Condaghe cinguetta

martedì 24 aprile 2007

interferenza... senza fine

la morte arriva sorseggiando frettolosamente un caffè. Il caffè. Poi si deve tornare a lavorare facendo finta che tutto sia affrontabile. Morire a 38 anni è ingiusto. Per molti anni ho giocato, chiacchierato, passeggiato, riso fra i pini con il mare che rumoreggiava e una rete che ci divideva proforma.
Gli anni passano e le ferie si accorciano ma quella rete e quei pini rimangano, il sole continua a picchiare e gli incontri sono più veloci, colloquiali, curiosi di scoprire come due bambini, ragazzini siano cambiati, o non siano cambiati, da adulti.
Da oggi quella rete sarà più reale, non sarà solo un comodo appoggio o un ostacolo da saltare. Dall'altra parte il mio amico non ci sarà più distrutto ingiustamente da una malattia inutile...
Posso solo telefonare e ascoltare un soave musichetta (che cattivo gusto per un servizio telegrammi funerei) e una metallica voce ricordarmi che gli operatori son tutti occupati... Tanto che fretta c'è.

Sentite Condoglianze...

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