Condaghe cinguetta

lunedì 3 settembre 2007

Arte contemporanea... Video l'arte quant'è bella

sabato ho terminato il periplo della biennale di Venezia, quella del cinema la lascio ai fan della vippologia, andando all'arsenale.
L'arte contemporanea è invasa di video. Video interviste, video montaggi, video performance, video realistici, video crudi, video poetici, video lunghi e corti, in bianco e nero, a colori, in hd e in bassa definizione, con videocamere fisse o a spalla... Mi sono chiesto se avessi sbagliato biennale, ma dopo pochi secondi di visioni ho capito che non si trattava di cinema e men che meno di arte.
Mi è successo, assai raramente, di vedere dei bei video. Ricordo due anni fa la video installazione di San Stae. Ti sdraiavi per terra, e vedevi queste immagini confuse con la volta della chiesa...
Ho pensato che oggi, e youtube lo dimostra, basta avere un cazzo di macchina digitale, telefonino, videocamera per sentirsi artisti, registi, autori.
La televisione è antitetica al cinema, e l'arte contemporanea è altra cosa dal cinema, dalla televisione, dalla pubblicità (oggi si deve però dire COMUNICAZIONE).
Non ho ne le capacità ne la cultura per capire se un video (d'arte) è di valore o meno, se quell'autore è artista. Non lo so. Ma so che se voglio accendere la televisione accendo la televisione non vado alla biennale, se voglio vedere un film vado al cinema non alla biennale, se voglio vedere una pubblicità guardo una pubblicità, non vado alla Biennale.
Non credo a chi mi dice che la video arte è l'espressione del mondo contemporaneo, mi sembra facile e banale. Se l'arte si esprime attraverso i mezzi che ha a disposizione non comprendo perchè debba far finta di essere altro: cinema, televisione, spot.
Non dico che non possa esistere una videoarte, chi sono io per dirlo, ma non riesco a trovare arte, se non raramente, nelle ore di registrazione delle decine di artisti che continuamente trovano spazio nelle mostre d'arte. Trovo pseudo cinema, pseudo tv, pseudo pubblicità.
D'altronde non è una questione di mezzi, la parola può servire per scrivere guerra e pace o una delibera dirigenziale e sfido chiunque a ritenere letteratura la seconda. Eppure usano lo stesso medium.
Sarebbe come se qualsiasi essere umano con in mano una video camera diventasse bergmann... ma forse è quello che ci vogliono far credere: l'arte è di tutti e tutti sono artisti.
è il solito concetto di democrazia: visto che siamo tutti uguali tutti dobbiamo fare tutto, bene o male è indifferente.
Chiudo ricordando uno dei migliori video d'arte: un soggettiva cane in mezzo alla neve!

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