e che il gas e petrolio di Putin qualche ricordo dei sistemi sovietici lo trasportino nei propri gas/oleo dotti? Se non ricordo male il sincero democratico Putin (quello amico del sincero democratico Berlusconi) fu tenente colonnello del KGB, forse questo qualcosa conta...
venerdì 30 marzo 2007
La lingua imposta
http://www.radioradicale.it/new/html/playmedia.php?IdIntervento=2077891
non lo sono di essere rappresentato, come cittadino friulano, dalla Di Centa...